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Lo spirito di community e la voglia di cavalcare l'onda delle nuove tecnologie

Chi mi conosce sa come la penso ma a volte vale la pena ripeterlo, magari adeguando il proprio pensiero a qualche anno di distanza. Questo post nasce dalla legittima domanda di "Uno qualunque" al mio post sui newsgroup.

La domanda, che va letta per intero, la riassumo in breve con un "chi ve lo fa fare?" parlando degli sforzi profusi a dare feedback ai prodotti come Visual Studio, tecnologie come il framework, C#, etc.

La risposta, per chi ha voglia di leggerla, può essere solo nella versione lunga. Sorry. Oh lettore, sei ancora in tempo a chiudere il browser se la prospettiva non ti alletta :)

Lo spirito di Community

La mia carriera informatica parte da amatore con uno ZX81, sul PC con il DOS 1.0 e passo dopo passo sono arrivato al Framework 4.0 senza essermi perso nulla di quello che sta in mezzo. Ho passato anni nella veste di developer geloso delle proprie scoperte, condivise solo con il carissimo amico Stefano (da solo sarei impazzito prima), con notti davanti prima a debugger Quaid Analyzer, poi con CodeView a risolvere enigmi in assembler. Dopo pochi anni il vuoto. Le tecnologie cambiano e la tanto preziosa scoperta finisce nel cestino. Io li chiamo scherzosamente gli anni del "buio" perché nel mio studio non facevo entrare la luce.

Questo si è ripetuto diverse volte finché ho cominciato a frequentare le community (newsgroup e UGIdotNET) e ribaltando totalmente il mio pensiero. Ho continuato a studiare le tecnologie come facevo prima ma invece di tenermi l'appunto per me, ho cominciato a condividere tutto con le altre persone.

Per mia personale deformazione, è difficile che faccia domande su una tecnologia senza prima averla sezionata in tutte le sue parti, motivo per cui il mio ruolo nelle comnunity è sempre stato quello di rispondere a ciò che ricordavo. Nonostante questo ho trovato un valore inestimabile anche nel rispondere perché mi ha dato modo di vedere a certi problemi con una prospettiva diversa. Questo mi è stato di grande aiuto anche sul lavoro.

L'onda delle nuove tecnologie.

Se guardando tecnologie come Java e .net non si ragiona in termini di evoluzione del software, spiacenti ma non sapete costa state usando. In molte aziende in cui tengo corsi alcune persone vedono l'arrivo del Framework.NET come una decisione presa dalle alte sfere e nulla di più. ("mi trovavo tanto bene con il mio C++/VB6/quellochevuoi").

Senza fare la storia delle tecnologie di sviluppo in versione "Bignami", bisogna domandarsi perché sono nate le tecnologie e i linguaggi che si sono succeduti negli anni.

L'avvento di C++ e OOP è stato un "paletto" fondamentale e oggi chi conosce OOP ha ben presente gli enormi vantaggi rispetto alla programmazione procedurale.

C++ ha gravi difetti "by design" come l'assenza di uno standard nel formato binario (non c'è mai nessuna garanzia che sorgenti compilati da versioni diverse di compilatore siano compatibili) e questo ha consolidato la posizione del linguaggio "C" che non è sostituibile.

Sempre in C++ non ci sono metadati che dicano se un buffer sia passato in ingresso, in uscita o in+out, tantomeno ho la dimensione del buffer (cosa che localmente ad un processo fa poca differenza ma tra processi/macchine diverse è fondamentale).

Per colmare queste lacune la commissione DCE ha creato il linguaggio IDL che, per farla breve, ha aggiunto i metadati a C/C++ raggiungendo la tanto desiderata compatibilità binaria con COM in casa Microsoft e Corba sui sistemi *nix. Le specifiche sono molto simili tra loro perché i problemi da cui si è partiti sono esattamente gli stessi.

