Momenti di disaccordo nel team - 2°

 

Ho raccolto da più fonti delle singole tracce su comportamenti che "funzionano" meglio di altri per attraversare un periodo o una situazione di disaccordo nel team.

 

Non ho trovato una unica fonte che parlasse specificatamente di questo = ben vengano link e indicazioni. Per ora mi limito di raccogliere qui sotto le annotazioni che ho trovato


    • Riconoscere che l'altra posizione è lecita e comprensibile anche quando è differente dalla propria

    • Sapere che i problemi complicati tipicamente ammettono più di una risposta giusta e più risposte egualmente valide

    • Aiutare anche nella realizzazione delle decisioni con cui siamo in disaccordo e comunque non essere di ostacolo 

    • Sostenere la propria posizione anche con forza e accettare con garbo le sconfitte evitando di recriminare su decisioni superate e passate

 

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Print | posted @ mercoledì 9 aprile 2008 0.19

Comments on this entry:

Gravatar # re: Momenti di disaccordo nel team - 2°
by Daniele Armanasco at 09/04/2008 21.53

Leggevo proprio oggi quanto riporto qui sotto, tratto dalla newsletter GrowUp di buongiorno.com. Purtroppo non ho tempo di sintetizzare; penso contenga qualche spunto interessante.

GESTIRE IL CONFLITTO
La risposta tipica delle persone davanti a un conflitto? La fuga...almeno finché riescono.
Spesso si tende ad evitare il conflitto come fosse una malattia, una fonte di pericolo ed effettivamente in molti casi i conflitti si concludono, al pari delle guerre vere, con un vincitore, un vinto e delle perdite su entrambi i fronti.
Al termine di un conflitto, infatti, si ha spesso la sensazione di aver perso molte energie. Si è dato sfogo alla propria aggressività repressa magari per troppo tempo e alla fine ci si sente come svuotati. Ciò accade soprattutto quando si è atteso troppo tempo per paura di affrontare la situazione, permettendo al problema di crescere a dismisura.
In realtà un conflitto non è altro che la manifestazione dell'esistenza di diversi punti di vista, quindi, se ben gestito, può rivelarsi un momento di crescita ed un'occasione di arricchimento per entrambe le parti.
Perché ciò accada ci sono alcune cose importanti che devi ricordare.
Evita di farne una questione personale.
Il tuo obiettivo non è attaccare o offendere la persona a cui ti rivolgi, ma trovare una soluzione al problema in oggetto. Insomma sii morbido con le persone e duro con il problema.
Dimostra il massimo rispetto nei confronti dell’altra persona, cerca innanzitutto di capire le sue ragioni. Lui (o lei) sarà più disponibile ad ascoltare e a capire le tue.
Invece di aggredirvi a vicenda, proponigli di aggredire insieme il problema.
Come disse Abramo Lincoln "Se volete convertire qualcuno alla vostra causa, dimostrategli innanzi tutto che gli siete sinceramente amico".
Il vero obiettivo non è vincere ma con-vincere.
Come si è già detto, nella maggior parte dei casi al termine di un conflitto c'è chi vince e chi perde, ma la "festa" del vincitore è cosa breve, perché presto si rende conto che anche se ha avuto ragione, ha perso sul fronte della relazione.
Fai in modo che il conflitto non sia una sfida a "braccio di ferro", dove una sola parte vince, ma un confronto aperto, teso ad ottenere la migliore soluzione possibile per entrambi secondo la logica del vinco io-vinci tu.
Mai ragionare con chi è in balia delle emozioni.
Cosa accade quando si cerca di ragionare con una persona in preda alla rabbia? E' pressoché inutile, perché in quel momento è poco ricettiva.
Prima di trovare una soluzione al problema devi disinnescare il suo stato emotivo e creare il clima adatto per il confronto.
Il trucco è sorprendere, facendo un passo dalla sua parte.
L'espressione più disarmante? "Ti capisco".
Questa espressione è in grado di disorientare anche l'interlocutore più irritato e di far cambiare in un attimo il suo atteggiamento.
Ed infine ecco la testimonianza di un diplomatico da cui trarre utili insegnamenti.
"Gli sono andato incontro, mi sono messo nei suoi panni, ho modellato me stesso sul suo destino e, mettendomi al suo posto, ho conosciuto la sua buona e cattiva sorte. D’ora in poi la mia preoccupazione non sarà quella di imporgli il mio punto di vista, bensì quella di convincerlo ad adottare quel punto di vista che io reputo il migliore per lui (e che corrisponda ai miei interessi)".
Interessante prospettiva, vero?
Gravatar # re: Momenti di disaccordo nel team - 2°
by LudovicoVan at 10/04/2008 3.58

