Franny's Adobe

Il blog di Francesco Carucci
posts - 99, comments - 612, trackbacks - 937

Lectio doctoralis, Richard Stallman

http://linuxdidattica.org/rms/lectio-stallman-it.html

Io a prendere quella laurea pero' ci ho messo sette anni, Gianluca un anno in meno ma col 10% di programma in meno :)

A parte gli scherzi, e' incredibile come in Italia si possa dare una laurea ad honorem a qualcuno che ignora clamorasamente i principi base dell'economia (d'altronde non ha fatto neppure l'esame introduttivo di Economia Politica visto che gli hanno regalato la laurea), e per il quale "liberta'" significha "voi fate cio' che dico io, perche' decido io che cosa e' libero e che cosa non lo e'".

Perche' il Software Libero e' solo il software che dice lui. E' liberta'.

Frasi come queste ad esempio sono aberranti:
"Lo sviluppatore del programma controlla ciò che il programma fa. Se lo usate, lo sviluppatore controlla ciò che potete fare e ciò che non potete fare, e controlla ciò che il programma fa per voi. Perciò, il software che credete sia vostro non è nelle vostre mani per servirvi ma per controllarvi. Aziende come Microsoft e Apple hanno progettato il software con la specifica intenzione di imporvi restrizioni."

Ovvero, chi ha costruito un martello lo ha fatto per imporre restrizioni, perche' con un martello non puoi certo avvitarci le viti, oppure tagliare la legna, non e' uno strumento "libero".

Ho buttato sette anni di vita a studiare Ingegneria del Software, perche avrei potuto fare il programmatore no-global sparando fesserie e sperando che dopo qualche anno e qualche campagna badvista.org dessero anche a me una Laurea.

"Ogni scuola deve migrare al Software Libero..."

Ogni scuola deve migrare: come muore la liberta', fra applausi scroscianti...

Print | posted on giovedì 25 ottobre 2007 12.19 | Filed Under [ General ]

Feedback

Gravatar

# re: Lectio doctoralis, Richard Stallman

E' un fanatico integralista della peggiore specie. E il bello che quando parlà di "libertà" tutti cascano ai suoi piedi estasiati. :(

Ce ne fosse uno che si fosse preso la briga di leggere e RIFLETTERE BENE sulle balle che spara: si renderebbe conto che l'UNICO mondo che vorrebbe che esistesse è quello partorito dalla sua mente contorta (e mi fermo qui).

Sei libero, ma soltanto se pensi e agisci come me.

E' il sogno di ogni dittatore: una schiera di fanatici a sua immagine e somiglianza.

Il pensiero unico che dilaga. Anzi, una nuova forma di religione, perché per poter abbracciare queste idee bisogna ricorrere per forza a un atto di fede: di profonda e cieca fede.

L'unica libertà che voglio è quella di poter scegliere cosa fare nella mia vita, senza che qualcuno mi obblighi a seguire la strada che ha "gentilmente" preparato per me.
25/10/2007 13.02 | Cesare
Gravatar

# Re: Lectio doctoralis, Richard Stallman

la risposta potrebbe essere:

ma anche no

saluti
25/10/2007 14.24 | Roberto Messora
Gravatar

# Re: Lectio doctoralis, Richard Stallman

beh, sono d'accordo su tutto, ma tutti i discorsi di Stallman partono sempre dal presupposto di avere i sorgenti di qualsiasi software. Da qui, va tutto il resto. Ogni software di cui non abbiamo i sorgenti è chiuso, ed in un certo qualmodo siamo obbligati ad utilizzarlo così come pensato dallo sviluppatore iniziale - su questo non c'è dubbio.

<quoting>Se lo usate, lo sviluppatore controlla ciò che potete fare e ciò che non potete fare, e controlla ciò che il programma fa per voi.</quoting>
Posizione estremista, ma questa frase è vera. Ogni sw controlla ciò che facciamo, valida o non valida gli input, ci instrada, ci aiuta con wizard, controlla ciò che possiamo fare, etc. La frase dopo invece è davvero infelice, perchè il verbo "controllare" implica il fatto che qualcuno stia manovrando i nostri fili, e proprio non la capisco.
25/10/2007 16.18 | Igor Damiani
Gravatar

# re: Lectio doctoralis, Richard Stallman

Igor, nessuno mi punta la pistola alla tempia per usare Vista o Visual Studio (che per altro reggo pochissimo): se non voglio usarli, non li uso :)
Lo sviluppatore non controlla cio' che posso fare o cio' che non posso fare, mi fornisce uno strumento con determinate specifiche e se lo strumento non e' adatto alle mie necessita', non lo uso. Non mi lamento con chi ha prodotto un martello perche' non ci posso cucinare le scaloppine, uso una pentola.
25/10/2007 16.36 | Francesco Carucci
Gravatar

