mercoledì 8 febbraio 2012 #

Emergenza Twitter (web)

Lo dico già da mesi, ma a questo punto, proprio perchè credo davvero in quello che sto per dirvi, lo devo anche scrivere in un posto diverso da twitter.

Eh si, perchè twitter è stupendo: si micro-blogga in pochissimi secondi, si seguono le persone senza che loro debbano “accettarti” come amico (facebook faceva così, poi si è parzialmente adeguato, ma questa è un’altra storia), e in poche settimane si può avere un grande successo (inteso come numero di follower e/o tam-tam) tra mentions e retweet.

Però…

Però pecca alla grande su una singola, piccola cosa: la Storia.

Su twitter non c’è Storia, o meglio: non c’è storico.

Si ok, qualche API ci sarà, bla bla…ma io parlo di “cognizione storica” dei vari utenti, non del fatto che *probabilmente*, con qualche strumento avanzato, da sviluppatore posso “fare tutto”.

Facciamo un esempio, un cambio di contesto, giusto per renderci conto di cosa potrebbe essere.

Il mondo “fuori” dai social: quello che abbiamo conosciuto diciamo fino agli anni 60 (così teniamo una certa “distanza di sicurezza”).

La Storia non esiste (ok, senza la Storia staremmo ancora nelle caverne, ma non è questo il punto, seguitemi).

Bene: uno nasce, vive ed a un certo punto, diciamo intorno ai 20 anni (la nascita dello spirito critico) uno comincia, in piazza o nei bar, a dire la sua.

Immaginate in quanti e quali casi si direbbero le stesse cose, e “comincerebbero” (in realtà per l’ennesima volta) le “solite” correnti di pensiero e filosofiche, per non parlare degli errori commessi e reiterati/reiterabili.

Gli scenari sarebbero semplicemente milioni, e so già che a questo punto starete tutti pensando che è aria fritta.

Bene: e allora siamo tutti d’accordo.

Su twitter (ho l’account dal 20 Dicembre 2007, non lo dico certo per vanto ma per dire che è un’esperienza “di qualche mese”) vedo sempre più spesso persone che ritweettano battute, post, blog, scrivono teorie (copiate o meno) ma il problema è sempre quello: son cose già dette? Già dette da chi? E chi certifica?

Continuando il parallelo: io non ho fatto nemmeno un’ora di filosofia in vita mia e spesso mi sono ritrovato con amici più eruditi dirmi “ma questo è come la pensa Platone”, “questo è quello che dice Kant”.

Mai rivendicata paternalità per pensieri, frasi, teorie che pur avendo “teorizzato” in autonomia ho scoperto esistere già.

E questo solo perchè è “umanamente riconosciuto” che quella tal teoria è di quel tal tizio.

E su twitter? E sul web?

Beh sul web finora ci siamo goduti che uno possa diventare “fashion blogger” o “social expert” o “travel blogger” ecc, ecc, gratuitamente, senza dover essere iscritto ad albi giornalistici (nè altre associazioni/organi) ma ora stanno saltando fuori i limiti di questo: nessuna paternalità delle informazioni scritte se non il “buon senso” di chi le diffonde (che dovrebbe citare la fonte e non prenderla ex-novo in modo che, forse, se ne accorge solo chi sa. E ovviamente non “sa” in senso oggettivo, ma fa anche preferenze, in ordine: Io, i miei follower, i miei following, altri. Storicamente inaccettabile).

E gli scenari vanno da quelli più stupidi: “c’è sto nuovo iscritto su twitter che ha scritto una battuta che io facevo a voce già nell’87, per me è vecchia e a lui l’hanno retwittata in 1234” a “questa è vecchia, l’hanno già twettata la settimana scorsa”).

Il tutto a seconda della propria memoria e conoscenze.

E occhio che non è un problema di invidia (io non sono invidioso che Kant abbia detto prima di me una certa cosa) ma di conoscenza (perchè ovviamente questo discorso non vale certo solo per le battute, ma visto che il Popolo della Rete si è “svegliato” per questo ho sfruttato questa onda).

Un po’ come nei popoli antichi, prima della nascita di un certo Erodoto di Alicarnasso (considerato il padre della Storia o della storiografia), quando le conoscenze erano trasmesse a voce dai capi-tribù (con evidenti limitazioni).

