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Quanto fidarsi di una distribuzione Linux?

Che la sicurezza sia per molti un problema attuale, anzi attualissimo non è una novità. Però la sicurezza è una strategia, non un problema. Se la sicurezza non è ben integrata nel modo in cui l'intero sistema informatico è costruito, ogni sforzo è vano. In sostanza è un mosaico dove è necessario che tutti i tasselli siano al posto giusto e dove non basta che singole parti siano robuste. Questi tasselli vanno dal kernel dell'OS all'applicazione che userà l'utente, passando per le configurazioni, l'infrastruttura di rete e, tra le altre cose, la sicurezza fisica.

Vedo una fioritura quotidiana di distro Linux e dopo aver curiosato su come nascono mi chiedo dove possano stare le garanzie minime di sicurezza.

Il mio intento non è quello di cercare polemiche su quale sia il sistema operativo migliore o peggiore però non posso non chiedermi quale sia il criterio per cui io mi possa fidare nell'installare una nuova distribuzione senza avere brutte sorprese.

Tutte le distribuzioni Linux partono da un core comune. Questo stesso spesso viene più o meno pesantemente modificato su esigenza delle distribuzioni. Poi la storia non finisce qui. Le distribuzioni non sono fatte di solo kernel. Il sistema operativo ha il compito di fornire il supporto per una lunga serie di funzionalità.

E quindi qual'è la strategia comune delle distro Linux per scongiurare security flaws? Non rispondetemi Open Source perchè quel modello non ha prodotto risultati in questo senso per il solito motivo: fare i test è una rottura di scatole e non ho mai sentito nessuno contento di dedicare il proprio tempo a testare il codice di altri.

La valutazione di un sistema costituito da uno o più elementi software si può lasciare solo ai fatti. Apache ha dimostrato di essere inferiore per sicurezza a IIS e i dati, reperibili da più fonti, sono mostrati in alcuni grafici pubblicati da Michael Howard. Si, è un Microsoft guy, o meglio è un security guru, conosciuto anche per il libro Writing Secure Code, ma i dati rimangono oggettivi.

Ma se i dati sono a sfavore di Apache che è un software tra i più usati e 'standardizzati' nelle distro Linux, quale può essere la garanzia dei moduli minori, sottolineando minori di importanza applicativa ma non certo minori per vulnerabilità?

Certamente la statistica va a favore della mitigazione dei problemi. Finch'è un software è usato poco, i bug che vengnono a galla sono pochi, ma questo non implica che non ci siano vulnerabilità importanti e latenti.

Io spero in Linux. La competizione è quanto di meglio esista per miglirare le cose. Spero però in una competizione basata sui fatti e non sui talebani dell'una o dell'altra parte. Vorrei vedere un Linux più consistente e distribuzioni meno 'disordinate', meno anarchiche che obblighi Microsoft ad accelerare i tempi e a realizzare un nuovo core di Windows completamente rifatto come inizialmente si era detto alla PDC 2003 e che invece è slittato a tempi futuri.

Print | posted on martedì 26 luglio 2005 11.49 |

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# re: Quanto fidarsi di una distribuzione Linux?

In parte hai sicuramente ragione ma proprio perchè la sicurezza è una strategia i prodotti Open Source in genere hanno provato di avere un vantaggio: le patch escono in brevissimo tempo sia per i problemi piccole che per i problemi grandi.

Quando ai grafici di Howard ha sbagliato in partenza: usa dati presi da Secunia per fare comparazioni quando Secuni stessa dice esplicitamente che quei dati NON vanno bene per fare comparazioni....

C'è anche da considerare la differente filosofia dei SO Windows e di quelli Unix-like. In questi ultimi un programma fa UNA SOLA COSA, non mille. Se si "rompe" un programma 9 volte su 10 questo non ha impatti sul resto. In Windows generalmente è vero il contrario.

Tornando pero' al discorso distribuzioni: esistono distribuzioni che hanno fatto della "certificazione di sicurezza e stabilità" il loro credo, se hai certe necessità usa quelle e non altre, stà a te scegliere.
26/07/2005 12.01 | Zio
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# re: Quanto fidarsi di una distribuzione Linux?

Solo una nota...
Quando parli di IIS io parlerei della 6.0, perchè la 4 e la 5 sono state pensate con altri obiettivi, come mi aveva confermato il responsabile della security che era molto fiero del lavoro fatto sulla 6 e ancora di più di quello sulla 7...
26/07/2005 12.12 | Lorenzo Barbieri
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# re: Quanto fidarsi di una distribuzione Linux?

