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Apply the programming model to everyday programming problems...
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Un ragionamento portato un po' all'estremo...

Il post di Dino Esposito mi ha suscitato una riflessione.  A mio avviso l'idea dello Script CallBacks è molto bella ma è credo sia l'ennesimo modo per girare attorno a un problema.

A mio avviso il web, data la sua natura stateless e disconnessa,  non è nato per offrire una piattaforma dove far girare applicazioni che hanno bisogno di mantenere uno state ed effettuare operazioni complesse. I linguaggi di scripting e asp.net sono riusciti a portare e sfruttare all'estremo le potenzialità del web. Il punto del ragionamento è: vale veramente la pena storpiare una tecnologia a tal punto invece di crearne una ad hoc?

Credo che la Microsoft con Longhorn, Avalon e Indigo stanno andando verso questa direzione offrendo un unico modello per costruire applicazioni distribute facilmente installabili  (e scusate la ripetizione, distribuibili). Il futuro sarà veramente quello di inglobare le applicazioni tradizionali (winform) e quelle web sotto un unico modello eliminando di fatto il web? E' anche vero che, nonostante sia tutto molto bello e affascinante, ha un tragico problema. Il modello offerto da Longhorn non è multipiattaforma (per ovvie ragioni) e questo potrebbe essere un grosso freno verso l'evoluzione vista nel senso sopra citato. Chi vincerà tra tecnologia e diffusione?

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Print | posted on giovedì 24 febbraio 2005 11.16 | Filed Under [ Inside .NET ]

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# re: Un ragionamento portato un po' all'estremo...

Vero. Il web non è più quello di una volta :-)

Sembra una frase fatta ma con l'aumentare della base di utenti, specializzati o no, le esigenze e richieste secondo me sono andate nella direzione di un web più complesso, reattivo e business-oriented.

Fatto sta che invece di avere applicativi/client windows che usano reti dedicate per scambiare informazioni con servers aziendali, la clientela preferisce utilizzare questa rete esistente cercando di sfruttarne la diffusione mondiale, l'intrinseca capacità di essere robusta ai failures di una parte dei suoi servers a costi di manutenzione ed installazione decisamente meno onerosi rispetto a reti dedicate.

Controindicazioni ? Fior di articoli + il tuo post avvisano che 'non è strutturata per reggere un tale carico'. Vero.

Ma ha retto per lustri per cui ha ancora da dire in termini di architettura a quello che sarà il WWW del futuro, per chi lo progetterà, e sarà quello che per lei è stato ARPANET.

Quello che ha garantito, IMHO la vivacità del web è anche il fatto di essere multipiattaforma by design, quindi chiunque si cimenti nel definire il prossimo web dovrà ampiamente tenerne conto.

Si allora alla nuova tecnologia, no alla mancanza di uno standard condiviso.
Teniamo conto che se siamo qui a parlarne su un blog lo dobbiamo comunque alla diffusione del mezzo.

Stefano Grevi
24/02/2005 17.46 | Stefano Grevi
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# re: Un ragionamento portato un po' all'estremo...

Sono d'accordo ed ho sostenuto più o meno la stessa tesi qui:
http://blogs.ugidotnet.org/lbarbieri/archive/2005/02/22/11222.aspx

24/02/2005 21.41 | Alessandro Petrozzelli

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