E si arriva ad accusare Crozza (io per primo eh, sono appunto mesi che dico che i comici non fanno più ridere da quando twitter è arrivato anche alla maggioranza degli italiani) di “plagio” delle battute di twitter o di fare #copiaeinCrozza.

Solo perchè lui è famoso e va in TV? Questo problema c’è sempre stato, voi forse siete su twitter da 4 mesi, o magari non twittate contenuti che possano essere copiati, o forse non avete la sensibilità per notarlo o forse ancora non ve ne può fregare de meno ma c’è sempre stato.

Solo che del vostro follower vicino vi “preoccupate” meno perchè al massimo vi ha “fregato” la battuta e ha “conquistato” così altri tre follower (ovviamente è peggio se tali follower sono anche appetibili), se invece sentite la “vostra” battuta in TV, detta da Crozza vi inalberate.

Ma pensate di poter rivendicare “vostri” i “vostri” tweet?

Dove sta scritto? Chi è lo storiografo? Dov’è documentata tutta la Storia?

posted @ mercoledì 8 febbraio 2012 11.31 | Feedback (1)

mercoledì 4 gennaio 2012 #

A imparare c’è sempre tempo…

Ricordo che una volta, parlando con Andrea a lavoro, dissi questa frase "a imparare c'è sempre tempo".

Parlavamo dell'efficacia di insegnare molta teoria prima di passare alla pratica, o se ha senso, ad un certo punto, cominciare con la pratica e poi "affinare" la teoria.

Oggi ho trovato degli argomenti che mi hanno fatto ripensare a quella frase, che comunque per me rimane sempre molto presente.

Non starò qui a filosofeggiare nell'acrobatico (nonchè presuntuoso) tentativo di spiegarlo, ma vi dirò da quale mia esperienza deriva questa linea di pensiero.

Avevo circa tredici anni quando ho cominciato a fare i miei primi voli con Flight Simulator (con gli altri simulatori svolazzavo già da anni) e me lo ricordo ancora (davvero) come fosse ieri.

Prendevo il 747, davo manetta al massimo, e poi ad un certo punto, più-o-meno-su-per-giù, decollavo.
Poi sfioravo dei grattacieli, liberavo la zona e andavo su...verso le nuvole, all'incirca dove finivano quelle grosse.

Volavo, volavo e, quando mi stancavo di stare per aria, cercavo, a vista una pista d'atterraggio.
Valutavo, sempre a vista, con le esperienze che man mano facevo, se la pista bastasse.

Tanti decolli falliti, tanti grattacieli centrati e atterraggi sbagliati ma mi divertivo e continuavo così.

Poi mi ricordo ancora di quel giorno che, essendo per aria, mi son chiesto "ma i radiofari funzioneranno davvero? come faccio a trovare un aeroporto se non lo vedo?".

Da quel giorno la ricerca di informazioni e la conoscenza mi ha guidato sempre più in questa mia passione, arrivando a percorrere uno dei miei due fiori all'occhiello di questo hobby del volo simulato: un volo in tempo reale, con tratta reale, da Milano a Roma con MD-83, sotto controllo radar simulato, con tutti i sistemi di bordo (avarie comprese) simulati e 122 persone (simulate) a bordo.

Era l'inverno del 2004, avevo 24 anni. (mizz, come passa il tempo).

Ora non volo più nemmeno con i 737, perchè volo solo con procedure reali e vi assicuro che è più difficile volare con un C182 "parareale" che con un 747 "finto".

Ormai mi appassiono a tutta la fisica e meccanica del volo, prima volavo ma la ignoravo bellamente.

Credo che non avrei questa passione, e questo hobby, se fosse stato necessario imparare, per forza, prima, tutta la teoria.

Se la nostra attività ce lo permette, sperimentiamo, giochiamo, appassioniamoci, per imparare (e salire in cattedra) c'è sempre tempo.

posted @ mercoledì 4 gennaio 2012 17.51 | Feedback (5)

venerdì 21 gennaio 2011 #

TFS m’hai provocato…e mo’ te magno…

Se anche a voi è capitato di imbattervi in questo fastidioso problema di TFS:

“TF10128: The path <path> contains more than the allowed 259 characters. Type or select a shorter path.”