Corba ha fallito perché mancava l'imperatore che imponesse uno standard a cui dovevano sottostare tutti. In casa Microsoft COM ha funzionato e ancora oggi è dentro Windows e dietro le quinte del Framework.NET.

Però COM era complessa, prona agli errori e mancava ancora di altri metadatati che sono stati inseriti nella "V2" di COM chiamata Framework.NET. Tecnologie come Reflection (attributi etc.), CodeDom, linguaggi dichiarativi, Linq, e tanti altri sono possibili solo grazie all'infrastruttura nata per colmare le lacune delle tecnologie precedenti.

Ok, la carrellata è molto superficiale e con tantissimi punti di discussione ma credo che di almeno l'idea di quello che chiamo "l'onda delle nuove tecnologie".

Quando le hai viste tutte, ti piace far parte di quello che sarà la prossima versione e che le tue idee possano influire in qualche modo sulle tecnologie che verranno. La mia filosofia è sullo stile "attimo fuggente" e nella mia vita spero di vederne quante più possibile. So benissimo che solo aziende "mostro" del calibro di Microsoft, IBM, Oracle, Google, etc. hanno la forza di introdurre una tecnologia nuova ma soprattutto di promuoverne l'adozione. Quindi non ho pretese nel mio piccolo di mettere su il progettino fantastico sulla carta ma che non avrebbe nessuna speranza di essere realizzato e diffuso. Non sono l'unico a pensarla così, pensiamo al signor Don Box che per realizzre i suoi sogni delle comunicazioni distribuite è andato in Microsoft a progettare WCF, lasciando la sua azienda.

E finalmente arrivo alla risposta di "Uno qualunque" che è articolata su più punti:

  • Mi piace far parte dell'onda, da sempre studio le nuove tecnologie per mio piacere personale, se queste hanno qualcosa di mio non ne posso essere che orgoglioso.
  • Essere parte delle community è fondamantale per cavalcare l'onda. Il brainstorming con altri developer e con i team di sviluppo è un fantastico trampolino per le proprie idee.
  • Le persone dei tanti team di sviluppo che ho conosciuto sono aperte alla discussione, il brainstorming con loro è sempre stato molto positivo anche per mia cultura personale. Nella mia vita ho imparato che il confronto con altre persone è sempre positivo anche se ciascuno resta su posizioni diverse.
  • Microsoft per le cose che ho fatto mi riconosce, previa valutazione anno dopo anno, l'award MVP di cui vado molto fiero e che è un modo per Microsoft di ringraziarci. Tra i benefit dell'award ci sono: abbonamento MSDN e Technet annuale, partecipazione a tantissimi meeting con i team di sviluppo (via internet), partecipazione ad eventi tra cui il più importante è il Summit MVP nel campus di Redmond, accesso a risorse quali i sorgenti di Windows (e altro ancora, ma ovviamente non denaro).
  • L'award MVP ci ha sempre lasciato la totale indipendenza nel parlare delle cose buone e non buone, a nostra discrezione e con cognizione di causa. Questo è uno dei valori più alti di questo premio che mi lascia la totale libertà di critica. Un esempio è quando ho trasmesso di persona a Soma (VP Dev Div) i miei apprezzamenti per il lavoro su VS2010 ma anche il mio disappunto per il problema sugli MSDN Forums.

In conclusione, "Uno Qualunque, se condividi le mie passioni puoi capirmi. Se invece sei tra quei dev che alle 17:00 guardano l'orologio con la testa già a casa allora non puoi capirmi. Intendiamoci io non disprezzo quelle persone, semplicemente non le capisco, ma lo dico da persona fortunata perché lavora con quello che gli piace fare.

Tutto questo risponde anche alle domande di chi mi chiede come diventare MVP. Non sono la persona più adatta a rispondere (il boss a cui chiedere ha casa qui) ma ritengo che i presupposti siano proprio la "fame" di tecnologie e la voglia di confrontarsi con gli altri. Queste sono cose però che si riescono a fare solo se piacciono, altrimenti è masochismo allo stato puro.