X Zio...
Queste considerazioni sono vere solo in parte
Se una patch è difficile da installare non la metto
Se una patch non va sulla mia distro non la metto

Per quanto riguarda la filosofia, era vera una volta, oggi ci sono un sacco di distro che di default mettono più roba di quanto un utente possa mai usare, e se la superficie d'attacco è più elevata, più elevata è la probabilità di entrare.

Quello che dice Raf comunque è di non credere che linux == sicuro per definizione, ma di pensare bene a tutto quello che ci sta dietro, e secondo me ha ragione da vendere...
26/07/2005 12.16 | Lorenzo Barbieri
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# re: Quanto fidarsi di una distribuzione Linux?

X Lorenzo:

> Se una patch è difficile da installare non la metto

certo, ma vale per entrambi i mondi

> Se una patch non va sulla mia distro non la metto

certo ma come sopra sostituendo "versione/localizzazione" a "distro"

> Per quanto riguarda la filosofia, era vera una volta, oggi ci
> sono un sacco di distro che di default mettono più roba di
> quanto un utente possa mai usare, e se la superficie
> d'attacco è più elevata, più elevata è la probabilità di
> entrare.

premesso che avere 1000 programmi che comunque fanno solo la loro cosina e non altro non cambia molto rispetto ad averne 10. Cosi tu ti riferisci a distro "desktop" mentre qui, dato che si parla di Apache e IIS, io parlavo di server. Se uno usa come server una distro pensata per il desktop e lascia tutto cosi com'e' non è certo colpa della distro cosi come non lo è se uno installa XP Home Edition nudo e crudo e gli fa fare da webserver...

> Quello che dice Raf comunque è di non credere che linux ==
> sicuro per definizione, ma di pensare bene a tutto quello che
> ci sta dietro, e secondo me ha ragione da vendere...

Che come installazione base una distro linux sia di gran lunga più sicura di un Windows base, mi spiace, ma non ci piove. In assoluto invece concordo che non ha senso ma questa equazione ultimamente viene tirata in ballo più dai concorrenti (FUD?) che dagli amministratori di sistema di SO Unix-like (e ho detto amministratori perchè assumo che stiamo parlando di professionisti da ambo le parti)
26/07/2005 12.22 | Zio
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# re: Quanto fidarsi di una distribuzione Linux?

Interessante post... io sono un sostenitore linuz anche se poi lavoro su microzozz da sempre... dico solamente che se ci fosse un po piu di chiarezza e meno disordine non sarebbe male.. purtroppo il vantaggio e lo svantaggio delle tante distribuzioni e' proprio quello .. ognuno si fa le cose come gli pare .. che ci mancherebbe e' giustissimo .. ma per far diffondere il prodotto su larga scala spiazza un po l'utente che cerca di avvicinarsi al mondo linuz...

Tornando al discorso sicurezza, io credo che nessun sistema sia SICURO o INSICURO per definizione... d'altronde l'unico dato certo che si ha è che spesso il vero anello debole della catena SICUREZZA è quello che sta davanti la tastiera ;)
26/07/2005 12.23 | Diego
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# re: Quanto fidarsi di una distribuzione Linux?

post interessante, che può scatenare qualche polemica.
sono stato interessato anche io a Linux qualche anno fa, ma per mancanza di un hardware adeguato non ho mai potuto usarlo come sistema desktop. Sistema server....non so che farmene.....per cui ammetto un po' di ignoranza.
Però ho letto libri sulla storia Linux...
1) il "disordine" di Linux, per me, è il suo punto di forza. E' il famoso paradigma tra "cattedrale" e "bazaar". per togliere il disordine a Linux bisognerebbe centralizzare la sua gestione, e quindi perderebbe la capacità di avere patch continue, distro molto diverse fra loro, supporto di svariato hardware, etc. etc.
2) non so dire quale sia più sicuro, francamente. Sono d'accordo però con l'affermazione di Raf: "Finch'è un software è usato poco, i bug che vengnono a galla sono pochi, ma questo non implica che non ci siano vulnerabilità importanti e latenti". Solo per dire che se Linux avesse un parco macchine equivalente a quello di Windows (parlando di server Web), credo che i bachi salterebbero fuori eccome. Anzi, credo che la frequenza con quei escano patch per Linux sia terribilmente superiore a quello di Windows.
3) sono d'accordo con Raf sul discorso in generale. La miglior sicurezza la si ottiene con la cooperazione tra OS, applicazioni e tutti gli altri componenti software, cosa che si può fare soltanto quando i programmatori posso dialogare fra loro. Francamente, non ho ancora capito come può Linux mantenere codice pulito, sicuro ed efficiente quando ci sono milioni di persone che scrivono codice in decine di migliaia di posti diversi su questo pianeta. Non per nulla, alla fine le distro migliori sono quelle che fanno a capo a grosse società che hanno deciso di sviluppare Linux: la buona vecchia RedHat, e così via tutte le altre. Il bazaar si deve trasformare, pian piano, in cattedrale per ottenere quello che Raf vuole: ordine, pulizia, coordinamento delle parti, sicurezza.
26/07/2005 12.37 | Igor Damiani
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# re: Quanto fidarsi di una distribuzione Linux?