# Re: Lectio doctoralis, Richard Stallman

"Lo sviluppatore mi fornisce uno strumento con determinate specifiche", cioè ti dà uno strumento che pone determinati limiti al tuo lavoro. Il che - attenzione - è anche e soprattutto un bene, altrimenti ogni sw crasherebbe al volo e non avrebbe senso, ma questo Stallman non lo capisce, perchè non ha a che fare con gli end-user. :-)
Stallman dice semplicemente che non sei libero perchè non hai i sorgenti, tutto qua.
Detto esplicitamente...io non sono assolutamente d'accordo con lui, ma questo è quello che dice, a mio avviso.
25/10/2007 16.46 | Igor Damiani
Gravatar

# re: Lectio doctoralis, Richard Stallman

Non capisco perche' ti indigni se hanno dato una Laurea ad honorem in Ingegneria Informatica a uno che ha fatto il programmatore presso i laboratori del MIT, ha preso un BA in fisica con la lode ad Harvard e ha fatto la storia dell'informatica scrivendo pezzi di software come GCC, GDB, Emacs ecc...
25/10/2007 17.23 | Gustavo La Mela
Gravatar

# re: Lectio doctoralis, Richard Stallman

Igor, Stallman dice una cosa diversa, perche' per quello che lo riguarda anche avendo il codice sorgente tu non sei libero se quel codice non e' nella lista di cio' che lui (arbitrariamente) definisce software libero. Curioso concetto di liberta'.
Che mi riconduce a Gustavo: il suo curriculum non mi interessa, mi interessa quello che afferma e i concetti (aberranti e del tutto arbitrari) che cerca di diffondere. Per questo mi indigno per una Laurea che altri si sono dovuti faticare.
Altrimenti promuoviamo il concetto che se ho una laurea in Ingegneria Informatica e farnetico ad alta voce di Economia e magari ho lavorato in Microsoft allora mi merito una Laurea Ad Honorem dalla Bocconi :)
25/10/2007 18.44 | Francesco Carucci
Gravatar

# re: Lectio doctoralis, Richard Stallman

Adesso, senza analizzare parola per parola il discorso di stallman, sei d'accordo o no sul principio che se compro un martello (per tornare al tuo paragone) questo diventa di mia proprieta' e quindi, se voglio, lo posso smontare, studiare, prestare a chi mi pare, rivendere al prezzo che mi pare e, sempre se ne ho voglia, modificare per fare X (dove X e' un qualsiasi compito per il quale il martello non e' stato pensato)?
25/10/2007 20.03 | Gustavo La Mela
Gravatar

# re: Lectio doctoralis, Richard Stallman


a giudicare dai risultati che ha raggiunto non si può negare che sa capire le regole e farne buon uso - lo stesso lo si deve riconoscere alla Microsoft

gli integralisti di una fazione o quelli della fazione opposta hanno in comune il fatto che vedono tutto bianco o tutto nero.

<provocazione ON>mi piacerebbe sapere se invece tu hai una visione equilibrata e critica del software proprietario e sai riconoscere bene i suoi vantaggi e anche i casi in cui è stato usato a danno dei diritti civili , a danno del consumatore o a danno della concorrenza </provocazione ON>
25/10/2007 22.26 | Luca Minudel
Gravatar

# re: Lectio doctoralis, Richard Stallman

Gustavo, sono d'accordo nel dire che se _compri_ un martello hai il diritto di farne cio' che vuoi. Nota come sottolineo il termine _compri_, il produttore del martello ha deciso di cedere lo strumento con quelle modalita'. Ma di un software nel 99% dei casi, _compri_ la licenza d'uso, perche' questa e' la modalita' che di solito i produttori scelgono. Se la licenza di uno strumento non ti sta bene, hai il diritto inalienabile di scegliere un altro strumento, ma non hai il diritto di pretendere da chi ha prodotto lo strumento di adeguarsi al tuo volere. Questa non e' liberta'.
Secondo me chi produce uno strumento (o servizio) ha il diritto inalienabile di scegliere le modalita' di fruizione (a pagamento, sotto questa o quella licenza, o perfettamente gratuito).
Chi usufruisce di uno strumento hai il diritto inalienabile di scegliere lo strumento che preferisce con la licenza che gli conviene di piu'.
Nota come Stallman in nome del suo personalissimo concetto di liberta', nega entrambe le liberta' che ho descritto: il produttore del software _deve_ rilasciaro secondo le modalita' che Stallman decide e l'utente _deve_ usare solo gli strumenti che Stallman decide.
Ripeto: e' un curiosissimo concetto di liberta' molto vicino ai concetti di liberta' di stampo nazista o stalinista nella prima meta' del 900.
26/10/2007 0.52 | Francesco Carucci
Gravatar