Print | posted on venerdì 7 maggio 2010 15.23 |

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# re: Lo spirito di community e la voglia di cavalcare l'onda delle nuove tecnologie

Raf, condivido ogni singola parola di quello che hai scritto.
Lo "spirito di community" è davvero (per chi lo conosce) la risposta alla domanda "Ma chi te lo fa fare". Ciao!
07/05/2010 15.40 | Simone Viganò AKA VeroToad
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# re: Lo spirito di community e la voglia di cavalcare l'onda delle nuove tecnologie

Chi me lo fa fare di stare dietro a due Community (DotNetMarche e XPUG Marche), non uscire per niente dall'ufficio (che metto a disposizione per le riunioni degli UG quando serve) per arrivare a notte fonda quando ho tonnellate di lavoro da fare?

Perché passare i weekend a preparare slide e codice "semplice" e sbattersi per diventare un oratore migliore per spiegare a quelli che in teoria sono miei concorrenti in che direzione va il nostro mondo?

Perché portare avanti nell'ormai risicatissimo tempo libero dei progetti opensource per cui non vedrò mai un centesimo?

Per esperienza la community è solo un'occasione di crescita sia personale che tecnica: ha migliorato la qualità del mio lavoro, mi ha fatto incontrare persone con cui condividere interessi e ha creato nuove amicizie.

Sono anche stato caziato per alcune mie considerazioni "on-the-fly" da MS in via informale; invece di prendermela e mandare tutti a quel paese ho "investito" altro tempo per cercare di fornire al team quante più informazioni possibili per cercare di identificare e risolvere dei bug.

Investire il proprio tempo per dare feedback gratuiti porta ad avere prodotti migliori; prodotti migliori fanno risparmiare tempo e danno risultati migliori. "Investire" e non "sprecare" tempo; questa è la differenza.

Ogni secondo che investo nella community, nei progetti opensource, nelle presentazioni mi permette di migliorare.
Formare i miei concorrenti mi permette di "alzare la sbarra" e migliorare ancora ma anche di avere dei collaboratori su cui poter contare in caso di bisogno.

C'e' chi paga l'abbonamento allo stadio, a sky, fa le trasferte e passa le domeniche in giro per l'italia non pagato e nessuno se ne scandalizza.

Almeno a noi non costa niente e magari abbiamo qualche soddisfazione in più ;D
07/05/2010 16.40 | Andrea Balducci
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# re: Lo spirito di community e la voglia di cavalcare l'onda delle nuove tecnologie

La versione ridotta della risposta sarebbe: "perché fa crescere la propria autostima" :-)

Comunque solo un dettaglio sulla questione danarosa, mi pare che ci siano interventi che prevedono un compenso, vedi gli articoli scritti per msdn o i web cast pubblicati.
07/05/2010 16.50 | AlessandroD
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# re: Lo spirito di community e la voglia di cavalcare l'onda delle nuove tecnologie

Non sei stato cazziato da MS... ma da me... che è meglio!!! :-)
07/05/2010 16.52 | Lorenzo Barbieri
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# re: Lo spirito di community e la voglia di cavalcare l'onda delle nuove tecnologie

intendevo...
@Andrea Balducci: Non sei stato cazziato da MS... ma da me... che è meglio!!! :-)
07/05/2010 16.54 | Lorenzo Barbieri
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# re: Lo spirito di community e la voglia di cavalcare l'onda delle nuove tecnologie

@AlessandroD: le cose cambiano... e onestamente non capisco il senso del commento legato al post.
07/05/2010 16.57 | Lorenzo Barbieri
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# re: Lo spirito di community e la voglia di cavalcare l'onda delle nuove tecnologie

@Lorenzo saranno stati il vino e l'abbuffata di pesce che mi ha fatto pensare fossi MS? ;D
Community è anche questo;
07/05/2010 17.08 | Andrea Balducci
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# re: Lo spirito di community e la voglia di cavalcare l'onda delle nuove tecnologie

@AlessandroD. Se fai quello che ti piace, l'autostima cresce, a prescindere dall'argomento.
Personalmente credo che l'autostima vada coltivata senza eccedere perché c'è sempre il rischio di cadere nel presuntuoso.