Il finale addirittura inquietante... tuttavia illuminante.

> L'espressione più disarmante? "Ti capisco".

Come anche la piu' falsa.

-LV
Gravatar # re: Momenti di disaccordo nel team - 2°
by LudovicoVan at 10/04/2008 4.01

P.S. Tant'e' che puo' forse funzionare con un "nevrotico", confermandolo nella sua coazione; d'altra parte e' il miglior modo per farsi aggredire da uno "psicotico", disconfermandolo nella sua dissociazione.

-LV
Gravatar # re: Momenti di disaccordo nel team - 2°
by LudovicoVan at 10/04/2008 4.55

> GESTIRE IL CONFLITTO
> La risposta tipica delle persone davanti a un conflitto? La fuga...almeno finché riescono.
> D’ora in poi la mia preoccupazione non sarà quella di imporgli il mio punto di vista, bensì quella di convincerlo ad adottare quel punto di vista che io reputo il migliore per lui (e che corrisponda ai miei interessi)

In effetti, piu' che una "strategia di gestione" dei conflitti, mi sembra una "strategia di controllo", e in quanto tale non solo funziona solo in alcuni specifici casi (il "conflitto da nevrosi", o da contatto-mancanza -> fuga), ed e' controproducente negli altri (il "conflitto da psicosi", o da distacco-presenza -> aggressione), ma piu' in generale sempre inefficace poiche' puo' solo portare a xquilibri patologici, alimentati da altrettanto patologici feedback positivi. In altre parole a aquilibri/squilibri/sperequilibri/ecc. che tendono a rinforzare se stessi. (In quanto tale, un "sistema di controllo" e' un sistema che solo alimenta se stesso.)

Ipotizzo che una "strategia positiva di gestione" dei conflitti, che dunque davvero _valorizzi ambo le parti_, deve piuttosto disinnescare tali xquilibri evidenziandone la _trasversalita' rispetto agli obiettivi reali_. Immagino per lo piu' supportando la rifocalizzazione, se non banalmente promuovendo un "momento di silenzio".

Potremmo forse ragionare che al conflitto-nevrosi occorre "conforto", al conflitto-psicosi occorre "supporto", e cosi' via, ma Psicologia non e' disciplina ne' precisa ne' affidabile. Nostro unico comun denominatore, in se' affermazione metodologica di contro-controllo, e' l'*assoluta* (esplicita) _onesta'_, garanzia essa stessa (implicita) di *totale* _rispetto_. Semplificando, e' un po' come dire che una "strategia positiva di gestione" si basa sul dire *sempre* la _verita'_.

-LV
Gravatar # re: Momenti di disaccordo nel team - 2°
by LudovicoVan at 10/04/2008 5.22

A complemento e discapito:

> puo' forse funzionare con un "nevrotico"

Qui come in altri passaggi simili, mi riferisco ad una tale o altra "forma-conflitto", cioe' ad una tale o altra caratteristica che un conflitto puo' assumere, piuttosto che a un certo ipotetico tratto di questo o quell'individuo.

