Conflitti nel team ? Segno che è vivo !


Prima di dirvi la mia , qualcuno si riconosce in questa situazione ?

 

Tra i corridoi all'Agile Day e nelle conversazioni in sala ho sentito racconti di  situazioni di conflitto nel team...  E chi non ne ha ?  Ripensando alle situazioni di conflitto che ho conosciuto nei molti anni di lavoro mi si è illuminata una lampadina...

Quando c'è un conflitto nel team ed è legato a un problema pratico (invece che contro una persona), ha un momento in cui è cominciato e ha una fine in cui è concluso e risolto (invece di instaurarsi e proseguire di continuo)  e resta limitato a quello specifico problema (invece di allargarsi abbracciando ogni altro problema o difficoltà) ...

potrebbe essere il sintomo che il team è vivo e vegeto e in ...  piena evoluzione   !  il conflitto come un "attrito" di assestamento nel momento della trasformazione

 

Tags :   |  |  |  |  |

Print | posted @ giovedì 29 novembre 2007 0.23

Comments on this entry:

Gravatar # re: Conflitti nel team ? Segno che è vivo !
by LudovicoVan at 29/11/2007 11.46

Sacrosanta verita', il conflitto di per se stesso non e' un concetto negativo, non necessariamente.

Nella mia esperienza pero' lo scenario e' comunque piu' complicato: a volte tu sai perfettamente e senza ombra di dubbio che un'obiezione che stai sollevando e' prettamente tecnico-operativa, ma non c'e' verso che chi ti sta di fronte non ignori completamente i contenuti tecnici da te espressi e si limiti a prendere il tutto come un'offesa personale.

Insomma, purtroppo non e' mai un problema di semplici "contenuti", bensi' ancora e sempre un problema di "persone", personalita' e a volte di livelli di competenza (quando il knowledge gap fra gli interlocutori e' troppo grande, o c'e' la fiducia oppure non c'e' niente da fare).

-LV
Gravatar # re: Conflitti nel team ? Segno che è vivo !
by LudovicoVan at 29/11/2007 18.51

Faccio un esempio concreto, dove il confine fra cio' che e' "pratico" e cio' che non lo e' alla fin fine e' del tutto arbitrario: http://blogs.ugidotnet.org/Franny/archive/2007/09/07/88180.aspx

Tralasciando che sono parte in causa, la qual cosa ha influenza zero in questa sede, mi, ti e vi chiedo: ma esistono davvero conflitti positivi e negativi, oppure esistono solo persone positive e negative? E un "team vivo" non e' forse alla fin fine solo un team composto di "persone vive"?

Queste domande non sono retoriche...

-LV
Gravatar # re: Conflitti nel team ? Segno che è vivo !
by Luca Minudel at 29/11/2007 20.36

Hola

x stare nel pratico ti rispondo sul conflitto che indichi che riguarda una discussione e le opinioni/posizioni.

convengo con te in pieno che ci possono essere persone/atteggiamenti aggressivi che poco aiutano , magari a volte ci si fraintende e altre invece proprio non ci si prende in simpatia x niente. o a volte si incontra un attaccabrighe ke non lascia speranza ... inutile negarlo , ne esistono :D

altre volte però è divertente avere opinioni diverse :)

Lo trovo positivo quando la differenza di opinioni diventa una opportunità per conoscere e comprendere un diverso punto di vista e magari trarne qualche spunti interessante e utile - quando è un modo per metter alla prova una propria tesi e scoprirne punti di forza e punti deboli - quando è divertente ed è un modo di fare conoscenza.


xkè sia cosi IMHO aiuta molto quando si considera che ogni opinione ha la medesima dignità , che possono esistere più opinioni differenti e altrettanto valide, che l'utilità viene dal capire l'altro e ricavarne entrambi qualcosa di utile riconoscendo reciprocamente i punti di accordo e di disaccordo.


trovo che diventa un conflitto sterile quando la discussione è una competizione per decidere chi ha ragione e chi torto e chi perde perde la dignità, quando parlare e affermare la propria idea è più importante che ascoltare, quando si parte dal presupposto di avere ragione e che le opinioni diverse sono sbagliate in partenza.



