Innovate or die ? parte II

 

Ho cercato risposte alla domanda del post precedente : Serve ancora la preparazione, l'esercizio ... ? 

 

- Quando stiamo affrontando un problema complesso in parte perchè è in un terreno nuovo e non è assibilabile a qualcosa che già conosciamo - in parte perchè sta cambiando ed  è in evoluzione - in parte perchè le cose cambiano all'improvviso in modo imprevedibile - in parte perchè sono coinvolti molti fattori legati tra loro in modo inestricabile - in parte perchè potrebbe non avere soluzione:

                       esplorare, procedere per tentativi, imparare facendo e adattarsi 
                                                             funziona meglio della preparazione, dell'esperienza e dell'esercizio

 

 

- Quando stiamo affrontando un problema semplice o alpiù difficile perchè è governato da relazioni stabili di causa-effetto e può essere scomposto in modo controllato:

                        preparazione, esercizio e padronanza, esperienza
                                                             funzionano meglio della capacità di reazione e gestione dell'imprevisto

 

 

Non si possono fermare tutti gli incendi - molti possono essere prevenuti





Nella realta il più delle volte ci muoviamo in contesti misti in cui incontriamo entrambe le tipologie di problema , l'abilità stà nel capire il tipo di problema e adottare la strategia adeguata. Una volta si rivela corretta la risposta Nooooo e l'altra il Siiiii.










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Print | posted @ mercoledì 13 febbraio 2008 0.24

Comments on this entry:

Gravatar # re: Innovate or die ? parte II
by Nicolò Carandini at 13/02/2008 20.09

Non trovi che si tratti anche qui di applicazione di Patterns Comportamentali? Anche l'affrontare l'ignoto è un pattern che si ripete, ed ognuno sviluppa una sua risposta modale. Il punto IMHO non è tanto quale comportamento si decida di adottare per ciascun mix / pattern, ma la sua variazione nel tempo. Mi spiego: il problema risiede nella capacità di adattamento, di quanto ciascuno di noi riesca a modificare la sua risposta ad una data situazione. Hai notato come per ciascuno di noi le situazioni si ripresentino sempre identiche (variano gli attori, il contesto, ma non il "plot") sia che si tratti di un contesto familiare, sia affettivo, che di lavoro (ecc. ecc.) finche non troviamo una "risposta comportamentale" che risolva il contesto?
Generalizzando, l'osservazione mi porta a dire che tutto sommato siamo dei giocatori molto esigenti con noi stessi. Riproduciamo le stesse situazioni (più o meno inconsciamente, o semplicemente perchè in determinati contesti adottiamo le medesime strategie, che portano alle medesime conseguenze) in modo da riprovare il "gioco" finche non siamo sufficientemente soddisfatti di come riusciamo a "risolvere" la situazione.
  
Gravatar # re: Innovate or die ? parte II
by Luca Minudel at 14/02/2008 20.50


hai messo la persona che affronta il problema al centro -

cosi il discorso diventa più chiaro e da spunti a nuove riflessioni

> Anche l'affrontare l'ignoto è un pattern che si ripete, ed ognuno sviluppa una sua risposta modale

mi fa pensare al ricercare, sperimentare e adottare nuovi comportamenti/pattern
  

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