-LV
Gravatar # re: Momenti di disaccordo nel team - 2°
by Luca Minudel at 10/04/2008 21.47

@Daniele

trovo diversi spunti interessanti nel testo che riporti. mi interessano inn particolare quelli riguardo il comunicare e il rapportarsi in modo "positivo"


@Julio

capire il punto di vista dell'altro ed entrare in rapporto con lui aiuta a comunicare

ho visto nella pratica i risultati positivi e come sottolinei esitono e ne ho visti anche usi distorti e manipolativi

appunto, è l'uso che ne fa la differenza - puoi condannarlo senza per questo privarti l'uso positivo di questo che IMHO aiuta ad entrare in una comunicazione sana ed efficace
Gravatar # re: Momenti di disaccordo nel team - 2°
by LudovicoVan at 11/04/2008 23.08

Luka:

> appunto, è l'uso che ne fa la differenza

Appunto, no! E' al contrario la mancanza di chiarezza che ne fa l'uso improprio. Chiama chiarezza trasparenza ed hai una legge di management.

> puoi condannarlo senza per questo privarti l'uso positivo di questo che IMHO aiuta ad entrare in una comunicazione sana ed efficace

Ti _devi_ privare dell'aspetto positivo, nella misura in cui i costi sono evidentemente preponderanti ai benefici.

IMHO, ma su questo stiamo appunto lavorando, tutto sta alle persone, cioe' quella e' l'_unica premessa_, il resto e' una banale conseguenza, banale quanto lo puo' essere una partita a scacchi, con la differenza che cio' che ci si gioca, in questo caso, sono le premesse stesse!

-LV
Gravatar # re: Momenti di disaccordo nel team - 2°
by LudovicoVan at 11/04/2008 23.15

> Luka:
>
> > puoi condannarlo senza per questo privarti l'uso positivo di questo che IMHO aiuta ad entrare in una comunicazione sana ed efficace

Julio:
>
> Ti _devi_ privare dell'aspetto positivo, nella misura in cui i costi sono evidentemente preponderanti ai benefici.

Provo a dirlo meglio: il pacchetto (il sistema) si puo' solo prendere completo, non puoi prendere il "buono" senza portarti dietro anche il "cattivo". L'unico modo per ottenere risultati "positivi" e' evitare del tutto quell'approccio, alla _radice_, la' dove in effetti trovi la sua contraddizione fondamentale. E' per quello che non puoi adottarlo "in parte".

Analogo discorso, ma nella direzione opposta, per i "sistemi (positivi) di gestione". In questo scenario, gli altri semplicemente diventano i "sistemi (negativi) di gestione", meglio noti come "sistemi di controllo", con gli altrettanto ben noti pregi e difetti. La mia e' semplicemente una soluzione _radicale_, per il resto nulla di nuovo.

-LV
Gravatar # re: Momenti di disaccordo nel team - 2°
by LudovicoVan at 13/04/2008 13.57

I'm hoping we can work together: http://www.dilbert.com/comics/dilbert/archive/dilbert-20080413.html

-LV
Gravatar # re: Momenti di disaccordo nel team - 2°
by Luca Minudel at 16/04/2008 0.40

Capire il punto di vista dell'altro ed entrare in rapporto/sintonia con lui è un meccanismo utile insito in ogni persona.

Cosi naturale che tutti hanno gli anticorpi e quando qualcuno tenta di usarlo in modo "artificiale" per manipolare l'altro, dopo un po la cosa si avverte e il "gioco" non funziona più.

Hai una posizione morale molto chiara nel rifiutare l'uso a scopo di manipolazione. Proprio per questo non corri alcun rischio a esplorare e sperimentare modi di rafforzare la capacità di capire il punto di vista dell'altro ed entrare in rapporto/sintonia con lui. Provarci, che ci perdi ?
Gravatar # re: Momenti di disaccordo nel team - 2°
by LudovicoVan at 16/04/2008 3.38

> Capire il punto di vista dell'altro ed entrare in rapporto/sintonia con lui è un meccanismo utile insito in ogni persona.

Non e' un meccanismo utile, e' una dinamica naturale, chiamata "empatia". E no, non ha a che fare con il controllo.

> Provarci, che ci perdi ?

Tutto, non si era capito? Puoi essere empatico senza essere falso, ma non e' vero il contrario.

Guarda che il to discorso e' chiaro e lo e' anche il mio, peccato che sono in contraddizione alla radice.

In ogni caso, mi sembra ora di mettere fine alla commedia. Hai qualcosa'altro da dirmi che non sia: fai un altro giro sulla giostra?

-LV

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