Grazie dei commenti ragazzi...

Lo scopo del mio post non era quello di comparare Apache e IIS. Quando ho parlato della comparazione l'ho fatto solo per indicare che lo sviluppo in open source *non* implica sviluppo 'sicuro' e Apache (che è un modulo tra i più guardati e riguardati dai dev) ne è un esempio.
Per quanto riguarda la superiorità (al momento) di IIS6, non sono certo il solo io a dirlo. Guardiamo anche gli advisory su www.cert.org o quante altre risorse vogliamo.
Sulla sicurezza di Windows tempo fa http://www.linuxinsider.com aveva pubblicamente ammesso la superiorità di Windows su Linux in materia di sicurezza. Le considerazioni di Secunia sulla comparazione mi sembrano più che comprensibili per evitare flames.

Per quanto riguarda le patch di sicurezza, Microsoft non ha nessuno da inseguire. La maggior parte delle patch di MS oggi escono prima che vengano trovate dagli hacker. Non solo, la maggioranza degli attacchi nascono proprio dalle patch perchè disassemblare una patch di 10K è più facile che guardarsi milioni di istruzioni x86. Se parliamo delle patch sulle funzionalità degli applicativi il discorso è diverso e questo fa parte anche della strategia commerciale. Le Service Pack *non* sono patch di sicurezza e quindi possono uscire in tempi più dilatati. Le patch di sicurezza escono da Microsoft su una corsia preferenziale.

Riguardo alla filosofia delle applicazioni Unix, questo ritengo sia un punto a netto vantaggio di Windows che si chiama componentizzazione. Lo stesso De Icaza ha pronunciato uno speech a favore della componentizzazione di Windows che tanto manca nel mondo *nix. http://primates.ximian.com/~miguel/bongo-bong.html

Per quelle distro che si hanno come target la sicurezza (non so a quale fosse il riferimento), mi aspetto che si mettano più in vista, pubblichino i loro risultati positivi e naturalmente il metodo con cui l'hanno raggiunto. Attualmente i loro risultati (che non conosco e quindi non discuto) mi sembra si mescolino con quelli di tutti ed è un peccato perchè non c'è un'evidenza sul mercato del loro lavoro.
26/07/2005 12.45 | Raffaele Rialdi
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# re: Quanto fidarsi di una distribuzione Linux?

Premesso che io non so usare Linux se non quei 4 comandi di base ed ho sempre usato O.S. Microsoft da MS-DOS 3.30 a Windows XP professional.
A quello che ha affermato Raffaele, cioè che Linux è usato poco rispetto a Windows, vorrei aggiungere che molti hacker "prendono di mira" i server con O.S. Windows solo per una questione di "odio/antipatia" che hanno verso Microsoft. Molti problemi che esistono in Linux non vengono "pubblicizzati" come avviene per i problemi su Windows.
26/07/2005 12.50 | Marco Santoni
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# re: Quanto fidarsi di una distribuzione Linux?

Ragazzi lungi da me scatenare flames pero' evitiamo di parlare per frasi fatte da altri.....cose come "se Linux avesse un parco macchine equivalente a quello di Windows (parlando di server Web)" o "Linux è usato poco rispetto a Windows" quando si stà parlando di server....

Comunque per una distro "paranoica" http://www.nsa.gov/selinux/

P.S.: amministro una macchina BDS, 5 Linux e 3 Windows (2000 Server per ora), parlo usandoli tutti per lavoro ogni giorno, non per FUD :-)
26/07/2005 13.01 | Zio
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# re: Quanto fidarsi di una distribuzione Linux?

Zio, se è un pensiero condiviso da più persone non vedo perché non dovremmo esporlo. Se io e Igor la pensiamo come altri non significa che stiamo parlando per frasi fatte.
26/07/2005 14.02 | Marco Santoni
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# re: Quanto fidarsi di una distribuzione Linux?

Marco mi spiace che nei commenti non passi la gentilezza e la rilassatezza, vorrei evitare litigi pero' avere opinioni è sacrosanto ma quando si parla di numeri non ci sono opinioni che tengano: i sistemi Unix-like sono enormemente più diffusi in ambito server di quanto non lo siamo quelli Windows, soprattutto se aperti ad internet (dove magari le vulnerabilità sono un po' + importanti rispetto a magari 10 macchine windows che pero' sono usate come server solo internamente).

