Intelligenza collettiva : un mix di abilità

 

Nel post precedente ho descritto l'equilibrio di Nash e come traccia un confine tra  intelligenza individuale e intelligenza collettiva    ,  suggerisce come risolvere un conflitto in modo ancora più vantaggioso di quanto calcolato con la matematica da sola

Questo è possibile perché nel conflitto e nella negoziazione  si fondono  modelli logico-matematici  ,  psicologico cognitivi e sociologici o descrittivi


 

In conclusione per ottenere il meglio da un conflitto e una negoziazione e in moltre attività di team sono utili un mix di   abilità razionali , capacita di relazione col prossimo e la capacità sociali di relazione in un gruppo

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Print | posted @ giovedì 31 gennaio 2008 1.12

Comments on this entry:

Gravatar # re: Intelligenza collettiva : un mix di abilità
by LudovicoVan at 31/01/2008 6.17

Ciao Luca,

Per quanto concordo che un po' di "psicologia" non guasta (soprattutto, almeno per come la vedo, nella misura in cui ci semplifica la vita un po' come un'euristica lo farebbe), desidero segnalarti che comportamenti collaborativi invece che competitivi si ottengono anche solo con la semplice matematica.

Cito ancora da Kauffman (magari ti chiederai se e' l'unico libro che ho ;): "Prisoner's Dilemma has been studied a great deal to understand the conditions under which cooperation will emerge. The rough answer is that if you and I play a repeated game and we do not know how many times we will play the same game, then cooperation does tend to emerge. For a single game, the rational strategy is defect-defect, but surprisingly in a repeated game, entirely different strategies emerge. To explore this, Robert Axelrod, a political scientist at the University of Michigan, MacArthur Fellow, and colleague at the Santa Fe Institute, ran a tournament in which populations of programs played repeated games of Prisoner's Dilemma with one another. The results have been of wide interest. Among the best "strategies" to emerge is "tit for tat". Here each player cooperates unless the other defects. In that case, the first player defects in the next round, tit for tat, and then resumes cooperating. [...] It is not known if tit for tat is the best possible strategy in repeated Prisoner's Dilemma. But it is intriguing that some benign cooperation among selfish agents emerges despite the constant temptation to defect."

"Populations of programs" significa che qui siamo nel campo della pura matematica. Tornando alla psicologia-sociologia, a mio avviso questa ha si' il suo ruolo nella definizione dei rapporti fra persone, ma in un senso "negativo": nel senso che gli esseri umani tendono ad essere irrazionali piuttosto che razionali, il che a mio avviso rende ragione del perche' al livello di comunita' umane possano accadere le "peggio cose" in barba a qualunque razionalita'.

Provo a dirlo meglio: e' prettamente matematico che la collaborazione paga di piu', e' tipicamente umano ignorare questa ed altre semplici leggi cosmiche.

Comunque concordo in pieno con la tua conclusione sul mix di competenze, visto appunto che cio' che occorre gestire e' proprio l'aspetto irrazionale e tipicamente umano che caratterizza una dinamica non-collaborativa.

-LV
Gravatar # re: Intelligenza collettiva : un mix di abilità
by Luca Minudel at 31/01/2008 19.36

Ciao
questi temi mi piacciono molto :) e poi ci trovo delle basi scientifiche per cose che dicono i metodi agili

mi piacerebbe trovare qualcosa da leggere di divulgativo e applicabile nella vita quotidiana di team su i sistemi sociali auto-organizzanti
Gravatar # re: Intelligenza collettiva : un mix di abilità
by LudovicoVan at 02/02/2008 18.04

> mi piacerebbe trovare qualcosa da leggere di divulgativo e applicabile nella vita quotidiana di team su i sistemi sociali auto-organizzanti

Non sono a conoscenza di nessuno studio che metta esplicitamente insieme le due cose. Pero' ho la sensazione che gli elementi ci siano gia' tutti, per cui sarebbe interessante provarci...

Per esempio alcuni principi mi sembrano assodati, tipo il fatto che sia necessario avere un obiettivo comune "on top" (c'e' un'interessante intervista a Che Guevara sul perche' secondo lui la rivoluzione cubana ha avuto successo, intervista degli anni 70 passata un certo punto su Rai 3; provero' a cercarla su Internet ma dubito, altrimenti potrei tentare di raccontarla a parole mie...), cosi' come il fatto che il "time frame" della collaborazione deve essere tendenzialmente indefinito (che mi sembra un'altra versione del fatto che se vuoi ottenere qualcosa da qualcuno, l'ultima cosa da fare e' rendere esplicito questo desiderio).