E, magari, avete anche la doppia rognosità del fatto che siete abituati  mappare un’unica cartella come root della vostra project collection (ergo: per modificare il path di mapping di un solo progetto, dovete prima smappare tutta la root e poi rimappare manualmente tutti i progetti…) ecco come si fa ho fatto io:

  1. Ho fatto un po’ di reminiscenza (si si: quella degli Elfi di d&d o dei Vulcaniani di Star Trek). Voi potete saltare questo passaggio, dato che state leggendo questo post Sorriso
  2. Aprire il blocco note e scrivere qualcosa tipo:

Windows Registry Editor Version 5.00

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Control\Session Manager\DOS Devices]
"T:"=”\\DosDevices\\C:\\VostroPathTfsCollection“

  1. Salvare il file come tfs.reg
  2. Doppio cliccare il file
  3. riavviare
  4. Aprire Visual Studio
  5. Modificare il mapping di tfs al path T: (decisamente più corto)

Se anche così non dovesse bastare non ci sono santi: avete delle cartelle dai nomi troppo lunghi nei vostri progetti…

posted @ venerdì 21 gennaio 2011 16.12 | Feedback (1)

mercoledì 5 gennaio 2011 #

Reporting Services 2008 e wss 3.0

Giusto perchè ci ho perso speso una nottata più una mattina su questa cosa, la scrivo qui anche se non riguarda le ultime tennologie.

Il problema è che continuavo a ricevere questo errore:

 

The feature: "Windows SharePoint Services integration" is not supported in this edition of Reporting Services. (rsOperationNotSupported)

 

quando tentavo di accedere al mio reporting server URL, dopo aver configurato il tutto. Per essere sicuro che avessi fatto tutto correttamente (per la serie, “non si sa mai”) ho anche creato una nuova VM seguendo questa ottima guida.

Ma ciò nonostante ricevevo sempre lo stesso errore.

Ho cominciato ad indagare su vari problemi di compatibilità tra le varie permutazioni di versioni ed edizioni sia di sharepoint, sharepoint services e sql.

Se la memoria di calcolo combinatorio non mi inganna stiamo parlando di: 3 edizioni di MOSS 2007 (senza SP, con SP1 e con SP2), 3 di sharepoint services (idem come prima), e diciamo ALMENO 2 edizioni di SQL Server per ogni versione (più relativi SP): sql server 2005 express, sql server 2005 standard (o più), sql server 2008 express, sql server 2008 standard (o più), questi ultimi anche con il SP2.
Non parliamo della versione R2, e non parliamo se *dovesse* centrare la versione del sistema operativo…

E’ chiaro anche a voi che tutte le combinazioni non erano testabili prima che l’umanità non colonizzi completamente il sistema Solare ed il vicino Alpha Centauri, per cui dovevo darmi da fare per non spendere altre 4 ore…

Dopo aver letto con interesse la tabella di compatibilità tra versioni di SQL Server e SharePoint, ancora la cosa non mi quadrava: sembrava che tutto dovesse funzionare.

Allora ho deciso di puntare su MSDN, la sua media scarsa rilevanza me la fa mettere sempre come ultima spiaggia, ma questa volta una frase utile l’ho trovata su questa pagina:

“Edition requirements for Reporting Services in SharePoint integrated mode include Developer, Evaluation, Standard, or Enterprise editions. There is no support for this feature in the Workgroup edition or in SQL Server Express with Advanced Services.”

Ho installato quindi la versione Standard di SQL Server (2008) ed ha funzionato tutto alla perfezione.

posted @ mercoledì 5 gennaio 2011 15.57 | Feedback (0)

venerdì 10 dicembre 2010 #

Azure e upgrade

Dunque, è già di qualche settimana fa la notizia che Windows Azure si è aggiornato alla versione 1.3 con le incredibili aggiunte annunciate alla PDC10.

Perfetto.

Io, ovviamente, ho installato il nuovo SDK, in modo che potessi subito toccare con mano le novità.

Quando ho riaperto la mia “vecchia” soluzione di Fleet Manager, aggiornata alla versione 1.2 mi sono trovato davanti ad una schermatina che mi chiede la migrazione del progetto (come quando passiamo un progetto da VS2008 a VS2010), l’ho eseguita, senza pensare veramente alle conseguenze ma confidando, eventualmente, in un bel “undo pending changes” di TFS Sorriso

Nulla di grave: per come era è fatto il mio servizio wcf su azure, ha cambiato solamente il ServiceConfiguration, ok, tecnicismi…

Arriviamo al dunque con un piccolo zoom su una caratteristica di Azure: l’upgrade di una piattaforma.

