Di .NET e di altre amenita'

agosto 2004 Blog Posts

Emoticone a go-go

Sperando di farvi cosa gradita, ecco uno zippino che contiene tutte le emoticone che  ho preparato per il mio blog contenente anche un file HTML da cui fare copia e incolla direttamente dentro l'admin di .TEXT, ricordandosi di aggiungere l'url assoluto alla cartella dove copierete le immagini.

 

stralunato % - ) innamorato *: - ) piangente :" - ) arrabbiato : - (
appagato : - ) deluso : - / imbronciato : - [ abbattuto : - {
serio : - | allettato : - 9 sorrisone : - D fumato : - L
incredulo : - O complice : - P contraddetto : - S timido ; - )
incazzato > : - ( estivo 8 - ) risate 8 - D risate X - |

 

Le stringhe sono di mia interpretazione e non rispondono ad alcuno standard, ma alla necessità di essere facilmente memorizzabili.

A voi il compito di attribuirgli un significato.

Una firma per la libertà

Da un po' di mesi, i compagni radicali, sono impegnati nella raccolta delle firme su un referendum per l'abolizione della legge sulla fecondazione assistita. Mi sento un po' colpevole del fatto che non ne ho mai parlato nel blog, e non ho alcuna scusa in merito. Perciò oggi ho deciso di riparare, invitandovi tutti a recarvi presso le migliaia di tavoli oppure presso la segreteria del vostro comune di residenza per apporre la vostra firma su questo quesito e su quelli nuovi che sono stati attivati.

La legge sulla fecondazione assistita è uno degli atti peggiori dell'attuale governo. Creata sotto dettatura del Vaticano, senza che nel paese sia stato sollecitato alcun dabattito stabilisce delle norme che portano a violentare la libertà delle coppie che desiderano avere figli e con essi la ricerca scientifica.

Innanzitutto, questa legge vieta l'uso degli embrioni (a tutti gli effetti parificati ad una persona) per la ricerca e la clonazione a scopo terapeutico, mettendo così il fanalino di coda al nostro paese in questo campo. I risultati incoraggianti che si sono ottenuti nella ricerca sulle cellule staminali sono completamente negati a tutte quelle persone che soffrono, come Luca Coscioni promotore del referendum, di malattie terribili quali la Sclerosi Multipla e il Parkinson, condannandoli ad una fine certa e senza speranza.

In secondo luogo, la legge stabilisce dei limiti alle pratiche di fecondazione assistita che sono i più restrittivi in tutto il mondo. Questo costringe le donne che tentano di avere figli a sottoporsi ripetutamente a dannose cure di ormoni allo scopo di limitare il numero di embrioni conservati. Questa pratica è in netto contrasto con il giuramento di Ippocrate che ogni medico ha sottoscritto.

Infine, la legge stabilisce che, un embrione che sia stato riconosciuto geneticamente malato debba comunque essere impiantato nell'utero della madre pur sapendo che questo la costringerà a far nascere un bambino malformato oppure a ricorrere alla pratica dell'aborto. In merito a questo vi riporto quello che ha detto l'ex ministro Umberto Veronesi:

«Come libero cittadino di un libero Paese, mi auguro che il Parlamento, superando steccati ideologici, riveda una legge che nella sua applicazione può arrivare a costringere una donna a farsi impiantare contro la propria volontà tutti gli ovuli fecondati, anche se portatori di una malattia genetica. Non resta che essere d’accordo con il referendum abrogativo di una legge ingiusta e giuridicamente non in linea con lo statuto di un Paese democratico».

Trovo che ognuno di noi, a qualunque parte politica si senta legato, debba riconoscere che leggi di questo stampo sono assolutamente dannose anche solo per l'immagine un paese come l'Italia che più volte ha dimostrato di essere più liberale di quello che le istituzioni abbiano mai voluto ammettere.

Vi prego, di dare un segnale forte, nella direzione liberale e di recarvi al più presto a firmare i quesiti che vogliono abrogare tutta o parte della legge. Ricordo anche che chi ha già firmato il referendum prima di Giugno dovrà nuovamente recarsi a firmare perchè nuovi quesiti "parziali" sono stati attivati e perchè le firme già raccolte sono state invalidate. Mancano solo 20 giorni alla scadenza, e servono ancora 400000 firme. Una battaglia titanica che si può vincere, per ridare luce al diritto e alla libertà nel nostro paese.

