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  • Questo blog si propone di raccogliere riflessioni, teoriche e pratiche, su tutto quello che riguarda il world-computing che mi sta attorno: programmazione in .NET, software attuale e futuro, notizie provenienti dal web, tecnologia in generale, open-source.

    L'idea è quella di lasciare una sorta di patrimonio personale, una raccolta di idee che un giorno potrebbe farmi sorridere, al pensiero di dov'ero e cosa stavo facendo.

    10/05/2005,
    Milano

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Armi di distruzione di massa - la distruzione dei bytes

Nomi, fatti e luoghi NON sono puramente casuali. I fatti raccontati sono ispirati ad una vicenda realmente accaduta durante la serata di domenica, 23 ottobre 2005 nella mia famiglia.

La famiglia era riunita a cena. Ridendo purtroppo delle disavventure del governo, si mangiava in un'atmosfera divertente e rilassata. I due figli Igor e Omar, manco fossero due terroristi (uno ceceno, l'altro mediorientale), erano stati allo SMAU quel giorno, e raccontavano ai genitori quello che avevano visto, fatto e comprato.
"Beh, insomma, alla fine siamo andati negli stand Microsoft e trovare degli amici e a vedere un po' qualcosa di interessante." - disse Igor, concludendo il suo racconto appassionato. Ma suo papà lo interruppe improvvisamente.
"A proposito, Igor, ascolta, sul mio computer non mi parte quel programma lì, Winpix....quello per ascoltare gli mp3. Puoi vedere, dopo?"
Igor sospirò sconsolato: nello zaino aveva una bella confezione di Quake 4 presa nel pomeriggio. Desiderava provarlo, ma avrebbe dovuto rimandare di un po' per poter dare un'occhiata al PC di suo papà che, guarda caso, aveva sempre qualche problema di qualsiasi tipo.
"Uffa, papà! Il programma si chiama Uindous-media-pleier, dai...non è difficile...Ho da fare, facciamo alla svelta, prima il caffè!".
La famiglia pian piano finì di mangiare, ed arrivò il momento del caffè.

La struttura hardware del PC stava lentamente sfaldandosi. Attivo da miliardi, miliardi, miliardi e miliardi di cicli di clock, i componenti fisici del sistema avevano raggiunto una temperatura anomala, che avrebbe potuto provocare un crash distruttivo. L'OS era attivo e funzionante, ma in stand-by. Da quando i protocolli di rete avevano assegnato l'indirizzo IP all'interfaccia di rete ETH0 (quasi 25 giorni prima), il sistema non aveva mai subìto un reboot, nè uno shutdown completo. Il motivo era semplice. Erano attive due condivisioni sulla LAN: una sulla stampante laser, e l'altra sulla stampante ink-jet che servivano agli altri PC della rete. Il PC, quindi, era mantenuto costantemente acceso giorno e notte. I bytes del sistema avevano sempre più difficoltà a rispondere ai comandi del kernel. Capitava a volte che un bus svanisse tutto d'un tratto, gettando nel panico i bytes che stavano viaggiando su di esso, costringendoli a memorizzarsi in celle di memoria sbagliate. L'attività dell'hard-disk era scarsa, è vero, ma le continue letture e scritture fallivano costantemente per questioni fisiche che l'OS non riusciva a controllare e ad evitare.

Igor si sedette davanti al PC, con dietro suo papà che cercava di capire cosa stesse facendo. Il ragazzo diede un colpetto allo Shift della tastiera per attivare il PC dello stand-by. In pochi attimi, sul monitor 15" apparve il desktop di Windows XP. Bastò un'occhiata per capire dov'era il problema: il collegamento a Windows Media Player era inspiegabilmente scomparso. Igor lo ripristinò, provò a lanciarlo e si accorse che WMP era la versione 9, e non la 10 che invece usava lui sul suo PC.
"E' già a posto, ma aspetta, dato che son qua, ti installo Uindous media pleier 10, così hai la versione nuova come la mia." - propose, ansioso di fare veloce.
"Va bene, fai un po' quello che vuoi, l'importante è che mi fai sentire la musica!".
Igor, sicuro, lanciò l'installer di WMP 10 preso dalla directory Download del PC. Attese paziente che il setup finisse.

"Cr0e1are sh1or0tcut, EXE0000file.
Autentico, valido, ordino.
A1cce00000sso......condivisione LAN,1111ancio installer0mpsetup.exe.
Regi111stry, 0copia files, creare shortcut.
R1ch1esto reb00t.
Aut......................enti..co, valid.....no"
Non appena arrivò la richiesta di reboot, l'OS non seppe più sopravvivere. Il calore, un'autentica arma di distruzione di massa, si abbattè sulla struttura logica degli hard-disk del sistema. La tabelle di partizione vennero annientate da un'ondata di calore che era cresciuta secondo dopo secondo, spazzando via i dati e le informazioni necessarie all'OS per recuperare i bytes memorizzati. I bytes erano ancora tutti lì, ma nel delirio, nella confusione: come le gocce d'acqua in un mare nero infinito, andavano allo sbando, a caso e senza alcuna possibilità di essere ripristinati nelle giuste locazioni di memoria. Uno dei tanti byte ebbe l'ordine di parcheggiarsi all'indirizzo 0x89y30, ma il bus ovviamente non ci sarebbe mai arrivato: il byte esplose nei suoi 8 bit, e a loro volta gli 8 bit si dispersero come energia pura. Le direzioni virtuali e gli spazi di indirizzamento erano casuali. Invece di assumere le sembianze di canali di comunicazione lunghi e precisi, i bus a 32-bit esplosero formando strutture digitali anomale, incapaci di contenere bytes come al solito.
La richiesta di reboot fu l'ultima operazione attuata dall'OS.
Poi, l'OS smise di esistere.

Soddisfatto di aver fatto alla svelta, Igor cliccò diede il comando di reboot al sistema. Attese qualche istante che XP facesse il proprio dovere. Poi si alzò dalla sedia.
"Toh, a posto. Quando riparte, lancia l'icona di uindous-media-pleier e sei a posto."

Qualche minuto dopo, Igor sentì una voce che lo chiamava dalla mansarda.
La voce era preoccupata ed ansiosa.
"Oh, Igor, mi sa che qui il computer si è rotto."

Frasi, parole, gesta ed altri avvenimenti successivi a questo sono stati auto-censurati.

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Print | posted on Monday, October 24, 2005 12:48 PM | Filed Under [ 010 .bytes. 010 ]

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# [OT] del venerd

10/28/2005 3:12 PM | Technology Experience
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