E’ possibile, per un nostro servizio pubblicato in the cloud, pianificare un’upgrade della piattaforma.

Azure si occuperà di aggiornare il nostro servizio, senza downtime, semplicemente “sdoppiando” (si si, sto semplificando) il nostro servizio su una piattaforma aggiornata, ridondandola, e poi aggiornando le eventuali altri N istanze del nostro servizio.

Tutto questo per dire che siamo noi a decidere se e quando fare questo upgrade, se non ne abbiamo bisogno possiamo anche non farlo, così come se abbiamo un software sviluppato con il framework 1.1 con Visual Studio .Net nessuno ci dice che dobbiamo convertirlo al framework 4.0 con Visual Studio 2010…nemmeno il dottore, giusto?

Torniamo a noi: dopo aver installato la nuova versione dell’SDK, che mi ha aggiornato la mia soluzione, significa che DEVO fare upgrade del mio servizio in the cloud se voglio manuntenerlo con la stessa macchina di sviluppo.

Attenzione: qui non si tratta di poter tenere due diverse versioni di Visual Studio, ma di un aggiornamento di un UNICO ambiente di sviluppo.

Non mi sembra proprio una gran cosa: se avessi avuto in produzione N servizi, ora per manutenerli con una macchina da sviluppo aggiornata, dovrei aggiornarli tutti (non so ancora se esistano dei rischi tangibili nella conversione, però sapete com’è…non mi prenderei il rischio di convertire un servizio che funziona solo per fare una piccola modifica…).

Su questo meditare io dovrò”. (cit.)

posted @ venerdì 10 dicembre 2010 23.02 | Feedback (0)

venerdì 3 dicembre 2010 #

Bello, però…

Si, bello e funzionale il nuovo developer portal di Azure fatto in Silverlight.

Sembra un “piccolo” IIS in the cloud, con un mare di impostazioni e presentate in una maniera un po’ più amministrativa rispetto a prima…

Però…

Quando mesi fa mi sono ritrovato a pensare di rifare la mia applicazione di fatturazione (perchè effettivamente quella che uso è un po’ zoppicante), ero deciso a farmela in Silverlight.

Poi mi son detto “eh no aspetta, se poi sono in giro con il mio Ubuntu, voglio poter fatturare lo stesso…me la faccio in MVC2, che è meglio…”.

Quelli” di Azure si devono essere persi questo dettaglio.

E moonlight non mi ha aiutato.

Vabbè, adesso per amministrare un’applicazione in the cloud con Azure (che per inciso può essere anche un sito php, chi ha parlato di Windows e Visual Studio?), ho bisogno di una macchina Windows.

#fail

posted @ venerdì 3 dicembre 2010 17.11 | Feedback (6)

mercoledì 1 dicembre 2010 #

Outlook 2010 e BPOS

Questa sera, sono riuscito a prendermi un paio d’ore di “tempo libero” e quindi ho portato avanti la mia installazione su vhd, della mia prossima partizione principale sul portatile.

Ho installato Outlook 2010 e visto che ora, in bottega, usiamo BPOS, mi sono cercato la soluzione per connettermi al server Exchange senza dover installare un fastidioso stupido invadente client che configura Outlook automaticamente per voi.

La soluzione esaustiva e funzionante la trovate qui.

Enjoy.

posted @ mercoledì 1 dicembre 2010 1.12 | Feedback (0)

venerdì 5 novembre 2010 #

Sono un po’ tra le nuvole

Tempo fa avevo bloggato circa il mio “sbarco” in the cloud grazie ad Azure.

Mi spiace non aver trovato il tempo (per ora) per riuscire a raccontarvi sia le mie peripezie, sia anche un po’ di sana teoria utile per tutti (o forse anche solo per me :D) per lo sviluppo con Azure.

La verità è che quando ho cominciato a pensare di scrivere di questo argomento non avevo pianificato che avrei provato anche l’esame, che è ancora in beta.

