Il conflitto come fatto positivo

 

Una cosa che mi sorprende leggendo 'La Negoziazione' è che il conflitto può essere una cosa favorevole.
Ok che una volta che è in corso ci sono modi per uscirne al meglio!   Che l'inizio di un conflitto possa essere in se vantaggioso sorprende cmq.

Il libro descrive gli effetti sfavorevoli quando il conflitto viene sistematicamente soppresso - alcuni li riconosco in esperienze di team passate. L'aperta espressione del conflitto invece può produrre valore e crescita per entrambe le parti.

Ancora di più consentire/sollecitare il conflitto favorisce la comunicazione tra gruppi, la comprensione reciproca, il consenso sugli accordi raggiunti, promuove la cooperazione all'interno del gruppo, limita le azioni dettate da rivalità sotterranea, stimola i processi innovativi e creativi, ha un ruolo fondamentale nel dare un senso di identità al gruppo e nel definire la sua struttura interna e i suoi confini.

 

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Print | posted @ martedì 4 dicembre 2007 23.23

Comments on this entry:

Gravatar # re: Il conflitto come fatto positivo
by Alberto Brandolini at 05/12/2007 17.27

Personalmente sto sperimentando questa cosa. Un conflitto fine a se stesso non serve a nulla, e sicuramente è una situazione sfavorevole se permanente e se confrontato ad una di calma positiva. Una situazione di calma apparente, che però nasconde tensioni è una bomba ad orologeria, che logora giorno dopo giorno. Il vantaggio del conflitto, in questo caso è che "tirando fuori tutto" da una parte si porta a far emergere i perchè nascosti dall'altra parte "costringendo" ad essere sinceri. Quali siano gli esiti, è tutto da verificare: dopo entrano in gioco il rispetto reciproco, le specifiche situazioni e non ultima la volontà di uscirne bene. Ma più si aspetta, più il conflitto fa il botto.

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