Voglio chiudere invitandovi a leggere l'appello di Luca Coscioni, il promotore del referendum, da anni inchiodato su una sedia a rotelle a causa di una grave forma di sclerosi laterale amiotrofica. Ecco cosa Luca dice:

Se questo è un uomo di Luca Coscioni*

Se questo è un uomo che è inchiodato su di una sedia a rotelle.
Se questo è un uomo che è crocifisso su di un letto.
Se questo è un uomo che si alimenta grazie ad un foro praticato alla altezza dello stomaco.
Se questo è un uomo che spera nella ricerca sulle cellule staminali embrionali, e che dispera perché questa ricerca in Italia è vietata.
Se questo è un uomo, allora puoi fare qualcosa per lui, anche per te e per chi ami:
firmare il referendum abrogativo della legge sulla procreazione medicalmente assistita e divenire
tu stesso protagonista della raccolta delle firme.
Questo è il modo migliore per riaffermare la libertà della ricerca scientifica, pesantemente
violata nel nostro paese, a tutto danno dei dieci milioni di italiani colpiti da varie malattie
che secondo il rapporto dulbecco, potrebbero essere, mediante la clonazione terapeutica e
gli studi sugli embrioni soprannumerari, forse curati.
Ho bisogno di te, della tua firma, di alcune ore del tuo tempo

http://www.lucacoscioni.it/cms/referendum.html

Sulle ferie appena concluse

Come avrete compreso, sono rientrato dalle ferie, e da ormai una settimana ho ripreso la dura routine di lavoro ma spesso, mi soffermo a pensare alle persone che ho conosciuto durante questo periodo. Mi riferisco ai gestori della Chambre d'Hote presso cui ho alloggiato una ventina di chilometri a nord-est di Tolone, nella profonda Provenza. Una simpatica famigliola, madre, padre e due figli. Delle persone squisite, che hanno avuto il coraggio di fare quello che molti sognano per tutta la vita senza mai arrivarci. Hanno mollato tutto e cambiato vita.

Monsieur Siccardi, di nonno italiano, ma che non ha mai voluto imparare la ligua, pur avendo un fratello che la insegna, è un simpatico signore, che ha avuto l'ardire di affermare: "Io mi sono messo in ferie tutto l'anno". Il suo compito è di fare tutti quei piccoli e grandi lavori di cui una struttura come questa ha necessità. Taglia l'erba, zappa la terra, innaffia i fiori, consolida le opere murarie, rinfrescala dipinture, etc. Vive praticamente tutta la stagione in costume da bagno (da Aprile a Novembre). La sua più grande preoccupazione è che non finisca il sale nella piscina... ma che volete dura un bel po' di tempo.

Madame Veillet, francesina d.o.c. la cui età è tradita solo dalla pelle troppe volte abbronzata, si occupa innanzitutto di pubbliche relazioni. Si alza tutte le mattine alle 8:00, tanto precisa da poterci regolare l'orologio, e prepara la colazione. Intrattiene gli ospiti, li informa sul tempo, distribuisce consigli turistici e quando tutti se ne sono andati, si mette di impegno e pulisce tutte le 5 camere. E la vera anima della casa, esile e delicata di aspetto, ha una forza inaspettata. Tutto il giorno governa con perspicacia ed eleganza, prevedendo le esigenze degli ospiti e alla sera, al termine di una massacrante giornata ha anche la forza di preparare una cenetta al lume di candela per la propria famigliola. Anche lei, come il marito, ha la sua grande preoccupazione. Che il Mistral non disturbi gli ospiti durante la colazione. Ma d'altra parte non è che si possa fare molto se decide di soffiare.

Infine i figli. Andrea e Aurelio, di nome Italiano perchè la madre ama l'Italia (lei non ci vive...), sono un modello di educazione. Salutano sempre, tanto da risultare fastidiosi. Ti alzi la mattina e ti dicono bonjour, li incroci nell'aia e ti dicono bonjour, stai facendo il bagno in piscina e ti dicono bonjour. Unica variazione la sera. Bonsoir. Ma, cosa fondamentale, nei loro frequenti periodi di ferie scolastiche, aiutano il padre e la madre nei lavori giornalieri.