Beh, il 15 Novembre andrò a sostenere questo esame:

70-583: PRO: Designing and Developing Windows Azure Applications

L’impresa per ora si sta rivelando tutt’altro che semplice: in giro si trova materiale molto sparso e molto basico, mentre credo che l’esame (se posso far tesoro degli altri sostenuti) verterà anche su “pignolerie” e meccanismi che magari non sono proprio di uso quotidiano (ricordo, ora con simpatia, il primo esame che ho dato, di Sharepoint…)

Occorre anche aggiungere che, contestualmente, mi è anche aumentato l’impegno nel lavoro e quindi qualcosa ho dovuto sacrificare…

Per buona pace del Premier non parlo di vergini ma di tempo di blogging :)

Non so davvero come andrà questo esame, non sto riuscendo a studiare quanto mi ero pianificato e mi sento “lacunoso”, ma almeno sto vedendo in meno tempo più cose, perchè molti argomenti avevo inizialmente pensato di rimandarli a quando mi sarebbero serviti, invece con l’esame imminente…mi tocca :))

Trovo tuttavia simpatica la situazione di essere “concentrato con la testa tra le nuvole” :)

Io incrocio le dita…

posted @ venerdì 5 novembre 2010 16.26 | Feedback (2)

martedì 12 ottobre 2010 #

WP7 e Microsoft multata (12/04/2011)

12 Aprile 2011

Tutte le principali testate lo riportano già da questa mattina presto. La Microsoft è stata multata per una cifra di 500.409.080 miliardi di eurodollari.

I motivi sono semplici: come sapete mesi fa, era l’11 Ottobre 2010, è stato lanciato sul mercato la nuova piattaforma mobile di casa Microsoft: Windows Phone 7.

Da allora molte case produttrici di cellulari cosiddetti smartphone sono state costrette dalla Microsoft a subire delle forti restrizioni nel loro concept e design di questi strumenti che alcuni ormai si ostinano a chiamare “di lavoro”.

Varie case produttrici avevano già manifestato la loro ridotta libertà nella scelta della configurazione dei loro dispositivi e avevano denunciato ai tribunali competenti di New York (la grande Mela) questo comportamento ditattoriale ed irresponsabile della Microsoft che, come si legge da uno stralcio della denuncia reso pubblico, “rende di fatto impossibile lo sviluppo libero delle tecnologie”.

Ma è solo di ieri, 11 Aprile, la costituzione di una class action contro Microsoft Corp, degli stimati 9 miliardi di utenti di Windows Phone 7 (che il grande antagonista, la Apple, denuncia essere una sovrastima) per vari motivi.

I principali sarebbero che la Microsoft non può obbligare gli utenti di Windows Phone 7 ad acquistare le loro applicazioni, chiamate da Microsoft: App (nome che non piacerebbe agli utenti già da Ottobre 2010), in unico sito controllato solo da Microsoft, chiamato curiosamente MarketPlace.

Sito che costituirebbe un vero e proprio monopolio delle applicazioni per gli smartphone di nuova generazione, limitando di fatto la possibilità degli utente di scegliere altri dispositivi più liberi.

Altro motivo sarebbe dovuto alla presenza di un curioso dispositivo, chiamato GPS (Global Position System), anche questo inventato ed introdotto per la prima volta su uno Smartphone dalle prime versioni di Windows Phone 7.

Al mercato non è piaciuta l’idea che questo dispositivo sia inserito all’interno dell’hardware dello Smartphone, anche qui con la denuncia di lesa libertà nella scelta di dispositivi di geolocalizzazione (così Microsoft intende il processo di localizzare in una determinata posizione geografica, una determinata informazione o risorsa, con un evidente monopolio comunicativo), che gli utenti preferirebbero effettuare con altri strumenti quali: ricevitori esterni, wireless, bluetooth o anche via cavo, pur di non averlo interno e senza la possibilità di sceglierlo liberamente.

La denuncia è quindi arrivata perentoria da tutto il mondo dei vari competitor e utenti e la Microsoft, oltre a pagare la sanzione di 500.409.080 miliardi di eurodollari, si impegnerà anche a distribuire versioni dei suoi dispositivi che consentano la libertà di scelta agli utenti, il nuovo sistema operativo viene così riclassificato:

  • Windows Phone 7 FULL (completo come da versione 11/10/2010)
  • WP7 NGPS (senza GPS)
  • WP7 NMP (senza accesso al MarketPlace)
  • WP7 GPS NMP (con GPS ma senza MarketPlace)
  • WP7 MP NGPS (con MarketPlace ma senza GPS)
  • WP7 Flash (sviluppo solo tramite Flash)
  • WP7 Flash NGPS (con sviluppo Flash, senza GPS)
  • WP7 Flash NMP (con sviluppo Flash, senza MarketPlace, con GPS)
  • WP7 Flash GPS NMP (con sviluppo Flash, con GPS, senza MarketPlace)
  • WP7 Flash MP NGPS (con sviluppo Flash, con MarketPlace, senza GPS)