Per quanto riguarda la parte danarosa, visto che l'hai citata, andiamo fino in fondo:
- gli articoli su msdn magazine li può scrivere chiunque. L'editore (indipendente da Microsoft) sceglie cosa pubblicare. Ovviamente sono a pagamento. Personalmente non ho pubblicato su msdn magazine.

- gli articoli online su msdn library e i webcast non c'entrano con il fatto di aver dato feedback ai team di prodotto. Ci sono tante persone nel mondo che fanno gli speaker, pubblicano articoli e registrano webcast senza avere rapporti con i team di prodotto o spendere altro tempo per le community. Giustamente vengono retribuiti per il loro lavoro.

- gli speech per le community non sono pagati. Io ho pagato di tasca mia tutti i workshop, gli alberghi, i viaggi e il tempo della preparazione dei materiali. In un paio di casi le community mi hanno rimborsato il viaggio e l'albergo perché sponsorizzate da INETA.

E a questo punto ti chiedo. Che caspita c'entra il fatto che alcune attività (aka lavoro) siano pagate con il fatto che io spenda del tempo a dare feedback a Microsoft su prodotti come Visual Studio?
07/05/2010 17.09 | Raffaele Rialdi
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# re: Lo spirito di community e la voglia di cavalcare l'onda delle nuove tecnologie

@AlessandroD e la questione danarosa:
Noi ci autofinaziamo con una tessera volontaria dell'immenso costo di 5€ / anno che usiamo per coprire il costo delle sale e cercare di rimborsare quando possibile almeno il costo del viaggio e la cena per gli speaker che vengono da fuori: SEMPRE a titolo gratuito e sempre prendendosi almeno un giorno di ferie.

Per l'autostima basta sbattersi molto meno, se uno "è convinto" non "perde" tempo a confrontarsi con gli altri.
07/05/2010 17.42 | Andrea Balducci
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# re: Lo spirito di community e la voglia di cavalcare l'onda delle nuove tecnologie

@AlessandroD: Non si fa sicuramente per denaro, chi è libero professionista può farsi pagare il tempo consulenza dai clienti, e quando spende tempo per la community e l'open source sicuramente non fattura a nessuno.

Ma la risposta vera è secondo me una sola, quando io nel mio lavoro sono in difficoltà sono contento se qualcuno mi aiuta, e quindi per primo debbo essere anche io ad aiutare gli altri. Lo spirito di community è questo, se sei in difficoltà ti aiuto io e se sono in difficoltà io mi aiuti tu. Non centra il denaro e non centra l'autostima, è voglia di UNIRE LE FORZE PER CRESCERE TUTTI, soprattutto perchè tutti noi siamo Geek :) e fare software non è solo un lavoro, per fortuna ancora è anche una grossa passione.

Per questa ragione anche gli sforzi che facciamo nel segnalare i bug a MS servono a migliorare prodotti che tutti usiamo, ci costa poco perchè basta aprire Connect e segnalare e magari con il nostro poco sforzo la versione successiva sarà migliore. Inoltre io per lavoro uso il Visual Studio, se ci sono funzionalità che per me migliorano il mio modo di lavorare, sono contento di poterle suggerire e sapere che MS, nonostante sia una azienda immensa, ti sta a sentire e segua i consigli degli utenti.

alk.
07/05/2010 18.06 | Gian Maria
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# re: Lo spirito di community e la voglia di cavalcare l'onda delle nuove tecnologie

Concordo e mi piace il quadro che hai disegnato.
La passione che brucia dentro ci spinge a condividere e a confrontarci.
Ogni post e ogni quesito uno stimolo.
In Community ci si confronta e le idee fluiscono liberamente.
Senza sarebbe come spegnere la luce.