quando il conflitto è su qualcosa di tangibile/materiae forse è un po più facile renderlo utile.
Gravatar # re: Conflitti nel team ? Segno che è vivo !
by LudovicoVan at 30/11/2007 16.06

> xkè sia cosi IMHO aiuta molto quando si considera che ogni opinione ha la medesima dignità , che possono esistere più opinioni differenti e altrettanto valide

Concordo sul *possono* esistere piu' opinioni differenti e altrettanto valide, ma non concordo che *a priori* (che e' un *devono*) ogni opinione ha la stessa dignita'. A volte semplicemente un concetto (o soluzione, ecc.) e' corretto oppure sbagliato (magari meglio: e' piu' corretto di, e' piu' sbagliato di), e questo tanto piu' se ci limitiamo alle questioni tangibili/materiali.

> trovo che diventa un conflitto sterile quando la discussione è una competizione per decidere chi ha ragione e chi torto e chi perde perde la dignità

Trovo molto saggia questa tua considerazione sul legame fra il conflitto e la difesa della "dignita'". Mi sembra d'altra parte la conferma che il problema reale viaggia su ambiti strettamente personali, cioe' il contrario del tangibile/materiale che ne dovrebbe constituire il contenuto ideale.

Ti diro' che ad oggi sono arrivato a distinguere 4 modalita' di gestione dei conflitti, che per ora mi limito a citare brevemente:

1) Bandire il conflitto: nella forma gerarchico/dirigista, ma anche nella forma il branco vince;

2) Sminuire il conflitto: nella forma tutte le opinione hanno pari dignita', come nella forma in cui tutto e' ridotto a una questione di stile personale;

3) Razionalizzare il conflitto: forse e' la forma piu' vicina all'ideale che stiamo cercando, ma presenta il rischio della iper-razionalizzazione e iper-astrazione, cioe' ci si puo' perdere a parlare dei massimi sistemi;

4) Alimentare il conflitto: rara in azienda, e' tipica delle strategie divide et impera.

Ciascuna di queste modalita' ha i suoi pregi e difetti, ovvero, per meglio dire, i suoi limiti di applicabilita'.

(Sono stato molto sintetico. Posso espandere un po' se occorre, comunque preferirei farlo a partire da quesiti specifici.)

-LV
Gravatar # re: Conflitti nel team ? Segno che è vivo !
by LudovicoVan at 30/11/2007 16.17

Due precisazione le faccio subito:

> non concordo che *a priori* (che e' un *devono*) ogni opinione ha la stessa dignita'

Dico dignita' ma intendo validita'. Cioe' sulla dignita' intesa come "diritto umano fondamentale", e quindi sul diritto generale alla parola, non ci piove. E' sul fatto che in una discussione alla fin fine tutte le posizioni e conclusioni sono altrettanto ammissibili che non concordo.

> Razionalizzare il conflitto: ... ci si puo' perdere a parlare dei massimi sistemi

In concreto, si tende a degenerare nei cavilli da vocabolario. Problema che a certi livelli, quando ottenere risultati e' questione critica, si risolve con il supporto di consulenti e facilitatori che aiutano a non perdere il focus.

-LV
Gravatar # re: Conflitti nel team ? Segno che è vivo !
by Luca Minudel at 01/12/2007 18.39

> E' sul fatto che in una discussione alla fin fine tutte le posizioni e conclusioni sono altrettanto ammissibili che non concordo.


su questioni scientifiche - nessun dubbio , qui mi ritrovo al 110% con quanto dici - ogni disciplina ha degli strumenti oggettivi per verificare una affermazione scientifica che la riguarda


su questioni tangibile/materiale gravi anche qui nessun dubbio anche qui concordo - alla fine c'è la legge che definisce come decidere in modo chiaro una grossa parte delle dispute.


su questioni di opinione trovo che - tutte le posizioni e conclusioni sono altrettanto ammissibili - nel senso che alla fine della discussione anche quando non si condivide la posizione dell'altro e ogniuno resta della propria opinione , se si rispettano reciprocamente le opinioni pur nel dissensi è più probabile che l'opinione dell'altro ci possa arricchire e avvicinare.


