Comunicazione e manipolazione

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Aggiornato il 11-07-2006

Intorno a Marzo con una collega stavamo preparando un Planning Game e nel mentre ci siamo chiesti qual'è il confine tra comunicazione e "manipolazione". Senza trovare una risposta soddisfacente.

Distinguo facilmente le situazioni passate di comunicazione da quelle di "manipolazione" di cui sono stato oggetto: le prime le associo ad un senso di fiducia, concretezza, soddisfazione, realizzazione professionale, reciprocità, libertà, responsabilità, chiarezza; le ultime le associo ad un senso di sfiducia, conflittualità, dubbio, oppressione, frustrazione, rabbia o rassegnazione, insoddisfazione. Immagino che sia una reazione del tutto personale.

Quindi la domanda resta: cosa è "manipolazione" ?  Questa è la prima risposta che riesco ad articolare stimolato da commenti e riflessioni rubate ad altri da bravo lurker:

  • Persuasione
    1. Far conoscere all'interlocutore e permettere di capire l'esistenza di una ulteriore opzione, possibilità, e le sue caratteristiche (es. potenzialità e rischi, punti di forza e debolezze, pro e contro).
    2. Mettere l'interlocutore in condizione di scegliere in modo consapevole e autonomo.
    3. Lasciare l'ultima scelta all'interlocutore.
    4. Quando l'interlocutore ha bisogno di aiuto per poter scegliere in modo consapevole, supportarlo suggerendo e guidandolo verso l'acquisizione delle competenze ed esperienze necessarie lasciando a lui la scelta anche quando c'è la possibilità che commetta un errore perché l'errore è il primo passo utile a lui per imparare e scegliere consapevolmente in futuro.
    5. Dare la propria opinione professionale quando richiesta.
  • Manipolazione
    1. Dare all'interlocutore una prospettiva alterata.
    2. Omettere informazioni rilevanti e dare valutazioni errate o infondate.
    3. Far leva sulla incertezza, sui timori, sulla soggezione, sull'emotività o sulla duttilità dell'interlocutore.
    4. Ostacolare i tentativi dell'interlocutore di capire.
    5. Indurre l'interlocutore ad agire ignorando o a danno delle sue convenienze, dei suoi obiettivi, dei suoi bisogni primari, desideri e aspirazioni.
    6. Agire in modo deliberato e sistematico per spingere l'interlocutore a fare una determinata scelta.
    7. Indurre l'interlocutore ad agire ad altrui vantaggio.

Mi riprometto di applicare il punto e (a volte non riesco a star zitto!!!) ascoltando con + attenzione le domande invece di cercare subito le risposte.
Quando gli altri hanno agito come al punto d nei miei confronti lo ho aprezzato molto, anche quando sono riuscito ad applicarlo in prima persona è stato sorprendentemente efficace; allora avanti in questa direzione.
Nelle occasioni in cui le difficoltà di comunicazione hanno portato la conversazione ad un punto fermo, si è creata una  situazione facile da confondere con l'atteggiamento del punto i, motivo in più per migliore la mia capacità di ascoltare e farmi capire.

Documentandomi ho letto che sottili forme di manipolazione sono onnipresenti nella comunicazione (es. vanno dall'educazione alla pubblicità) con scopi a volte utili e positivi.

 

Qui annoto alcune risorse sul tema.

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Print | posted @ Sunday, July 9, 2006 5:48 PM

Comments on this entry:

Gravatar # re: Comunicazione e manipolazione
by Antonio Ganci at 7/9/2006 6:27 PM

Aggiungerei tra i link qualcosa sulla retorica che si avvicina molto all'argomento che hai trattato.
http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_761574514/Retorica.html
Cito da MSN Encarta:
"Retorica Arte del parlare e dello scrivere in modo ornato e persuasivo. Essa mira a ottenere il consenso da parte dei destinatari e ha dunque un aspetto pragmatico centrato sui discorsi verosimili, fuori dal territorio delle certezze filosofiche o scientifiche."
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