Franco
08/05/2010 0.11 | Franco Leuzzi
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# re: Lo spirito di community e la voglia di cavalcare l'onda delle nuove tecnologie

____
Raf: clap
08/05/2010 10.20 | Alessandro Scardova
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# re: Lo spirito di community e la voglia di cavalcare l'onda delle nuove tecnologie

Maledetto HTML. Comunque era un clap periodico :D Complimenti, bellissimo post.
08/05/2010 10.21 | Alessandro Scardova
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# re: Lo spirito di community e la voglia di cavalcare l'onda delle nuove tecnologie

@Lorenzo, Raffaele: Si, le cose cambiano, il mio micro post forse era solo un piccolo sfogo di chi alla fin fine invidia quelli la cui passione dura sempre. Ma forse se è passione vera è implicito che non finisca (come l'amore si potrebbe dire). Quando non dura evidentemente non è passione, sarà così... Insomma, una sorta di selezione naturale nell'it, in fin dei conti esiste per natura, quindi è ovvio che sia applicabile in qualsiasi contesto.
Vabbe', non fateci caso, magari mi riprendo, nella prossima vita... :-D
08/05/2010 15.14 | AlessandroD
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# re: Lo spirito di community e la voglia di cavalcare l'onda delle nuove tecnologie

Raffaele, il tuo post è molto interessante ed è stata una bella occasione di auto-rilfessione.
Penso che ognuno abbia la sua storia professionale e personale. Non penso che esista una regola o un approccio valido sempre e per tutti. Personalmente mi è sempre piaciuto quello che tu chiami "spirito di community", virtuale o fisica che sia (meglio la seconda, IMHO). Ma visto che il tempo è limitato e gli impegni anche personali (chi ha famiglia?) sono molti, bisogna trovare un punto di equilibrio. Ancora: mica puoi passare tutto il giorno a fare slide per la coommunity e a sviluppare open-source. Altrimenti alla fine del mese, niente stipendio o niente emissione fattura per i liberi professionisti. :)

Leggendo il tuo post mi stavo chiedendo: fino a che punto un'informazione, una "scoperta", un tip, una work-around o quello che vuoi tu, può e/o deve essere pubblicato gratuitamente su blog e/o condiviso sempre gratuitamente con una community? Personalmente penso di essere uno che condivide molto, forse anche troppo. Sono uno che ha iniziato con NNTP. Ha partecipato e partecipa a community "reali", e non solo su temi IT. Scrivo un po' sul blog, faccio un po' di opensource, non guardo solo a MS, ecc. ecc. Alcune volte mi chiedo se tutto questo è giusto condividerlo a gratis. Ma poi mi rispondo di si. Perchè mi rendo conto che molto di quello che posso condividere si basa a sua volta sul lavoro condiviso di altri. E allora continuo :)

Ma la domanda rimane: fino a che punto?
Boh... forse ho fatto un polpettone di ragionamenti. E' domenica pomeriggio, è nuvolo e ho un po' sonno :)


My 2 cents

fabrizio
09/05/2010 14.20 | fabrizio
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# re: Lo spirito di community e la voglia di cavalcare l'onda delle nuove tecnologie

Ciao Fabrizio, grazie per gli spunti del tuo commento. Ovviamente il mio post è una riflessione personale e non ha la pretesa di essere l'unico modo possibile in cui coltivare lo spirito di community.
Il tempo è sicuramente poco ma è pur vero che non lo devo segnare nella lista "TODO". Quando hai qualcosa e vuoi condividerlo è il momento di scegliere se vuoi farlo o meno.