Tutto qui
26/07/2005 14.09 | Zio
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# re: Quanto fidarsi di una distribuzione Linux?

Zio, vorrei chiedere scusa se è stato inteso male il mio commento.
Non è mia intenzione quella di offendere o non essere gentile nei tuoi confronti.
26/07/2005 14.12 | Marco Santoni
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# re: Quanto fidarsi di una distribuzione Linux?

Marco, tutt'altro! l'ho scritto per non passare io come quello che vuole offendere o non essre gentile :)
26/07/2005 14.19 | Zio
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# re: Quanto fidarsi di una distribuzione Linux?

Tranquillo nessun problema allora. Però stiamo usando il post Raffaele come forum... forse gli stiamo intasando la casella di posta elettronica con le notifiche dei nostri commenti.
Perdonaci Raffaele.
26/07/2005 14.25 | Marco Santoni
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# re: Quanto fidarsi di una distribuzione Linux?

No problem ;-)
Almeno la discussione è costruttiva :-)
26/07/2005 17.35 | Raffaele Rialdi
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# re: Quanto fidarsi di una distribuzione Linux?

Secondo me Lorenzo ha centrato il punto
>Se una patch è difficile da installare non la metto
>Se una patch non va sulla mia distro non la metto

Ogni distro Linux fa a modo suo e questo crea confusione e non riesce a formare professionisti "Linux" ma persone che conoscono una specifica distro.
Su Windows ogni patch ha il suo setup e finisce tutto li. Su Linux ogni "cavolo" di patch ha decine di file di configurazione da impostare. Ora quancuno mi parlera di apt get etc... A me piace Linux, odio le distro commerciali (uso Gentoo) e quindi conosco uno dei migliori sistemi di aggiornamento (emerge) ma confermo che aggiornare Linux è un casino non per la difficoltà ma per il fatto che ad ogni aggiornamento devi andare a leggere cosa fare. Con Windows doppio click su setup...sempre.
Scusate la lunghezza del post ma è molto interessante.
Ciao
27/07/2005 21.54 | Fabio
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# re: Quanto fidarsi di una distribuzione Linux?

xZio che dice
>"vorrei evitare litigi pero' avere opinioni è sacrosanto ma quando si parla di numeri non ci sono opinioni che tengano: i sistemi Unix-like sono enormemente più diffusi in ambito server di quanto non lo siamo quelli Windows"

E allora diamo un'occhiata a questi numeri, dato che ci lavoro quotidianamente, ma non potendo citare espressamente le ricerche in mio possesso, prendo a riferimento un articolo di Business Week (http://www.businessweek.com/magazine/content/05_05/b3918001_mz001.htm?campaign_id=nws_insdr_jan21&link_position=link1) e uno di ZDNET (http://blogs.zdnet.com/ITFacts/?p=6932) che a loro volta citano dati di IDC :

Market Share delle vendite di sistemi operativi server:

- Linux 24%
- Windows 59%
- Altri (Unix, NetWare,...) 17%

...ora possiamo ripartire con la discussione ;-)
30/07/2005 19.36 | vincos
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# re: Quanto fidarsi di una distribuzione Linux?

Primo:
Avere le idee chiare.

bisogna sapere cosa si vuole, nel senso una postazione server o una desktop. Dico questo perche' ci sono distribuzioni che sono orientate a seconda della categoria, quindi uan volta scelto che cosa si voglia fare della nostra macchina si cerchi la distribuzione che fa' alle nostre esigenze.

Secondo:
Decisione.

Se decidessimo di usare una ditribuzione Linux per un box-desktop sappiamo che come a "sicurezza di default" non e' il massimo perche' delle volte tanta sicurezza non ci serve ne possiamo controllarla/gestirla.
Se invece decidessimo di utilizzare una distribuzione mirata ai server bisogna cercare tra le distribuzioni Linux studiate per questo campo e in questo caso quando si installa bisogna mettere solo il software indispensabile in modo da poterlo controllare/gestire e/o tenere sempre aggiornato, ma qua ci vuole un po' di conoscenza e/o abilita' nei sistemi unix-like perche' anche i piu' bravi possono avere dei problemi che comunque nella maggior parte dei casi vengono sempre risolti.

Terzo:
Sempre in Unix/unix like.