su questioni tangibile/materiale complesse , quelle frequenti nella vita quotidiana e tra colleghi, ci sono molte variabili indipendenti e molte info mancanti ... qui non so se è decidibile sempre cosa è giusto o sbagliato - forse lo si può intuire.
in questo caso anche la soggettività aiuta a perdere la strada per decidere quale conclusioni sono ammissibili e quali no. ne parla anche Bernulli che introduce il concetto di "utilità" personale che lui chiamam "interesse morale" e che nella moderna teoria dei giochi di von Newman e Morgenstern diventa l'utilità attesa


intendevi questo anche tu ?
Gravatar # re: Conflitti nel team ? Segno che è vivo !
by LudovicoVan at 13/12/2007 18.26

Permettimi una semi-battuta: a parte cose come Maurizio Constanzo, Marta Flavi, Amici, e compagnia bella, che ce ne facciamo delle "questioni di opinione"? A mio avviso, non dovrebbero avere spazio ne' in azienda ne' in nessun altro contesto che richieda un approccio "razionale".

Questa potrebbe sembrare e' una posizione radicale... una posizione che e' a sua volta una questione di opinione? Ritengo di no! La trovo una questione di "logica" invece, tant'e che ha il pregio di semplificare alquanto lo scenario. Permettimi una rapida progressione:

1. le "questioni di opinione" semplicemente non hanno ragione di esistere, perlomeno nei contesti produttivi et similia; (intendo, in quesi contesti non hanno proprio senso!)

2. le "questioni tecnico/materiali" sono le uniche ad avere ragione di esistere, e qui la difficolta' si riduce, come secondo me giustamente segnali, alle situazioni ad alta complessita', dove una risposta oggettiva non e' scontata.

Possiamo dunque restringere il campo dei "conflitti legittimi" (quelli buoni e giusti) alle sole questioni "complesse" (produrre software ad es.) o addirittura irrisolte (la struttura fine della materia ad es.), e tentare un ulteriore passo:

3. in realta', non e' forse sempre vero (come per l'Analisi software che non puo' essere mai completa) che: la conoscenza "oggettiva e completa" e' in se' una chimera, un ideale, ma non lo dovrebbe essere la nostra capacita' di mantenere il focus e di sapere dov'e' il limite di tale nostra conoscenza?

Provo a dirlo meglio: la conoscenza oggettiva non e' l'onniscienza; la conoscenza oggettiva e' conoscenza che risolve le porzioni logico/tecniche (la parte "acquisita") del problema con il rigore della logica e della tecnica, e la' dove non arriva, dichiara il proprio limite! In questo senso, *tutte* le questioni, quando non sono inquinate da motivi di "opinione" bensi' mantengono un focus razionale e la consapevolezza dei propri limiti concettuali e di applicabilita', *tutte* dicevo sono "questioni oggettive", per definizione logica appunto.

Restano ancora fuori le "questioni di stile". Ti anticipo che ritengo facilmente liquidabili anche quelle, ma direi di lasciarle ad un altro post/topic visto che qui ci concentriamo sulle "questioni di opinione".

-LV

P.S. Sono molto critico sui i vari concetti di "utilita'". Comunque questo aprirebbe questioni ancora piu' complesse, per cui per adesso ho ignorato... :)
Gravatar # re: Conflitti nel team ? Segno che è vivo !
by LudovicoVan at 13/12/2007 18.44

BTW, ho citato Costanzo, ma ho dimenticato di citare La Domenica Sportiva...

Insomma che il mondo oggi sia un "mondo di opinioni" e' una questione culturale termonucleare globale... che fa tutt'uno con l'altra: che la "comunicazione" e' principio fondamentale, sacro e supremo.