Il tempo che dedico a studiare le novità, è a prescindere dal fatto che terrò una sessione o che scriverò un articolo. Io lo faccio perché mi piace e l'ho sempre fatto anche prima che le community esistessero.
Con le community ho la possibilità di condividere i miei pensieri, le mie scoperte, i miei studi e per quanto posso lo faccio.

Quando ti chiedi se è giusto farlo gratuitamente o meno, domandati cosa ti torna a *non* farlo. Qualche volta probabilmente ti risponderai che te ne torna di più a tenertelo per un tuo progetto, ed è giusto che sia così.
Ma la maggior parte vedrai che non te ne tornerebbe nulla e invece il valore che dai alla community (e che ne ricevi per il brainstorming che ne segue) è certamente alto. Almeno questo vale per me.
09/05/2010 18.27 | Raffaele Rialdi
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# re: Lo spirito di community e la voglia di cavalcare l'onda delle nuove tecnologie

Fantastico post !!!!

Mamma mia Raffaele, e' bellissimo come la tua passione traspare dal post che hai scritto. E' bellissimo come la passione di molte persone che ti hanno commentato e' evidente. Sono ancora agli inizi della mia crescita professionale e sentire persone con questo incredibile entusiasmo mi sprona ancora di piu'.

La frase piu' bella e che sento anche come mia e' questa:
"Io lo faccio perché mi piace !"

Ritengo che non c'e' nulla al mondo di piu' forte di una passione vera !!!

Anch'io mi ritengo fortunato nell'averla e difficilmente riesco a comprendere quelle persone che invece non la possiedono. Ora che vivo a Cambridge, ho gia' iniziato a frequentare la community .NET di Cambridge. Sono gia' sicuro che sara' un piacere confrontarsi e crescere insieme.

Saluti

PS: Raf e company, prima possibile spero anch'io di partecipare ad una PDC in America. Spero tutti insieme appassionatamente :)

09/05/2010 23.33 | Andrea Angella
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# re: Lo spirito di community e la voglia di cavalcare l'onda delle nuove tecnologie

Grazie a tutti per i commenti :)
12/05/2010 19.24 | Raffaele Rialdi
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# re: Lo spirito di community e la voglia di cavalcare l'onda delle nuove tecnologie

Come volevasi dimostrare : ad ascoltare/leggere Raf, c'è sempre da imparare. Ed anche questo post è stampato ed appeso al muro.
14/05/2010 12.44 | Adriano Arrigo
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# re: Lo spirito di community e la voglia di cavalcare l'onda delle nuove tecnologie

Non sono un "developer" e non so se comprendo appieno lo "spirito di community" ma so cosa vuol dire "condividere". Molti problemi possono trova una soluzione solo dal contributo di più cervelli. Un'elaborazione intellettuale comune, che trova una soluzione oltre le possibilità del singolo è un godimento intimo che solo pochi si concedono il lusso di assaporare. Quante soluzioni ho visto trovare da gruppi di cervelli in libero confronto che presi singolarmente mai avrebbero trovato. Penso che valga il principio per cui la somma del valore delle dita è inferiore al valore della mano. Aggiungerei anche qualche considerazione "mistica", alcune soluzioni sono state trovate attraverso vie così improbabili e anche cercando con cura di riprodurre a ritroso il percorso logico, non è stato possibile ricostruirlo. Quindi il valore del confronto tra chi chiede e chi si rende disponibile non sono risptttivamente semplici forme di umiltà e di altruismo, bensì esercizi ad alto livello di "coscenza" o di "consapevolezza" che gli essere umani possono raggiungere, per questo certe soluzioni assomigliano a dei mezzi miracoli.
16/06/2010 19.55 | mauro
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# re: Lo spirito di community e la voglia di cavalcare l'onda delle nuove tecnologie

Grazie a Raffaelle e a tutti per gli ottimi spunti di riflessione.

Lore
08/09/2010 9.02 | Lorenzo Viganò

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