Alla mia età comincio a provarci gusto a stare davanti ad una telecamera. Avevo cominciato lo scorso anno con un paio di interviste in qualità di esperto IT (una al TechEd USA) e continuo adesso con un vero e proprio video corso in uscita da AppDev dal titolo "Exploring Silverlight 2". Senza il classico "La vendetta" finale ...
E così finalmente posso dare un volto al gobbo (che dal nome pare tanto una forma di dissacrante ironia alla romana). In realtà in inglese si chiama tecnicamente teleprompter che fa capire esattamente a cosa serve e come abbia fatto per anni--uno a caso--Schifani (prima dell'upgrade a seconda carica...) ad avere quell'espressione falsamente naturale di fronte ad una telecamera. Come se dicesse cose spontaneamente. Oddio, erano sempre le stesse 
In ogni caso, come il mio allievo prediletto Giorginho, mi aveva avvertito i video corsi sono DURI indipendentemente dall'argomento e da quanto lo si conosca. Bene, confermo. Che fatica. Tentando di analizzare scientificamente, direi che è ancora un altro mestiere rispetto allo scrivere articoli, scrivere libri, fare corsi/conferenze, o fare il programmatore/architetto. E' un po' come fare l'attore ...
Ma la cosa più difficile per me è stata dover "fare una presentazione PowerPoint" sempre allo stesso modo e senza improvvisare ogni volta. All'inizio di questa carriera mi sconvolse assistere a quello che per me fu un fenomeno. Vedere uno speaker di un roadshow VB usare ripetere una sessione ed usare esattamente le stesse parole, lo stesso passo, le stesse pause e la stessa varianza di intensita. Incredibile, ma è quello che ci vuole per un video corso.
E' violenza costringermi a "leggere" e "interpretare" la slide un bullet-point alla volta seguendo lo stesso ragionamento mentale che ho fatto quando le ho scritte ... La prossima volta vado con lo script slide x slide già pronto.
Ma se non altro ieri ho potuto ripetere tante di quelle volte un concetto base sul security model di Silverlight che val la pena ripeterlo. La sicurezza c'è ma non si vede. E questo è il punto chiave. Non c'è possibilità di sbagliare: configurazione, API, evidence. E' la CLR che fa tutto e senza ausilio esterno. E' un po' come la ricetta per l'AIDS.
CAS = non procedere con pratiche pericolose e usare dispositivi di sicurezza
Silverlight = non procedere. Punto.
Mi piace molto l'idea di codice diviso (a vedere della CLR) tra application e platform. E solo quello platform può eseguire codice safe-critical (che è l'unico abilitato a fare cose full-trust). Bene, la domanda sorge spontanea, dov'è il problema? Scriverò codice platform e bello che ti frego i discendenti di BillG.
Il codice platform, in quanto tale, non si può scrivere. Platform è solo il codice che arriva da una particolare directory MS e con una particolare firma MS. Non qualsiasi firma o certificato autenticato. Solo quello MS.
D'altra parte, il resto del modello permette eredità e override di metodi e interfacce safe-critical. Tanto tutto quello che in una classe è critical ha proprio l'attributo che dice alla CLR di non far eseguire dal normale codice application.
Direi quasi che è geniale. Di sicuro e' semplice ed efficace. Ricordo di aver sentito alcune delle considerazioni alla base del security model di Silverlight in una presentazione di Raf. Che sia proprio così?