Ed infine la casa, uno splendido Mas provenzale, restaurato di fresco, e immerso in un'oasi verde nella calura del sud della Francia. Non è un'imitazione, si vede da lontano che è il frutto del lavoro della famiglia Siccardi, e quando entri nel suo terreno, ti sembra di entrare in un altro mondo. Un vasto giardino verdissimo, una splendida piscina, e una corte che ti riporta indietro di 50 anni.

Messa in questo modo potrebbe sembrare una famiglia talmente perfetta da volerci trovare per forza trovare un difetto, per non avere il sospetto che siano una montatura. Ma conoscendoli, alla fine si arriva a capire che sono proprio fatti così. Semplicemente estranei a tutto ciò che li circonda, vivono nutrendosi della felicità che producono di giorno in giorno. Il loro mondo è quello, se lo sono scelto, se lo sono faticosamente costruito, ed ora ne fanno parte e lo vivono intensamente tutti i giorni, lasciando a noi poveri mortali la fretta, la routine, lo smog e quant'altro di pessimo possa regalare la società moderna.

Perciò, spesso e volentieri torno a pensare a loro, rinfrancato nello spirito oltre che nel fisico. Ciò che mi hanno regalato è la tranquillità che, se un giorno mi stancassi di questa vita, della sua frettolosità, della sua costante ripetitività o semplicemente del suo carattere, forse anche io potrei raccogliere le forze, buttare tutto alle ortiche e ricominciare con qualcosa, qualsiasi cosa, purchè diversa, appagante e di nutrimento per lo spirito oltre che per lo stomaco.

Pensate pure che io sia un'illuso, ma tutto sommato quello che mi basta per ora è l'illusione, che un giorno potrebbe davvero divenire realtà. Chi mi conosce sa che non sarebbe la prima volta... ma questa è un'altra storia... chissà che un giorno non mi venga voglia di raccontarvela.

Complimenti e fulminacci!!!

Ormai tutti vi siete accorti del nuovo (splendido) motore di blog, ma pochi sanno l'ora esatta in cui è stato messo online...

Stanotte tra le 0:30 e le 1:30, minuto più, minuto meno. Volete sapere perchè lo so?

Ieri notte verso l'una ho deciso di postare un blog sulle ferie, da cui sono appena tornato. Mi sono collegato, ho scaricato la pagina dell'editor, mi sono scollegato e ho scritto il post... infine ricollegatomi ho ricevuto un bellissimo errore, dato che nel frattempo il motore di blog mi era cambiato sotto il naso!!! Naturalmente vista l'ora ho lasciato perdere, e suppongo che qualcuno abbia sentito fischiare le orecchie, per le imprecazioni che mi sono sfuggite...

Complimenti quindi ad Andrea, il nuovo motore è eccelso, e l'implementazione è stato ottima. Le mie scuse per i "fulminacci" di stanotte... Ho scritto per mezzora e ho perso tutto... Stanotte ci riprovo.

Sulle ali di C#

Alla Cornell University, hanno realizzato un interessante prototipo che utilizza un software scritto in C#. Si tratta di un aeroplano pilotato completamente via software. Il sistema è basato su Windows XP Embedded gira su quello che pare essere a tutti gli effetti un "thin client" con 512 MB di flash ram.

http://research.microsoft.com/displayArticle.aspx?id=685

MS 70-315

Ieri pomeriggio, infine, ho affrontato (e superato) il primo dei 5 esami che mi separano dalla certificazione Microsoft. Finalmente ho avuto l'occasione di risolvere definitivamente alcuni dei dubbi che sono rimasti sospesi fino all'ultimo, quindi, sperando di fare una cosa buona nei confronti di quelli che lo dovranno fare dopo di me, ecco alcuni consigli:

1) I libri

I libri consigliati dalla Microsoft nel sito delle certificazioni, non sono sufficienti. Considerateli semplicemente degli "indici analitici" di quello che dovrete studiare. Io ho acquistato il cofanetto .NET Core Requirements e gli ho dato una rapida letta. Per ognuno dei capitoli dovete perlomeno andare su internet e trovarvi della documentazione che approfondisca ulteriormente l'argomento.

2) La pratica

La pratica è indispensabile. Tutti noi ci lavoriamo da tanto, ma se tentate la certificazione senza avere pratica, non avete speranza di passare. I quesiti vertono su argomenti anche molto specifici, quali ad esempio l'ordine da dare a determinate istruzioni, o i dettagli di configurazione. Tutte cose che nessun libro potrà mai descrivere. Inoltre se fate l'esame su ASP.NET non limitatevi a studiare solo quello. bisognerà conoscere bene anche SQL, ADO.NET, un po' di WebServices, C#... etc.

