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Pirati sgrammaticati

Chiamarli pirati è fargli un complimento e la triste realtà non sono tanto loro che ci provano, ma quelli che ci cascano.

In questo attacco, fresco fresco di questa notte non c'è nulla di speciale, è una delle solite email che arrivano regolarmente.

Punto A: Email sgrammaticata ... dovrebbe almeno insospettire

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Punto B: Hyperlink palesemente errato

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Punto C: Il vero sito usa https e l'utente può vedere il lucchetto

Punto D: L'indirizzo del sito clonato è palesemente errato

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Veniamo però ai punto dove la banca avrebbe potuto fare meglio:

  1. Il nome del sito è totalmente anti-intuitivo. Se fosse stato il vero nome della banca e con un URL semplice (io lo chiamo ergonomico) l'utente avrebbe meno dubbi a scegliere quello giusto.
    Da notare che spesso in questi attacchi vengono usati URL molto simili a quelli orginali come www.mia-banca.it oppure www.miabanca.me.com, etc.
    Questo è il motivo per cui è importante il punto 2.
  2. Il vero sito purtroppo NON fa uso di certificati Extended Validation che avrebbero trasformato la barra di Internet Explorer con un background verde e rendendo molto più evidente l'affidabilità del sito.
    Questi certificati vengono rilasciati solo dopo verifica dell'esistenza fisica dell'azienda richiedente e costano molto più cari.
  3. Il sito non fa uso di rolling-codes che vengono generati sempre diversi per ogni accesso e non riutilizzabili, rendendo così inutile il furto delle password.

Non sono stato a guardare i sorgenti della pagina per eventuali altre cose.

A coloro che pensano che gli utenti non possono essere anche "meccanici" del proprio veicolo rispondo che a mio avviso l'utente dovrebbe almeno prendere una patente prima di avventurarsi per la strada.
La truffa internet è più facile da prevenire rispetto al furto del numero della carta di credito in qualsiasi negozio, la differenza come al solito la fa l'utente e non il mezzo.

Print | posted on giovedì 27 marzo 2008 9.59 |

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# Re: Pirati sgrammaticati

<quoting>la triste realtà non sono tanto loro che ci provano, ma quelli che ci cascano</quoting>
sottoscrivo in pieno!
27/03/2008 10.29 | Igor Damiani
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# re: Pirati sgrammaticati

Concordo al 100% con quanto dici ma soprattutto con l'ultima parte. Il vero problema è che l'utente medio non è a conoscenza di questi dettagli e li ignora. Di peggio c'è solo l'utente che ha la "pretesa" di conoscere "il motore". La differenza è che il primo, almeno a volte, è diffidente... ;)
27/03/2008 10.29 | Fabio Cozzolino
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# re: Pirati sgrammaticati

Il vero problema è appunto quelli che ci cascano, che ormai presi però dalla fobia di qualche cosa di strano ti chiamano pure per sapere se l'e-mail della fidanzata è vera o è stata "hackerata".
Basterebbe per queste della banca una sana lettura per capire che certi orrori grammaticali poco si addicono ad un sito istituzionale di qualsivoglia istituto di credito.
27/03/2008 10.48 | Andrea
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# re: Pirati sgrammaticati

Ma se tutta la sicurezza si riduce ad una mail scritta più meno correttamente siamo messi male, potrei anche essere un cliente straniero e non riconoscere certi erroracci. Il vero problema è che non viene attuato il punto 2 e 3 delle soluzioni proposte da Raf, per non parlare del punto 1 che è praticamente gratuito!!
27/03/2008 14.05 | davide

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