AntonioGanci

Il blog di Antonio Ganci
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Fino a che punto siamo disposti a cambiare nel lavoro?

A parole tutti vorremmo cambiare, è un mantra, che spesso si sente in tv soprattutto in periodo elettorale. Sembrerebbe che la natura umana stia a suo agio nel cambiamento.
In realtà le cose funzionano in maniera completamente diversa, noi per natura, non vogliamo cambiare; il cambiamento ci costa fatica e per istinto cerchiamo di osteggiarlo.
Riportando queste divagazioni al nostro mestiere di sviluppatori, magari con qualche anno di lavoro alle spalle, proviamo a rispondere alla domanda: Fino a che punto siamo disposti a cambiare? E con cambiare intendo:

  • Metodo di approccio allo sviluppo software (ad es: passare da Waterfall ad xp? e viceversa?)
  • Tecnologia (sviluppo da diversi anni in .NET passerei a java? e viceversa?)
  • Sistema Operativo (ho sempre usato windows xp, passerei a Vista e a linux? e viceversa?)
  • Altro?
Quale la cosa che non cambierei per nulla al mondo? (a meno di eventi che ci costringano senza alternative).

A questo proposito segnalo l'interessante post sul cambiamento che aveva segnalato lorenzo in questo post e che in parte ha ispirato questo post.
Cosa ne pensate?

Print | posted on mercoledì 18 giugno 2008 15.05 |

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# re: Fino a che punto siamo disposti a cambiare nel lavoro?

http://zenprogramming.wordpress.com/2008/06/18/fino-a-che-punto-siamo-disposti-a-cambiare-nel-lavoro/
18/06/2008 16.18 | Giancarlo
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# re: Fino a che punto siamo disposti a cambiare nel lavoro?

nell'ultimo anno ho cambiato processo di sviluppo, linguaggio, sistema operativo, ambiente di sviluppo e ben 3 tastiere diverse (forse la cosa più ostica!). ho imparato moltissimo mettendomi in gioco in campi che non conoscevo o che non padroneggiavo.

col tempo mi sono convinto che, per come sono fatto, difficilmente potrei rinunciare al paradigma di programmazione ad oggetti.

ciao
-papo-
18/06/2008 16.37 | papo
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# re: Fino a che punto siamo disposti a cambiare nel lavoro?

La DIFFICOLTA' a cambiare è così RADICATA in noi ... che ti sei sentito in qualche modo in dovere di scrivere 'a meno di eventi che ci costringano senza alternative' a valle della domanda: 'Quale la cosa che non cambierei per nulla al mondo?'

Buffo vero? Se è 'per nulla la mondo' è 'per nulla al mondo'.

By the way le robe tipo 'a meno di eventi che ci costringano senza alternative' si chiamano ALIBI (tipo: 'avrei consegnato MA ho dovuto fare anche questo e anche quello' 'sarei arrivato puntuale allo standup MA mi si è rotta la sveglia')

PierG
http://pierg.wordpress.com
18/06/2008 17.45 | PierG
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# re: Fino a che punto siamo disposti a cambiare nel lavoro?

X Pier: (a meno di eventi che ci costringano senza alternative) intendevo eventi al di fuori della nostra volontà, ad esempio il caso che hai fatto su arrivare puntuale è che mi sveglio con 40 di febbre.

Comunque ho capito e condivido la considerazione.
18/06/2008 19.14 | Antonio Ganci
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# re: Fino a che punto siamo disposti a cambiare nel lavoro?


NON riesco a seguire i link del post !!!



qui il mio feedback

non ricordo dove l'ho letto , il fatto che è un falso mito che le persone sono contrarie al cambiamento . è un punto di vista interessante.

ogniuno di noi si trova quotidianamente difronte a piccole e grandi opportunità e relativi rischi, ci muoviamo spronati dalla fiducia e dalla speranza e frenati dalla paura.
è la nostra esperienza e intelligenza (emotiva prima e razionale poi) affiniamo nel diventare adulti a cui alla fine ci affidiamo nella scelta tra fare e non fare.

poi l'ambiente, la cultura, la situazione può stimolare o frenare.

ecco un esempio di ambiente che incoraggia
http://blogs.ugidotnet.org/luKa/archive/2008/06/16/93038.aspx

e uno invece che ostacola il cambiamento
http://blogs.ugidotnet.org/luKa/archive/2007/03/23/73616.aspx


resta sempre vero il fatto che cambiare un comportamento, una abitudine non è facile se prima non si ha acqisito un comportamento alternativo che funziona
e poi che noi developer in media siamo più abitudinari di altri ;-)




19/06/2008 16.31 | Luca Minudel
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# re: Fino a che punto siamo disposti a cambiare nel lavoro?

X Luka: grazie della segnalazione ho sistemato i link.

> che noi developer in media siamo più abitudinari di altri ;-)
Aggiungerei anche molto più pigri ;-)
19/06/2008 16.43 | Antonio Ganci
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# re: Fino a che punto siamo disposti a cambiare nel lavoro?

P.S. ho trovato una citazione (buddista dicono) e l'ho associata subito a questo tuop post, la riporto qui

“Semina un pensiero e nascerà un'azione.

Semina un'azione e nascerà un'abitudine.

Semina un'abitudine e nascerà un carattere.

Semina un carattere e nascerà un destino … “
23/06/2008 19.42 | Luca Minudel

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