3) Il tempo

43 domande in 140 minuti non sono un problema. Di tempo ce n'è a sufficienza  considerate che non essendo madrelingua ci sono 30 minuti addizionali. Il mio consiglio è di arrivare alla fine rispondendo al più possibile di domande, marcando quelle di cui non siete certi con un bookmark. Al termine del "giro" è certo che tutto vi sembrerà più chiaro.

4) La lingua

I test non sono in italiano. Conoscere l'inglese è necessario, ma non sempre sufficiente. E' obbligatorio avere una padronanda anche delle sfumature del linguaggio, perchè spesso la risposta è celata proprio tra esse. Mi sono trovato di fronte a risposte dove l'unica differenza era "embed in" invece che "linked to". Avere ben chiara la differenza è d'obbligo

5) Effetti personali

Lasciate a casa il cellulare tanto ve lo tolgono. L'unica cosa che mi è stata lasciata è l'orologio (che tra parentesi è USB... ma nessuno se n'è accorto). Vi daranno una lavagnetta cancellabile oppure dei fogli di carta numerati, caso mai dovreste fare qualche ragionamento, ma in questo caso sono di poco aiuto.

6) Il risultato

Al termine del test vi verrà dato un punteggio che non è direttamente proporzionale al numero di risposte esatte. All'interno del quiz potrebbero esserci "beta question" che non danno adito a punteggio e alcune domande pesano di più di altre. Nel mio caso bisognava superare 700, ma credo che vari in base al test. Il foglietto riepilogativo che vi consegnano dice solamente in quali "aree tematiche" siete andati meglio o peggio, ma non saprete mai quali risposte avete sbagliato e quali invece avete dato correttamente... a meno che non abbiate una memoria di ferro.

HTH

blog[at]boschin.it

Scarsi programmatori e Ottimi Javisti

Chiacchierando nel weekend con un amico, un ottimo programmatore, molto esperto di Oracle e Java, mi sono trovato per l'ennesima volta di fronte ad una situazione ricorrente.

Mi capita da un po' di tempo, anche a causa del mio nuovo impiego, di confrontarmi con programmatori dell'altro lato del modo, bravi programmatori che hanno scelto di lavorare con Sun piuttosto che con Microsoft. Sempre, quando iniziamo a discutere, avverto questa "sensazione" di essere guardato dall'alto in basso, come se lo scettro della buona programmazione fosse nelle loro mani. Tra una chiacchiera e l'altra ho avvertito, nel mio amico, una simile convinzione, che si è tramutata in qualcosa di più, quando si è lasciato sfuggire l'affermazione che "con Java si fanno le cose importanti", come se a .NET fossero lasciate le briciole.

Personalmente rispetto un buon programmatore, indipendentemente dalla tecnologia cui egli fa riferimento, considerando che la buona programmazione non è data dalla tecnologia, ma soprattutto dalla capacità di usarla nel modo corretto. Così non è, per i programmatori Java. Per loro il fatto stesso di usare qualcosa che sia Microsoft è già indice di "scarsa preparazione". Essi annoverano tra i principi della scienza informatica anche il concetto "religioso" che usare Microsoft corrisponde a non saper programmare.

Conosco Java, ne padroneggio bene i costrutti, ne intuisco le potenzialità, ne ammiro la portabilità, però preferisco .NET. E non ammetto che nessuno mi consideri un "emarginato" per questo. Potrei comprendere, un atteggiamento di questo tipo (badate bene, "comprendere" e non "giustificare") paragonando Java a VB6, ma non sopporto che si degradi .NET al rango di "bazzecola", e me con lui. Come dimostrano le migliaia di blog giornalieri, .NET è tutt'altro.

Qualcuno si è spinto a dire che .NET è il Java che i Javisti hanno sempre sognato; Non voglio spingermi a fare mia un'affermazione di questo stampo, ma l'unico vantaggio che concedo a un programmatore Java rispetto a me è la "portabilità", che ammiro ( e invidio) molto, ma non ritengo fondamentale per una scelta di campo.

D'altronde la mia scelta è esclusivamente personale, e non mi sognerei mai di imporla a qualcun'altro, anche se faccio tutto ciò che è in mio potere per farla conoscere il più possibile.

Gradirei che il rispetto fosse reciproco.

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