Emergenza Twitter (web)

Lo dico già da mesi, ma a questo punto, proprio perchè credo davvero in quello che sto per dirvi, lo devo anche scrivere in un posto diverso da twitter.

Eh si, perchè twitter è stupendo: si micro-blogga in pochissimi secondi, si seguono le persone senza che loro debbano “accettarti” come amico (facebook faceva così, poi si è parzialmente adeguato, ma questa è un’altra storia), e in poche settimane si può avere un grande successo (inteso come numero di follower e/o tam-tam) tra mentions e retweet.

Però…

Però pecca alla grande su una singola, piccola cosa: la Storia.

Su twitter non c’è Storia, o meglio: non c’è storico.

Si ok, qualche API ci sarà, bla bla…ma io parlo di “cognizione storica” dei vari utenti, non del fatto che *probabilmente*, con qualche strumento avanzato, da sviluppatore posso “fare tutto”.

Facciamo un esempio, un cambio di contesto, giusto per renderci conto di cosa potrebbe essere.

Il mondo “fuori” dai social: quello che abbiamo conosciuto diciamo fino agli anni 60 (così teniamo una certa “distanza di sicurezza”).

La Storia non esiste (ok, senza la Storia staremmo ancora nelle caverne, ma non è questo il punto, seguitemi).

Bene: uno nasce, vive ed a un certo punto, diciamo intorno ai 20 anni (la nascita dello spirito critico) uno comincia, in piazza o nei bar, a dire la sua.

Immaginate in quanti e quali casi si direbbero le stesse cose, e “comincerebbero” (in realtà per l’ennesima volta) le “solite” correnti di pensiero e filosofiche, per non parlare degli errori commessi e reiterati/reiterabili.

Gli scenari sarebbero semplicemente milioni, e so già che a questo punto starete tutti pensando che è aria fritta.

Bene: e allora siamo tutti d’accordo.

Su twitter (ho l’account dal 20 Dicembre 2007, non lo dico certo per vanto ma per dire che è un’esperienza “di qualche mese”) vedo sempre più spesso persone che ritweettano battute, post, blog, scrivono teorie (copiate o meno) ma il problema è sempre quello: son cose già dette? Già dette da chi? E chi certifica?

Continuando il parallelo: io non ho fatto nemmeno un’ora di filosofia in vita mia e spesso mi sono ritrovato con amici più eruditi dirmi “ma questo è come la pensa Platone”, “questo è quello che dice Kant”.

Mai rivendicata paternalità per pensieri, frasi, teorie che pur avendo “teorizzato” in autonomia ho scoperto esistere già.

E questo solo perchè è “umanamente riconosciuto” che quella tal teoria è di quel tal tizio.

E su twitter? E sul web?

Beh sul web finora ci siamo goduti che uno possa diventare “fashion blogger” o “social expert” o “travel blogger” ecc, ecc, gratuitamente, senza dover essere iscritto ad albi giornalistici (nè altre associazioni/organi) ma ora stanno saltando fuori i limiti di questo: nessuna paternalità delle informazioni scritte se non il “buon senso” di chi le diffonde (che dovrebbe citare la fonte e non prenderla ex-novo in modo che, forse, se ne accorge solo chi sa. E ovviamente non “sa” in senso oggettivo, ma fa anche preferenze, in ordine: Io, i miei follower, i miei following, altri. Storicamente inaccettabile).

E gli scenari vanno da quelli più stupidi: “c’è sto nuovo iscritto su twitter che ha scritto una battuta che io facevo a voce già nell’87, per me è vecchia e a lui l’hanno retwittata in 1234” a “questa è vecchia, l’hanno già twettata la settimana scorsa”).

Il tutto a seconda della propria memoria e conoscenze.

E occhio che non è un problema di invidia (io non sono invidioso che Kant abbia detto prima di me una certa cosa) ma di conoscenza (perchè ovviamente questo discorso non vale certo solo per le battute, ma visto che il Popolo della Rete si è “svegliato” per questo ho sfruttato questa onda).

Un po’ come nei popoli antichi, prima della nascita di un certo Erodoto di Alicarnasso (considerato il padre della Storia o della storiografia), quando le conoscenze erano trasmesse a voce dai capi-tribù (con evidenti limitazioni).

E si arriva ad accusare Crozza (io per primo eh, sono appunto mesi che dico che i comici non fanno più ridere da quando twitter è arrivato anche alla maggioranza degli italiani) di “plagio” delle battute di twitter o di fare #copiaeinCrozza.

Solo perchè lui è famoso e va in TV? Questo problema c’è sempre stato, voi forse siete su twitter da 4 mesi, o magari non twittate contenuti che possano essere copiati, o forse non avete la sensibilità per notarlo o forse ancora non ve ne può fregare de meno ma c’è sempre stato.

Solo che del vostro follower vicino vi “preoccupate” meno perchè al massimo vi ha “fregato” la battuta e ha “conquistato” così altri tre follower (ovviamente è peggio se tali follower sono anche appetibili), se invece sentite la “vostra” battuta in TV, detta da Crozza vi inalberate.

Ma pensate di poter rivendicare “vostri” i “vostri” tweet?

Dove sta scritto? Chi è lo storiografo? Dov’è documentata tutta la Storia?

Print | posted @ mercoledì 8 febbraio 2012 13:31

Comments on this entry:

Gravatar # re: Emergenza Twitter (web)
by Massimo at 08/02/2012 14:59

Ammazza che seghe mentali...
tutto ciò che si twitta non è più tuo.
Gravatar # re: Emergenza Twitter (web)
by Roberto Messora at 09/02/2012 10:56

un tempo un tizio disse: le note sono sette e chi vuole se le fotte.
rilassati, cose già viste e già sentite in altri ambiti e in altri tempi. cambia solo lo strumento.
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