-LV
Gravatar # re: Conflitti nel team ? Segno che è vivo !
by Luca Minudel at 17/12/2007 12.21

ti propongo un esperimento sui conflitti di opinione x il prossimo che ti capita al lavoro :

scopri quali sono secondo te le conseguenze se l'opinione corretta è la tua e quali se fosse l'altra e quanto ti (dis)piacciono

prova anche a scoprire/chiedere le conseguenze dal punto di vista del tuo contendente
Gravatar # re: Conflitti nel team ? Segno che è vivo !
by LudovicoVan at 19/12/2007 19.50

Mmm, il fatto e' che davvero personalmente non contemplo l'esistenza di "conflitti di opinione".

Se io e il mio "contendente" non siamo d'accordo, sfatare il mito che si tratta solo di una divergenza di opinione oppure di una divergenza di stile e' proprio la prima cosa che tento di fare.

Quando questo concetto passa, ed e' solo una questione di tempo e pazienza, come per la trasmissione di qualunque concetto o pratica "nuovi" per il team, quel che succede non e' la definitiva scomparsa di divergenze, ma perlomeno si riesce a mantenere il focus e a discutere di aspetti tecnici invece che di "aria fresca"... e, quando proprio non si trova un accordo, vale la regola generale che "qualcuno" (probabilmente il team o project leader) deve prendere una decisione finale e assumersi la responsabilita' del risultato, cioe' di nuovo un approccio strettamente "tecnico".

Detto questo, sulle "divergenze legittime" (tecniche) adotto un approccio che non rientra in nessuna delle 4 pratiche di management che ho indicato in un precedente commento. Personalmente uso la seguente:

5) PROVOCARE IL CONFLITTO: il concetto base qui e' che se individui un qualunque problema potenziale, fai scoppiare la crisi subito invece di aspettare che scoppi da sola in un momento imprecisato nel futuro... perche', come ci ricorda Murphy, quel che puo' succedere succedera'.

Per illustrare il senso di questa pratica, cito un aneddoto: ero studentello a Bologna e un giorno chiedevo ad un pilota rally locale alcune dritte sulla giuda sulla pioggia, in particolare quando devi affrontare una curva "intermedia" dove non e' sicuro se conviene farla stile pista o di traverso. La risposta: "se non sono sicuro di quel che puo' succedere, la macchina di traverso ce la butto io."

Ti faccio un esempio concreto: il mio ruolo in azienda e' team leader e a volte lead engineer (una sorta di equivalente agile del direttore di produzione). La maggior parte dei miei conflitti sono con il management (cioe' i miei capi). Se i miei capi non mi danno retta, la prima cosa che faccio e' cominciare a disertare l'ufficio... il primo giorno mi presento alle 12, il secondo alle 15, il terzo non mi presento proprio. Occhio, nessuna dead line ne soffre, tutto e' sotto controllo, ma i capi non lo sanno e vanno subito in fibrillazione. Il risultato, strano ma vero, e' positivo: se ad esempio sollecito un meeting direttivo e mi cominciano a portare a spasso per una o due settimane, dopo il trattamento d'urto, la riunione si fa la mattina successiva... E, ti diro' di piu': se la riunione proprio non si fa, al quarto giorno mi dimetto.

Altri esempi forse non sono necessari, soprattutto se hai osservato il mio modo di muovermi su forum e blog. Ci sarebbe da esplicitare meglio cosa vuol dire che questa pratica "funziona", ma mi fermo qui, in attesa di feedback. :)

-LV
Gravatar # re: Conflitti nel team ? Segno che è vivo !
by LudovicoVan at 19/12/2007 20.00

Comunque, e' qualcosa di analogo al "Simulated annealing": http://en.wikipedia.org/wiki/Simulated_annealing, da qualcun altro ribattezzato "baby shake"...

-LV
Gravatar # re: Conflitti nel team ? Segno che è vivo !
by Luca Minudel at 24/12/2007 15.06

vediamo se ho capito :

quando c'è un problema/conflitto, tipicamente nei confronti del management, ti impegni per farlo emergere _subito_ in modo controllato e sicuro e lo affronti di petto
e questa strategia per te ha funzionato bene il più delle volte


giusto ?


e in una situazione di questo tipo "con il management non c'è un rapporto di tipo consulenziale invece è più di tipo relazione di lavoro continuativa dove la divisione di compiti e responsabilità si fa più confusa, gli incarichi vengono conferiti in modo parziale e informale, gli interessi e le interdipendenze reciproche sono intrecciati in modo indistricabile" cosa faresti ?


