Buon 7DA!!!

Auguro a tutti un felice e soprattutto sereno anno nuovo!

[ROTFL] Mi si è cappottato Windows!

Ma voi ve le immaginate le telefonate agli helpdesk di quelli che hanno gli shortcuts Intel Graphics Media Accelerator Driver attivi (by default) e premono Ctrl-Alt-Freccia giù?? :-D

t_IntelDriver[1]

Imparare a stare al mondo (del lavoro)

Da diversi anni, a causa degli immancabili falsi positivi dell’antispam, ero solito impostare la richiesta di notifica di lettura per tutte le mail inviate (Outlook non permette l’impostazione specifica per ogni account: o tutti o nessuno...).

Per me, non si tratta di una conferma ai fini giuridici (chi utilizza la mail per lavoro dovrebbe sapere che per quello “vale” solo la posta certificata), ma di uno strumento che evita disguidi confermandoti che la mail è arrivata a destinazione e che quindi ti permette di sapere che se il destinatario non ha ancora risposto è solo perchè non ha avuto tempo oppure semplicemente non può/non vuole rispondere.

La conferma però non è obbligatoria ed ho appreso in questi anni che diverse persone considerano la conferma di lettura come un’invasione della propria privacy (?!?).

Dopo qualche “togli/metti/ri-togli” forse ho trovato un compromesso: richiedo la “conferma di recapito”. In questo modo so che la mail a “casa tua” (sul server di destinazione) c’è arrivata e non è stata filtrata; se poi a quel punto il destinatario non legge la posta (o non risponde)... non mi riguarda più. :-)

Sessioni parallele e registrazioni

Non so come la vedano gli altri, ma IMHO partecipare ad un evento in cui sono previste delle sessioni parallele ad accesso libero, in modo da poter assistere “live” a quelle di maggior interesse, ed aver successivamente la possibilità di vedersi in differita le registrazioni rimane il massimo che si possa desiderare.

(Ok, è vero: se Brian, Lorenzo, Janky e compagnia venissero tutti on-site per le ripetizioni, sarebbe ancora meglio... :-D)

Per chi era presente all’ALM Day (ma anche per chi non lo era...): www.microsoft.com/italy/beit/eventi/alm/almday/index.aspx

“Automated” Software factory(ies?) @ ALM Day

Venerdì ho partecipato all’ALM Day di Milano, che IMHO si conferma come un appuntamento da non perdere.

I complimenti vanno veramente a tutti gli speakers ed anche all’organizzazione, ma ovviamente ci sono tematiche che coinvolgono più di altre la propria esperienza lavorativa attuale.

L’ultima sessione sulle software factories mi ha quindi coinvolto in modo particolare, soprattutto per il fatto che, per motivi che francamente al momento non comprendo, si sente parlare molto poco di questo tipo di “strumento” che a mio avviso è ormai semplicemente indispensabile per realizzare applicazioni di qualità a costi concorrenziali.

E’ stato pertanto un piacere constatare che altre realtà hanno puntato, con successo, sull’adozione di una software factory (personalmente continuo a nominarla al singolare…).

A fine sessione ho avuto la possibilità di fare un paio di domande ed è stato interessante notare alcune differenze (che spero di aver capito bene) tra l’implementazione presentata da 4ward e le nostre scelte.

Le più significative mi sono sembrate queste:

- la factory presentata evolve alcune software factories di Microsoft, mentre noi abbiamo preferito partire da “Blank Solution” :-) per poter impostare in totale libertà le nostre scelte, soprattutto architetturali, sul codice generato;

- la loro factory, se non ho capito male, è disponibile come add-in per VS, mentre noi abbiamo preferito, a malincuore, rinunciare a questo aspetto ed adottare una GUI provvisoria per dedicare più risorse ad altri aspetti;

- la nostra factory è concepita per un utilizzo totalmente “domain driven”, mentre (sempre se non ho capito male) la loro ha un approccio differente.

Il punto che però più mi ha incuriosito è che loro hanno preferito considerare la generazione del codice come una sorta di start-up iniziale “one-shot”, mentre per quanto riguarda la nostra esperienza degli ultimi 3-4 anni in merito, ci siamo ritrovati ad utilizzare più volte la factory sullo stesso progetto per produrre una nuova versione dei files generati da includere nella solution (in entrambe le implementazioni sono state utilizzate le partial class) e di conseguenza una delle sfide più difficili che stiamo affrontando è di riuscire a separare completamente il codice generato da quello specifico.