> ci trovo delle basi scientifiche per cose che dicono i metodi agili

Mi piacerebbe moltissimo che tu espandessi un po' su questa correlazione. Non dico qui e adesso, magari anche gradualmente nel corso del tempo e delle discussioni.

-LV
Gravatar # re: Intelligenza collettiva : un mix di abilità
by Luca Minudel at 04/02/2008 22.03

> altrimenti potrei tentare di raccontarla a parole mie...

mi hai incuriosito

grazie x il suggerimento - x ora sto raccogliendo link
Gravatar # re: Intelligenza collettiva : un mix di abilità
by LudovicoVan at 06/02/2008 2.03

Dunque, ho cercato ma purtroppo la mia memoria per nomi-luoghi-date e' praticamente nulla, per cui niente da fare.

A parole mie, il ragionamento era il seguente:

Domanda: Come spieghi il successo della rivoluzione cubana a dispetto della preponderante forza imperialista rispetto alle esigue forze rivoluzionarie (in termini sia di numeri che di tecnologia bellica)?

Risposta: La chiave e' stata il supporto della popolazione locale la quale, pur non partecipando direttamente alla lotta armata, ci ha fornito un appoggio logistico incondizionato e decisivo: ci nascondevano, ci nutrivano e ci curavano e, nonostante l'efferatezza dell'occupante, non ci hanno mai tradito. E questo, a dispetto delle nostre esigue forze, ci ha consentito alla fine di prevalere.

Domanda: Come spieghi questo supporto da parte della popolazione locale, supporto tutt'altro che scontato se confrontiamo il vostro movimento con altri movimenti simili nel corso della storia?

Risposta: Il fatto e' che eravamo tutti uniti, guerriglieri e popolazione civile, dalla lotta nei confronti di un nemico comune. Cioe', per quanto la popolazione locale per lo piu' non si impegnava direttamente nel conflitto armato, percepiva comunque la causa rivoluzionaria come una causa "propria", per la conservazione della propria identita' e della propria liberta' rispetto ad una minaccia proveniente dall'"esterno".

E, se ci pensi un attimo, da Hitler al Che alla guerra "santa" dei petrolieri, il concetto e' sempre lo stesso: parafrasando Venditti, ci vuole un nemico....

Azzarderei addirittura che il concetto di "avere un nemico comune" e' di fatto molto piu' cogente del concetto di "avere un obiettivo comune" (meraviglie della psiche umana).

-LV

P.S. Legata a questo "avere un nemico comune", me ne e' venuta in mente un'altra di storia da raccontare. Questa volta si tratta di un esperimento condotto da un sociologo (di nuovo, vattelappesca chi e quando, ma giuro che non era mio cugino) il quale ha preso un centinaio di persone e le ha segregato su una nave. Caratteristica della situazione era che il numero di sedie a disposizione era inferiore (ma non drasticamente inferiore) al numero di persone. La prossima volta ti racconto come e' andata a finire. Ti anticipo solo che il risultato e' una sorta di riproduzione in vitro della nascita della proprieta' privata, ma quello che e' interessante e' soprattutto come si innesca...
Gravatar # re: Intelligenza collettiva : un mix di abilità
by Luca Minudel at 10/02/2008 19.21

> il concetto di "avere un nemico comune" e' di fatto molto piu' cogente del concetto di "avere un obiettivo comune"

anche in alcune esperienze di team cui ho partecipato e direi anche alcuni rapporti personali questo nemico comune è stato una spinta ad essere uniti - quanto dici mi convince molto

>La chiave e' stata il supporto della popolazione la quale ha fornito un appoggio logistico incondizionato e decisivo

ho partecipato ad un gioco/simulazione in cui si vedeva come oltre al nemico è importante l'atteggiamento di proteggersi a vicenda - diversamente quando ci si fa scudo l'uno dell'altro per proteggersi dal nemico comune, questo diventa causa di disgregazione

mi fa riflettere molto quanto dici. in particolare quanto ho letto sul fatto che quando il nemico lo è per questioni materiali/quantificabili (es. risorse, procedure, compiti, ...) l'unione che si crea nel team è destinata a dare buoni frutti più di quando il nemico lo è per questioni emotive ( es. identità, principi, valori, ...)

> La prossima volta ti racconto come e' andata a finire

volentieri !

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