Gravatar # re: Conflitti nel team ? Segno che è vivo !
by LudovicoVan at 27/12/2007 20.11

> quando c'è un problema/conflitto, tipicamente nei confronti del management,
> ti impegni per farlo emergere _subito_ in modo controllato e sicuro e lo
> affronti di petto e questa strategia per te ha funzionato bene il più delle volte
> giusto ?

Direi di si', precisando che quello che tendo a far emergere e' il "problema", e al conflitto ci si arriva solo se il problema viene ignorato (o, che e' lo stesso, gestito secondo una delle strategie da 1 a 4).

Aggiungo anche un'altra considerazione, in linea anche con l'altra discussione sulle strategie negoziali e le strategie di gestione dei team e sulla differenza che a mio avviso passa fra le due cose. Il punto e' questo: quando pensiamo al team dovremmo pensare in termini di black box e white box. La black box e' quella che ti ho descritto sino ad ora, ed e' quello che ad esempio vede il management. La white box, cioe' quello che accade all'interno, viene gestito invece sulla base del principio di collaborazione, e in questo ambito il conflitto diventa un "problema", nel senso che e' un segnale che qualcosa non sta funzionando a dovere nel meccanismo collaborativo (per esempio: quando i problemi tecnici tendono a trasformarsi in problemi di opinione o ancora peggio di stile, magari cio' dipende da una debole cultura comune, da scarsa fiducia reciproca, ecc. ecc.).

Questa se vuoi e' la complicazione dei sistemi complessi: non possono essere compresi sulla base della riduzione ad una sola dimensione di analisi. Quando ragioniamo sui sistemi complessi dovremmo sempre ricordare che tutte le categorie almeno si sdoppiano: l'esterno e l'interno.

> e in una situazione di questo tipo "con il management non c'è un rapporto di tipo consulenziale invece è più di tipo relazione di lavoro continuativa dove la divisione di compiti e responsabilità si fa più confusa, gli incarichi vengono conferiti in modo parziale e informale, gli interessi e le interdipendenze reciproche sono intrecciati in modo indistricabile" cosa faresti ?

E' proprio questa (lavoro dipendente e continuativo) la mia dimensione standard. Nella misura in cui non aspiri a mantenere lo stesso posto di lavoro per tutta la vita, il tipo di contratto che hai con l'azienda fa ben poca differenza. Cioe' quello che ho fatto sopra e' un esempio, ma la cosiddetta strategia numero 5 e' un approccio possibile in generale, che si tratti di un incarico per la vita (ma tanto non esistono piu') o che si tratti di un progetto di poche settimane.

Sulla stessa linea mi sembra significativo aggioungere che - sempre a mio avviso - non c'e' alcuna differenza neanche dal punto di vista della chiarezza o meno dell'incarico e del contesto tecnico. Anzi, francamente non capisco perche' la metti in quei termini: quando faccio (raramente) il free-lance o consulente, sono molto flessibile su quello che trovo in azienda e fondamentalmente mi concentro sul raggiungimento dell'obiettivo specifico (la' dove ci sono problemi potenziali, magari cerco di isolare il piu' possibile i miei componenti dal resto, ecc. ecc., cioe' una strategia di evitamento); quando invece sono dipendente e' li' che la "confusione" non ha piu' ragione di esistere e non e' piu' tollerabile, e i problemi vanno *risolti*, non evitati. La confusione nel processo software *non* e' un fatto naturale: non c'e' nessuna confusione intrinseca alla produzione di software, semmai ci sono una endemica incompetenza e incapacita', soprattutto - lo devo ribadire, altrimenti si rischia di correggere il problema sbagliato - al livello di *management* dell'intero processo.

-LV

Your comment:

Title:
Name:
Email:
Website:
 
Italic Underline Blockquote Hyperlink
 
 
Please add 6 and 6 and type the answer here: