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The Land of Confusion

La notizia dell'abbandono di Ray Ozzie e ancor di più il fatto che non ci sarà un successore come Chief Software Architect, a mio avviso non può che aumentare l'entropia nel mondo Microsoft, entropia che è sempre stata poco gradita agli sviluppatori, da sempre in cerca di qualcosa di stabile, affidabile e duraturo.

La developer division, da sempre il fiore all'occhiello di Microsoft, ha dato grosse soddisfazioni agli sviluppatori, attirati non solo da ineguagliabili strumenti di sviluppo con Visual Studio in testa, ma anche da un ecosistema di tecnologie che rendono molto piacevole la developer-experience.
Di mio aggiungo che in tutto questo, la parte che mi ha sempre colpito di più è la capacità di architettare soluzioni con molta lungimiranza sui progetti strategici. Per fare un esempio, il Framework ha fatto pochissimi errori dalla sua nascita e la progettazione iniziale ha dimostrato di essere molto solida per le evoluzioni successive.

Poi arrivano le wave di opensource, cloud, iPhone e iPad giusto per fare alcuni esempi. Vedendo la reazione del mercato, Microsoft si è fatta attirare da "promesse" di fantastici marketshare.
E qui a mio avviso nasce un problema: non tanto per il fatto di dover affrontare nuove sfide e nuovi mercati, ma per come vengono affrontati. Microsoft sa fare le cose in un certo modo e invece di farlo, si butta al cieco inseguimento dei concorrenti che si fanno insidiosi.
La mia impressione è che non ci sia una vera strategia, si sente cioè la mancanza di un vero chief software architect che, stile matrix, nel bene e nel male, decide la direzione da seguire. Con Bill Gates le cose erano decisamente differenti perciò non soprende il fatto di non vedere reazioni per l'uscita di Ray Ozzie.

Purtroppo la mancanza di una guida si fa sentire un po' a tutti i livelli. Le tecnologie di per sé sono molto pregevoli e innovative ma manca un'armonizzazione.

Per esempio in asp.net non è ancora stata risolta la divergenza tra i progetti di tipo website e web applications, con conseguente confusione e mancanza di uniformità nei settings. Sempre in asp.net l'uscita di Razor, criticabile ma buona per molti newbie, aumenta il grado di confusione. I package vengono fatti con WebMatrix ma se tentiamo di usare le Helper-Libraries di Webmatrix in un progetto asp.net webform, scopriamo che non è possibile. Ovviamente il tutto senza documentazione ma solo lasciato ai blog e a twitter. D'altro canto è innegabile che la piattaforma asp.net di per sé sia sempre più potente di versione in versione.

Un altro esempio è Windows Identity Foundation, architettato con molta cura ed eccellente soluzione sia per environment LAN, WAN e Azure. Peccato che gli esempi e la documentazione siano inutilizzabili o criptici, lasciando a pochi la speranza di essere usati in modo accettabile. Confesso di aver speso parecchio tempo prima di realizzare un esempio completo con WS-Federation + WS-Trust funzionante sia per asp.net che per WCF in un contesto reale.

Potremmo poi parlare di WWS, Windows Web Services, i web services per il mondo nativo. Sono una tecnologia fantastica perché risolvono immensi problemi di interoperabilità tra codice nativo e mondo managed, usando gli standard WS-*. Ancora una volta peccato che dopo il loro esordio ci sia il silenzio totale.

Anche il mondo WPF rischia di entrare poco nel cuore degli sviluppatori senza che venga data una guida più precisa su come impostare un progetto di una certa dimensione. Il paradigma Document-View model usato nelle vecchie MFC di C++ non era certo perfetto ma ha costituito un fondamentale punto di partenza per centinaia di migliaia di progetti.
La soluzione architetturale in WPF è certamente MVVM, ma, fin tanto che questo non verrà integrato in Visual Studio, non sarà mai preso sul serio. So benissimo che non può esistere una soluzione universale basata su MVVM, ma è necessario che il "boilerplate" sia già dentro il Framework e nei wizard di Visual Studio, altrimenti l'adoption non potrà mai essere quella desiderata.