Ormai io non uso sistemi microsoft da "anni" ormai, in quanto per le macchine desktop utilizzo attualmente:
mac os x su macchine mac (che e' un derivante unix)
gentoo su macchine x86
Invece per i server uso:
OpenBSD
che in una installazione di default non gli si puo' dire nulla.
Sul mio pda Zaurus ha sempre una distribuzione linux con una partizione dedicata ad OpenBSD.

Quarto:
Mia esperienza.

Per diverso tempo ho usato distribuzioni Linux e OpenBSD orientate ai server per macchine desktop senza nessun problema e gestione. Con questo tengo presente che se uno e' in grado di poter gestire/controllare queste distribuzioni puo' farci quello che vuole. Inoltre se si conosce almeno un pochino i sistemi unix like puo' avere una distribuzione desktop sicura e molto semplice da usare che con i sistemi microsoft orientati ai server o ai desktop non e' possibile.
Molti mi dicono che usano sistemi microsoft perche' sono piu' semplici da usare ma secondo me non e' vero neanche questo perche' se si utlizza veramente bene una macchina microsoft ed hai bisogno di aiuto e di semplicita ci possiamo rendere conto che solo l'aiuto dei sistemi microsoft ci manda fuori strada dal nostro problema reale incasinandoci solamente le idee ed allontanarci dalla soluzione e quindi formatti ed installi nuovamente.

Avete mai pensato che cosa pensereste dei sistemi microsoft se avreste iniziato e/o utilizzato solo ed esclusivamente sistemi unix like? Cosa direste quando vi trovavate difrante ad un windows xp?
Forse "...che casino questo sistema ....."
L'ultima cosa, cercate in rete il significato di "TCPA" .

Bisogna solo provare e poi ci si rende conto delle differenze.

Saluti
11/10/2005 15.39 | anonymous
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# re: Quanto fidarsi di una distribuzione Linux?

Tu parli di sistemi Unix like e questo cambia molto le carte in tavola.
Le distro Linux sono anni luce da BSD.
Sono daccordo con molte cose che dici, compresa l'ergonomia d'uso dei vari OS.

Non puoi negare però che il progetto Windows sia più organico rispetto a tutti i *nix environment. Questo è anche ovvio visto che MS decide in modo esclusivo mentre nel mondo *nix ciascuno mette su quello che preferisce.
È proprio per questo che De Icaza ha parlato di Unix/Linux sucks come ho scritto in uno dei commenti.

Per quanto TCPA la trovo una pessima trovata ma che non farà differenza tra mondo *nix e Windows. Qui, o si fermano i produttori hardware oppure piano piano lo implementeranno tutti, Linux compreso. Non è Torvald che ha cominciato a chiedere soldi per il marchio Linux? In fondo tutti vogliono le stesse cose ... soldi!
07/11/2005 10.03 | Raffaele Rialdi
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# re: Quanto fidarsi di una distribuzione Linux?

Solo oggi passo su questa pagina e su questo quesito che ritengo davvero divertente? Quando fidarsi di una distribuzione Linux? Boh! Io per natura non mi fido mai ma quando ho la possibilità di vedere come nasce, funziona e si sviluppa un sistema posso decidere se fidarmi o meno. La cosa paradossale è che questi pensieri non vengono in mente agli utenti Windows ovvero "Quanto fidarsi di Windows"? Boh! Di sicuro dobbiamo fidarci ciecamente, credere per fede a quello che ci dice il produttore perchè non abbiamo alcun modo di verificare nulla. Per poi criticare chi mette tutto il suo lavoro alla luce del sole. Ma si può essere più masochisti....?
06/11/2007 8.35 | ghgjk
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# re: Quanto fidarsi di una distribuzione Linux?

Caro ghgjk, tu vedi tutto il codice sorgente, fai le review, i test di penetrazione e fuzzing prima di usare un sistema operativo?
Io qui parlo di *sicurezza applicativa* che si può raggiungere in modo *pragmatico* con una *metodologia* che va applicata in tutto il ciclo di vita del software.
Il fatto di avere i sorgenti non comprova nulla!
Io come tanti altri (università, organizzazioni governative, partner, etc.) abbiamo accesso a quelli di Windows, ma non è da questo che si valuta la sicurezza di Windows.

Vuoi una metrica oggettiva che SDL (la metodologia usata in Microsoft) funziona? Valuta nel tempo la diminuzione dei bollettini di sicurezza. Quella *è* una metrica valida ed oggettiva.

Nessun masochismo quindi, ma quando vedo che per compilare qualcosa è necessario fare il downgrade dei tool di sviluppo (e quindi usare tool che hanno potenzialmente di problemi di sicurezza) per poter ricompilare, rimango estremamente perplesso. Quella non è sicurezza.
10/11/2007 15.09 | Raffaele Rialdi

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