Ancora una volta il confronto delle proprie idee ed esperienze con quelle altrui si è rivelata una fonte di arricchimento tecnico e di conseguenza ringrazio 4ward sia per la interessante sessione che per la disponibilità nella condivisione delle proprie esperienze.

Sperando di sentir parlare sempre di più di software factories…

Windows Identity Foundation RC

Ok, ok... per gli amici “trattasi” dell’evoluzione di CardSpace & co, una delle tecnologie IMHO tra le più importanti per il futuro, che rischiano IMHO di finire nello sgabuzzino perchè poco “cool”.

Inutile dire che sarebbe, per tutti, come tirarsi una “mazzata” sui… “ditini”!

Io non l’ho ancora scaricata, spero di riuscire a dargli un’occhiata a breve.

Chi vuole, la trova qui: http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?displaylang=en&FamilyID=defd2019-a61f-4327-9332-6a4b6103527a

 

Fonte: The RC of Windows Identity Foundation is here!

L’erba voglio

Voglio una serie di assemblies contenenti classi capaci di farsi carico di quasi tutte le esigenze “comuni” di sviluppo di un’applicazione.

Voglio che, per quanto possibile, queste classi non siano legate ad un particolare ambiente di UI oppure ad una particolare tecnologia, un particolare framework (escluso .NET, ovviamente) o tool.

Voglio che presentino delle API semplici!

Voglio evitare di dover ricordare ogni volta come utilizzarle ed ancor più voglio fare in modo che non richiedano della documentazione per capirne l’utilizzo. Voglio che siano loro, i loro metodi, i loro nomi a guidarmi in modo naturale nell’utilizzo.

Voglio una software factory capace di ricevere i miei requisiti e creare la prima stesura di base dell’applicazione da sviluppare, utilizzando gli assemblies “comuni” di cui ha bisogno.

Voglio assolutamente smettere di scrivere sempre gli stessi pezzi di codice in 100 salse diverse!

 

C’è ancora tanta strada da fare, oltre il giardino del re...

 

...ma mi sento più fiducioso rispetto a qualche mese fa.

 

P.S. No, non me la voglio fumare “l’erba voglio”... Fortunatamente non fumo, almeno non in quel senso.

Qual’è la tua risposta affermativa? (2)

Si ripresenta l’interfaccia ICelentano...

Seguendo la segnalazione di Lorenzo sono andato sul sito SMAU per la registrazione, fino al punto di arrivare alle due domande nuziali:

Previo Suo ulteriore consenso, i Suoi dati saranno trattati dalle titolari, per finalità di marketing, attività promozionali, offerte commerciali e per indagini di mercato.
Comunichi la sua scelta: (Autorizzo / Non autorizzo)

previo Suo ulteriore consenso, i Suoi dati saranno trasmessi ai partner Microsoft dell'evento che potranno trattarli per finalità di marketing, attività promozionali, offerte commerciali e per indagini di mercato.
Comunichi la sua scelta

E, come nel matrimonio, se non dici “lo voglio”:

SMAU AU AU...

Progetto sospeso? Ciao...

Penso di averlo sempre saputo, ma forse solo oggi ho “formalizzato” il concetto nella mia mente.

Ogni volta che parte un progetto, magari interno o come investimento, senza una scadenza “ultima” e poi rimane in stand-by per la necessità di dare priorità ad altri progetti commissionati, nove volte su dieci le uniche cose a rimanere valide della vecchia Solution sono l’analisi iniziale e l’esperienza acquisita in quel progetto.

Il codice di solo due anni prima, spesso risulta talmente differente da quello attuale ed obsoleto al punto da rendere evidente il vantaggio nel cestinare l’esistente e ripartire con una nuova stesura, avvalendosi di nuovi tools, frameworks e factories che nel frattempo si sono resi disponibili.

E’ un po’ come iniziare a progettare una CPU nel 2000, sospendere il progetto per 2 anni e riprenderlo in mano quando ormai ci sono altre CPU più veloci, economiche ed efficienti già disponibili sul mercato.

Bisogna anche constatare che ci sono artisti commerciali capaci di vendere un prodotto stra-vecchio ad un prezzo superiore a quello attuale, facendo credere al cliente che sta facendo l’affarone, però temo che non sarò mai capace di basarmi su tali “strumenti”.