Potrei andare avanti con WCF e la difficoltà delle configurazioni oppure con Entity Framework che pur essendo molto promettente sta arrivando con estremo ritardo.

Per la cloud sono perplesso non tanto dalla lucidità del progetto che ritengo molto buono, ma per l'eccesso di focus. Voglio dire che non si possono spostare tutte le applicazioni dall'oggi al domani sulla cloud, investire ben tre keynote della PDC sull'argomento Azure, dopo aver passato 10 anni a convincere quelle stesse persone a usare il Framework. Fa anche specie vedere Don Box per ben tre keynote parlare di Azure invece dei progetti su cui si è dedicato.
Migrare nella cloud implica cambiamenti radicali, cambiamenti nel modo di conteggiare i costi, riconsiderare l'affidabilità degli internet provider (in Italia è un tasto iper-dolente), investire su una architettura totalmente differente. In molti casi questo non può che portare a enormi benefici ma non è tutto bianco o tutto nero, è necessario continuare a parlare anche del resto.

È di oggi la notizia che la confusione nella vision è arrivata fino al prodotto più promettente, Silverlight, dove lo stesso Muglia (il VP della Server&Tools division) dichiara che "our strategy has shifted" e continua dicendo che Silverlight è la strategia per WP7 mentre Html5 sarà quella per il web.
http://www.zdnet.com/blog/microsoft/microsoft-our-strategy-with-silverlight-has-shifted/7834
Lo stesso giorno a PDC viene detto anche che la prossima versione di WPF permetterà l'hosting di Silverlight.

Il mondo dei tablet, su cui Ballmer vuole puntare entro fine anno, non è da meno. Asus ha presentato in primavera lo stupendo device "eeePC" che porta Win7 a bordo ed è per questo il perfetto killer dei device basati su Android ed iOS; è altrettanto vero che Win7 full rischia di essere troppo pesante per un tablet e, infatti, la versione più piccola del device di Asus si basa su Android. Le perplessità su Windows usato sui tablet è chiaramente espressa qui: http://www.pcworld.com/businesscenter/article/206978/why_a_windows_tablet_is_still_a_bad_idea.html?tk=hp_new

Dal punto di vista tecnico - non me ne voglia il caro amico Valter – ritengo che Windows CE/embedded abbiano sempre meno senso per device destinati al mercato utente dove la disponibilità di applicazioni è fondamentale. Ma MinWin non è ancora realtà, non almeno come sarebbe necessario su device come il tablet.
MinWin ovviamente non basta, c'è l'evidente necessità di riscrivere una shell (explorer.exe) che è stata notevolmente migliorata in Windows 7 ma la cui età (è nata con Windows 95) si fa decisamente sentire. La shell è molto complessa, l'unico libro sull'argomento è quello di Dino, e la sua customizzazione per i device di oggi è decisamente troppo ardua.
Oggi come oggi un telefono come WP7, che porta a bordo una CPU da 1GHz, è tranquillamente in grado di far girare una versione full di Windows, ma il ritaglio ed una shell differente sono d'obbligo per avere una user-experience decente.

Nella guerra dei cellulari, l'inseguimento al nuovo mercato del glamour tecnologico aperto dall'innovativo iPhone, secondo me non doveva vincolare tutte le altre scelte. La rivisitazione grafica era dovuta, ma da un device di casa Microsoft ci si aspettava un "di più" tecnologico che a mio parere manca, anche se solo comparandolo con il suo predecessore WM6. In passato (guardiamo ad esempio ai grossi cambiamenti come l'inizio dell'era Windows) Microsoft era riuscita a soddisfare la voglia di novità del consumatore minimizzando le breaking changes.
Con WP7 invece ha totalmente tagliato i ponti con il passato, abbandonando il proprio mercato dei device industriali e i vecchi clienti WM6. Detto questo, ci vorrà ancora qualche anno per capire se gli end-end-user ne decreteranno il successo o l'insuccesso, non certo il sottoscritto.

L'impressione è che nel tentativo di andare dietro alla concorrenza, stiano perdendo quanto è loro più congeniale. Non manca innovazione, non mancano persone e team brillanti (Microsoft è sempre stata un'azienda innovativa e Microsoft Research ne è probabilmente la testimonianza più chiara); manca invece una vision che porti i prodotti e le tecnologie fino in fondo, il cui messaggio su quali scegliere e come usarle sia chiaro.
Voglio ribadire che le capacità ci sono. Il neonato team del parallelismo, per fare uno dei tanti possibili esempi, sta facendo un lavoro che non ha precedenti e con il prossimo C# 5.0 il paradigma della programmazione asincrona potrebbe realmente essere alla portata di tutti.

Io sono un tifoso delle tecnologie, e quelle di casa Microsoft mi hanno dato tantissime soddisfazioni. Dal punto di vista tecnologico il mio entusiasmo è immutato: continuo a studiare tutte le novità e a dare montagne di feedback anche per i più piccoli dettagli (il che è normale visto che mi danno del pignolo Smile). Mi dispiace solo vedere che questa confusione rischia di rendere vane o inutilizzate tante tecnologie valide e promettenti.

Print | posted on venerdì 29 ottobre 2010 23.03 |

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# re: The Land of Confusion

Non è un caso che le migliori innovazioni vengano dalle division meno Ballmerizzate di MS. Ho come l'impressione che in futuro per i più tecnici sarà difficile distinguere tra Win8 e Win9 e WinX.
29/10/2010 23.12 | Paperino
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# re: The Land of Confusion

n'amo bene :-\
29/10/2010 23.39 | Salvatore Di Fazio
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# re: The Land of Confusion

Quoto tutto, aggiungndo che la stessa identica cosa succede anche sul versante Data Platform e Business Intelligence :(
30/10/2010 11.36 | Davide Mauri
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# re: The Land of Confusion

Microsoft negli ultimi anni è stata una fucina di idee e tecnologie, da sola ha fatto tanto quanto se non di più di tutti i concorrenti ed il mondo open source messo insieme. E' anche fisiologico che in tutto questo fermento ci sia confusione e che molte cose si perdano. O si segue un modello organizzativo compartimentato (ma si rischia di inventare n volte la stessa cosa) o si fa uno sforzo tremendo di "visione del quadro d'insieme": facile a dirsi difficilissimo a farsi dato che ci vogliono persone carismatiche con due palle grandi, tanta capacità di stare a sentire tutti e scremare la paglia dal grano senza bruciare il campo intero. E di gente cosi oggi in Microsoft non mi pare ce ne sia.
30/10/2010 14.52 | Gabriele Del Giovine
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# re: The Land of Confusion

condivido il senso di disagio che esprimi.

nella analisi delle cause che fai
> non può che aumentare l'entropia nel mondo Microsoft,
> sviluppatori, da sempre in cerca di qualcosa di stabile, affidabile e duraturo.

aggiungo questo punto di vista:

Langdon spiega che "Software evolves more rapidly as it approaches chaotic regions" (W. B. Langdon. http://www.cs.ucl.ac.uk/staff/W.Langdon/) cosa che é positiva

il problema non lo vedo nel caos e nel approccio decentralizzato che invece a mio avviso puo essere positivo, piuttosto lo vedo nella carenza di innovazione e visione e nelle scelte discutibili e almeno apparentemente sbagliate (saranno i risultati a parlare, questo mondo é troppo complesso per affidarmi a pregiudizi).

Microsoft oggi sembra quello che IBM rappresentava negli '80, un vecchio dinosauro da museo: antica


30/10/2010 17.38 | Luca Minudel
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# re: The Land of Confusion

Condivido la tua analisi, ma solo in parte le conclusioni.

Una delle qualità di MS che ho sempre apprezzato è quella di saper aggiustare il tiro, di capire cioè quando la strada intrapresa non è proprio quella giusta. Io non ho mai capito perchè MS avesse realizzato SL, ma oggi con WP7 SL ha trovato la sua ragione di esistere.

Come sviluppatore web poi non posso fare altro che apprezzare la scelta di dedicarsi completamente all'html 5.

La mancanza di uno Chief Software Architect non penso che sarà un problema, se al suo posto in MS ci sarà un compitato di Architect a dettare le linee giuda, avere una solo persona al comando può essere troppo rischioso per una azienda che ha così tanti interessi come MS.
30/10/2010 17.55 | Antonio Di Motta
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# re: The Land of Confusion

@Gabriele. Questo intanto dimostra che Bill Gates faceva una grossa differenza. Tanto di cappello a lui ancora una volta se ce ne fosse bisogno.
Poi credo comunqu che gente in gamba ci sia, solo che non ha un mandato per dare l'impostazione che serve, tutto qui.
30/10/2010 20.48 | Raffaele Rialdi
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# re: The Land of Confusion

@Luca. Come ho scritto nel post credo invece che l'innovazione non manchi per niente, anzi i vari team stanno dimostrando di essere molto produttivi in questo senso.
A mio avviso la vision di Ozzie è stata troppo di rottura, e questo non ha spiazzato i concorrenti ma solo i propri clienti. A questo aggiungici una serie di decisioni contraddittorie e poco armonizzate e di qui la confusione.
Resta comunque il dato di fatto che VS2010 e le tecnologie che ci stanno dentro sono anni luce avanti rispetto a tutti.

Inoltre non credo che IBM possa costituire un paragone valido. IBM è sempre stata per sua natura un'azienda di servizi.
IBM ha il merito di prolifici centri di ricerca e sviluppo e il centro di Zurigo con personaggi come Mandelbrot, morto pochi giorni fa e a cui rivolgo un pensiero. Però fin dall'inizio dell'epoca PC ha cercato di giocare la carta servizi e sta continuando a farlo.
Credo invece che per paura di farsi mangiare mercato dai concorrenti abbiano dimenticato di fare le cose come hanno sempre saputo farlo.
30/10/2010 20.58 | Raffaele Rialdi
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# re: The Land of Confusion

@Antonio. Io non credo che la notizia relativa a Silverlight sia così terribile. Se vogliamo è in linea con la decisione di abbracciare gli standard come hanno promesso e fatto da tempo.
Ma un VP non può dare una notizia del genere senza corredarla di tutta una serie di spiegazioni che permettano di tranquillizzare chi ci ha investito sopra.
Se viene presa una decisione del genere, che insisto essere assolutamente legittima, è necessario dire quali investimenti saranno fatti o rimossi per lo sviluppo web. Invece nella stessa conference ti spiazzano ancora di più dicendo che WPF hosterà Silverlight nella prossima versione.
Non sai quante volte ho chiesto questa feature e a chi ... quindi la cosa mi rende strafelice, ma decisioni del genere devono essere inquadrati in una strategia.
E qui il Chief Software Architect avrebbe potuto fare qualcosa di più che continuare a ripetere S+S e Azure fino alla nausea.
30/10/2010 21.08 | Raffaele Rialdi
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# re: The Land of Confusion

Sfortunatamente, ogni volta che ci si trova in una fase di transizione, incomincia a regnare la confusione.
Questo è dovuto alle vecchie tecnologie che si utilizzano e alle nuove che non sono ancora mature.
Penso che l'innovazione nei prodotti .NET è stata notevole anche se molte aziende si trovano ancora molto indietro.
Da due mesi ho iniziato a lavorare per una azienda che utilizzava, per le proprie applicazioni, WinForm con .NET 2.0; con la conseguenza che, le loro applicazioni erano vincolate (anche per altri motivi) a Windows XP e visto che a fine 2010 il supporto per tale sistema operativo finirà, si stavano trovando in una situazione molto spiacevole.
Dopo varie discussioni, sono riuscito a iniziare a migrare tali applicazioni in .NET 4.0 sfruttando Entity Framework 4.0, SQL Server 2008 e WCF per la comunicazione. In futuro spero di poterle passare da WinForm a WPF.
La zona dove regna maggiore confusione è la parte Web.
La convergenza penso che potrebbe avvenire in questo modo.
Rendere le applicazioni tutte derivate da WPF, ma non come adesso. Silverlight è stato un sub-insieme di WPF un pò troppo limitato. Si sono accorti dopo che la gente avrebbe scaricato anche un runtime di maggiori dimensioni (Java è di 11 MB se non errò) e quindi Silverlight è cresciuto parecchio nella versione 4.
Quello che invece non va bene è che adesso, anche se si ha un'applicazione in WPF è difficile convertirla in Silverlight e viceversa. Certo, è più facile di quello che era possibile anni fa con altre tecnologie, ma è lo stesso difficile in quanto l'architettura del programma è molto diversa.
La soluzione potrebbe essere quella che permetta a una applicazione WPF tramite la semplice impostazione di un file di configurazione (come avviene in WCF) oppure in modo trasparente (come avviene in Entity framework), poter passare da Web a standalone e viceversa. Certo è facile a dirsi, ma difficile a farsi visti i diversi approcci, ma una soluzione in questa direzione potrebbe cercarsi.
Chi vivrà vedrà! :-)
31/10/2010 7.32 | Alessandro Pulvirenti
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# re: The Land of Confusion

Raffale, condivido molte delle tue preoccupazioni. Lasciami aggiungere un paio di pensire su Phone 7 e Azure.

Phone7: vedremo cosa dirà il mercato. A noi DEV piace molto. Ma al mercato? Oggi perchè un utente dovebbe comprarsi un Phone7? Ho paura che MS abbia perso il treno del Mobile... forse era meglio aiutare DeIcaza a sviluppare MonoDroid. :)

Azure: ho fatto un po' di prove e test. Fantastico poter usare VS2010, molto semplice e veloce. Molto riutilizzo dell'esistente ma... come piattaforma di cloud lascia proprio il tempo che trova. Non sono vere macchine virtuali come Amazon e non è una piattaforma "automatica" come Google App Engine. Una via di mezzo, che mi piace solo perchè ci gira .NET, c'è SQL e posso usare VS2010. Ma niente di più. :(

C'è tanto, troppo casino. Le aziende non riscono a stare dietro alle innovazioni. E MS invece che aiutarle con "soluzioni" organizzate, crea entropia: un mix di tecnologie spesso incompleto e lasciato a metà strada. Ad esempio in WCF era così difficile creare un sistema di configurazione un po' più semplice? Tanto bella la tecnologia quanto incasinato il config.

fabrizio
01/11/2010 21.37 | Fabrizio Accatino
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# re: The Land of Confusion

@Fabrizio
Il passo di WP7 era dovuto. A me non piace la strategia che è stata scelta ma solo il mercato dirà se le scelte fatte sono le migliori.
Va preso atto che il regista di queste scelte ha intrapreso una strada inedita per MS e bisogna quindi vedere cosa diranno i clienti storici.

Azure. Ci sono buone nuove che vengono da PDC (il deploy della VM per esempio). E l'architettura è comunque architetturalmente migliore, a mio avviso, di quella dei concorrenti. È indiscutibile che questi vantaggi abbiano un prezzo in termini di complessità ma che probabilmente pagheranno sul lungo.
Ancora una volta però non apprezzo il modo in cui si parli di Azure, come se esistesse solo quello. Non è certo un modo, a mio avviso, per attirare clienti.

Innovazioni. L'evoluzione è necessaria (pensa a Windows Mobile che ha dormito e da leader di mercato è precipitato all'ultimo posto) ma è necessario dare una prospettiva e fare chiarezza sulle scelte.
La chiarezza a mio avviso non c'è stata:
- troppi annunci che sono sfociati in potenziali prodotti droppati
- diminuita interoperabilità tra le tecnologie nuove (gli esempi li ho già fatti nel post iniziale)

Tra gli annunci discutibili c'è quello di Silverlight. Niente da ridire sulla scelta di puntare ad HTML5, da anni MS ha scelto di adeguarsi agli standard di mercato e di questo ne sono più che felice.
Io credo che quell'intervista sia stata una doccia fredda perché il developer Silverlight si è sentito dire che da domani lui sarebbe stato un developer wp7 e non più web.... cambio di mestiere "imposto".
Il problema perciò è quello di non aver, contestualmente all'intervista in cui è stata fatta quella dichiarazione, dato delle assicurazioni a chi ci ha investito sopra. Intendo cose come:
- la prossima release avrà dei miglioramenti per la parte web o ci sarà il solo focus su wp7?
- si lavorerà ancora per essere cross-browser, cross-OS?

A mio avviso è su queste cose che un vero Chief Software Architect deve fare la differenza.
03/11/2010 21.26 | Raffaele Rialdi
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# re: The Land of Confusion

> La chiarezza a mio avviso non c'è stata:
> - troppi annunci che sono sfociati in potenziali prodotti droppati
> - diminuita interoperabilità tra le tecnologie nuove (gli esempi li ho già fatti nel post iniziale)

Beh, dai, è la solita strategia MS. Buttare 10 cose sul mercato e poi vedere quali sopravvivono. Se tu sei uno di quelli che ha scelto una di quelle sopravvissute: OK. Se avevi scelto le altre, riconvertiti. Amen.
E non è solo MS a fare così.

fabrizio
04/11/2010 8.46 | fabrizio
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# re: The Land of Confusion

Mi nasce spontanea una battuta.

La strategia migliore e' fare come Raf.
Lui le sceglie tutte,
quindi sopravvive sempre.

Un mito :)

Staremo a vedere...
07/11/2010 23.23 | Andrea Angella
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# re: The Land of Confusion

Ciao Raf,
scusate il ritardo (tanto per ribattere con una citazione cinematografica a quella musicale del tuo titolo), ma come ti ho detto agli OpenDays, ho avuto pochissimo tempo per blog e affini.
Condivido in parte le tue osservazioni, una parte non le capisco perchè non conosco gli argomenti di cui parli (purtroppo noi sviluppatori embedded arriviamo su certe tecnologie più tardi delle nostre poste o dei nostri treni...).
Non condivido molto il discorso su MinWin e sul fatto di avere un unico OS per tutti i device.
E' sicuramente una soluzione semplice ed efficiente, sia per gli sviluppatori (che non devono impararsi sistemi diversi, stare attenti alle piccole differenze che causano grossi casini, tenere tre o quattro versioni degli ambienti di sviluppo perchè non tutti supportano tutte le piattaforme), sia per MS che potrebbe dedicarsi anima e corpo a un solo OS e non disperdere gli sforzi su sistemi diversi.
Purtroppo però non credo che si arriverà a questo punto molto rapidamente e, forse, nemmeno ci si arriverà mai.
Quando dici che i processori da 1GHz dei device mobili potrebbero supportare anche minwin dici una cosa vera. Ma una versione di Windows 7 ci girerebbe in modo appena decente e, comunque, quei processori sono arrivati ora, un anno dopo la release di 7 e qualche anno dopo la sua "messa in cantiere". Chiunque ha provato 7 home o starter su un netbook sa che si può scordare la fluidità della UI di WP7 e che attività più complesse della navigazione o della scrittura di qualche e-mail ti "ammazzano a colpi di fichi molli". Che poi molti (io per primo!) siano disposti ad accettarlo pur di non portarsi appresso 6Kg di portatile o di spendere per il portatile quanto spendono per un'autovettura, non basta a dire che le performances non siano un problema.
E i ritardi che posso accettare sul netbook non li accetterei mai da un telefono.
La UI è e resterà diversa. Windows 7 può supportare il multitouch, ma nessuno rimpiazzerebbe il suo mouse con un touch (se non altro perchè non saprei come fargli capire quando voglio fare click destro e perchè le ditate sul display dopo un po' stufano) e le dimensioni (magari non la risoluzione) dello schermo restano troppo diverse per visualizzarci le informazioni allo stesso modo.
Non vedo molto spazio per farci girare le stesse app. Perlomeno la UI deve essere diversa. Certo ci sarebbe da discutere sul fatto che tra embedded, desktop e phone ci sono tre runtime XAML (4 considerando Silverlight in browser) basati su tecnologie e linguaggi diversi.
Pensandoci bene anche apple ha due OS, uno per i "PC" (metto le virgolette altrimenti il mio macMini mi leva il saluto) e uno per i device mobili. E nessuna compatibilità applicativa.
Linux embedded non ha mai sfondato sui device mobili. E non ditemi che Android discende da Linux perchè ne condivide parti di codice. Anche io e George Clooney condividiamo almeno un 99% del patrimonio genetico... ma la maggior parte delle persone non mi scambia per lui! :)
Su Android non gira nessuna applicazione linux classica e portarcele è un bagno di sangue eppure questa scelta non l'ha ucciso nella culla... Sopravvive anche a una virtual machine che compila just in time il codice compilato per un'altra virtual machine :P
Come sviluppatore embedded sicuramente mi pesa essere rimasto a VS2008 (anche se è un salto avanti rispetto alla versione 2005 usata fino a prima di WEC7!) e non poter sfruttare tutte le tecnologie di cui vi sento spesso discutere durante i raduni e le cene MVP (fortuna che si parla anche di altro!), ma credo che ancora per un po' la separazione tra OS mobili e OS desktop/Server resterà.
Tutto ciò, ovviamente, IMVHO.
14/11/2010 16.53 | Valter Minute
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# La strana strategia di Microsoft

La strana strategia di Microsoft
10/12/2010 12.48 | EssentialSimon
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# re: The Land of Confusion

Ciao Valter, scusa per l'immenso ritardo.
Per quanto riguarda MinWin credo che alla data di oggi la risposta l'ha data Microsoft al CES con l'annuncio di Windows full su ARM nei sistemi on a chip (su cui ho appena postato):
blogs.ugidotnet.org/.../...em-on-a-chip-anche.aspx

Io credo che le lentezze per gli hardware di basso profilo sia un fattore assolutamente superabile e che per buona parte sia solo un problema dei "fronzoli" che stanno intorno (servizi inutili sui device embedded, shell, etc.).
Ovviamente dovranno nascere anche nuove shell, ma qualcunosa si comincia già a leggere in giro.

Android è certamente ancora immaturo per tanti aspetti ma sta emergendo molto bene. A mio avviso la parola chiave per dare battaglia al mercato Android è "Platform" cosa che MS sa fare bene e su cui ha dimostrato più volte di fare un enorme differenza. Ora speriamo che WP7 cominci ad andare in quella direzione e dare interoperabilità, framework più ampi di sviluppo, etc. etc. Io confido di si.
11/01/2011 12.00 | Raffaele Rialdi
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# L'ardua scelta dei tool per sviluppare su smartphone e tablet

L'ardua scelta dei tool per sviluppare su smartphone e tablet
22/08/2011 9.31 | Web Log di Raffaele Rialdi

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