Si stanno pensando anche ad altre versioni senza le Thumbnail (tessere) che sarebbero troppo comode da dare dipendenza, ma su questo stanno ancora lavorando, dato che anche altre dispositivi, le implementano e devono dare il tempo di poter cambiare, o correrebbero il rischio di essere sanzionate anche loro.

La Apple inoltre denuncerà Microsoft per “leso monopolio di mercato” dato che ormai non è più la sola a vendere un dispositivo smartphone di successo e, a nostro modesto parere, ha tutti i numeri per vincere.

Ma la battaglia, ora in mano ai legali, è ancora lunga.

Le nostre speranze di libertà e di utilizzare fortunatamente ancora dispositivi con la Mela non sono ancora perse.

DISCLAIMER: se non avete capito che è una parodia, e che è tutto frutto della mia scarsa fantasia…

posted @ martedì 12 ottobre 2010 13.07 | Feedback (3)

venerdì 8 ottobre 2010 #

Sembra un libro, o un film…

Queste mie ultime 24 ore sembrano uscite da un libro o da un film con una buona sceneggiatura.

A volte penso che davvero dovrei andare a vivere da solo, non tanto per andare via chissà da cosa, ma *solo* per essere più indipendente.

Le cose che in effetti avvengono quando sono in trasferta, come in questi giorni a Gorizia, è che mi sento più me stesso, più libero di essere ciò che sono.

Ad agosto 2005, scrivevo, che “Quando viaggio non mi prendono mai, quindi vivo”.

Per me è ancora vero, e anche quando mi muovo per lavoro è così.

Dicevo: strani avvenimenti in queste ultime 24 ore, tutti piacevoli, profondi ed evocativi. Ognuno a suo modo.

E così ho capito di avere più feeling con una persona con la quale avevo già un buon rapporto, ma scoprire che davvero, su certi modi di pensare e percorsi mentali, siamo davvero molto simili, è una cosa molto bella.

Ho scoperto di riuscire a far comparire un porta stuzzicadenti, con tanto di stuzzicadenti, solo perchè li volevo, in vero stile Guerriero della Luce. (presuntuoso).

Sono stato selezionato da Microsoft per un esame, ho visto agire, ancora una volta la legge di Murphy, bloccando due community e anche un cliente…(che nulla centra con il server delle due community di cui sopra).

Ho dedicato anche una canzone dei Pink Floyd, ed è stata apprezzata.

Ho anche ricevuto un rifiuto finalmente positivo, che mi ha fatto piacere perchè per la prima volta non era la solita risposta vuota “non ho voglia” o “non mi va”, ma era una risposta con tanto di motivazione. Tecnica.

Il mio software delle etichette funziona, esattamente come l’avevo pensato.

Mi ha scritto una mia amica su facebook, che erano settimane che non sentivo, mi ha scritto una mia ex che non sentivo da circa 8 anni e solo per ringraziarmi degli auguri a lei fatti ormai più di due mesi fa e per chiedermi l’amicizia su facebook, che ho accettato perchè non ho mai dimenticato nessuno, figuriamoci lei.

Sono a Gorizia, questa città magica a cavallo di due mondi che ormai sono un unico mondo. Persone, culture, accenti, profumi, cibi diversi…

E poi ancora: sorrisi, pensieri profondi, umanità, saggezza e lunghi dialoghi quanto intensi e ragazze da 8.

Una canzone, che non mi aspettavo potesse ancora toccarmi dopo 7 anni, interrotta perchè *qualcuno* ha pensato potesse farmi troppo male. Ero curioso di vedere cosa avrei provato, ma non ho insistito per risentirla.

24 ore di crescita.

A volte arrivo persino a pensare che, nella mia introspezione, sono anche fortunato.

Di quella fortuna gratificante perchè è anche sofferta, ma sempre fortuna è.

“Il Guerriero della Luce crede. Poichè crede nei miracoli, i miracoli cominciano ad accadere”.

posted @ venerdì 8 ottobre 2010 1.00 | Feedback (0)

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