# re: Lectio doctoralis, Richard Stallman

Luca, la mia visione del software proprietario o non e' molto vicina allo sticazzi.
Nel senso che non e' un mio problema e non e' una caratteristica che considero al momento di scegliere uno strumento.
Non mi interessa: software proprietario e' scritto con i piedi, come lo e' software open source oppure esiste software proprietario scritto molto bene come software open source.
Per quanto mi riguarda se chi produce uno strumento lo fa a danno dei diritti civili del consumatore e' sacrosanto che sia perseguito e condannato.
Ma non e' un problema mio, io sono solo un programmatore.
26/10/2007 0.56 | Francesco Carucci
Gravatar

# re: Lectio doctoralis, Richard Stallman

Ogni scuola "deve" migrare...
Puoi usare il software libero (GPL3) "solo se"... E i "se" aumentano esponenzialmente ad ogni iterazione della licenza.
26/10/2007 1.01 | paperino
Gravatar

# re: Lectio doctoralis, Richard Stallman

Tutto il discorso sulla vendita della licenza mi puo' stare anche bene (in realta' non ho capito per quale motivo il sw dovrebbe essere trattato diversamente da un qualsiasi altro prodotto), il problema nasce dal fatto che, quasi sempre, _prima_ si acquista il software, _poi_ si viene posti di fronte all'accettazione dell'EULA in fase di installazione (scoprendo tante belle restrizioni), atteggiamento molto poco corretto da parte dei produttori e che limita di fatto la liberta' dell'utente.
26/10/2007 12.07 | Gustavo La Mela
Gravatar

# re: Lectio doctoralis, Richard Stallman

A parte che le EULA sono spesso consultabili online prima dell'acquisto, posso essere anche d'accordo, ma non penso limiti la tua liberta' di utente: puoi sempre decidere di non acquistare un software prima di averne letto l'EULA e sei libero di rivolgerti ad un altro strumento nella stragrande maggioranza dei casi.
Nei pochi casi in cui cio' non sia possibile, c'e' sicuramente un problema da risolvere da parte del produttore.
Perche' un software e' venduto cosi'? Non e' un mio problema: per me chi produce uno strumento ha il diritto di cederlo come reputa opportuno perche' il lavoro e' suo.
Io sono certo che se chiedessi a Stallman di venirmi a tagliare l'erba in giardino gratis non lo farebbe, pero' lui pretende di decidere se io devo cedere il mio lavoro gratuitamente o meno. Se permettete questa e' una mia decisione, non sua.
26/10/2007 12.32 | Francesco Carucci
Gravatar

# re: Lectio doctoralis, Richard Stallman

Oltre a concordare con Francesco, c'è un altro problema di base che non capisco...perchè tutto questo discorso dovrebbe valere con il software, ma non con tutto il resto?

Perchè quando compro un'auto non mi danno i progetti di come è fatto il motore? Posso sempre smontarlo e analizzarlo, come allo stesso modo posso smontare (o meglio disassemblare) un software per studiarlo, anche se forse infrangerei delle leggi di copyright in entrambi i casi.
E' vero che il software in sé è intangibile, ma per produrlo dietro ci sono comunque studi, idee e ore di lavoro e sudore come per qualsiasi altra cosa.
Lo stesso discorso che vale per la pirateria del software: come a nessuno viene in mente che un pezzo di hardware ci venga dato a gratis, perchè il software, dove dietro c'è spesso almeno altrettanto lavoro, non dovrebbe essere fatto pagare?
Poi si può discutere che un software possa costare troppo, o che se diminuisse il prezzo potrebbe essere venduto a più persone (come la musica online), ma questo è un altro discorso.
26/10/2007 13.59 | Stefano Ottaviani
Gravatar

# re: Lectio doctoralis, Richard Stallman

Io sono dell'idea che il software dovrebbe essere equiparato agli altri prodotti, ovvero se compri una macchina compri una macchina (non la sua licenza d'uso) e non ti fanno accettare un'EULA con restrizioni tipo: questa macchina la puoi guidare solo tu, sulle strade che decidiamo noi, non puoi aprire il cofano e studiare il motore, puoi usare solo la benzina che decidiamo noi ecc...

Questo e' il motivo, Stefano, per il quale e' bene che l'EULA resti solo nel campo del sw, ti immagini cosa succederebbe se tutti i prodotti venissero messi sul mercato con licenza d'uso annessa? Per fare la spesa dovresti farti accompagnare dall'avvocato (LOL).
26/10/2007 18.46 | Gustavo La Mela
Gravatar

# re: Lectio doctoralis, Richard Stallman

Beh, Gustavo, se sei convinto di questo fai una prova: compra una macchina, smontala, modificala, costruisci tanti altri dei cloni che hai creato e mettiti a venderne un po', che ne dici? Oppure, più semplicemente un cellulare, ne compri uno, lo modifichi, ne costruisci tanti ed entri nel campo dei produttori di cellulari. Poi dopo aver beccato denuncie per violazioni, essere finito in mezzo a grane immani, a casini vari e soprattutto esserti rovinato capirai la differenza tra il software e tante altre "manufatti".
26/10/2007 22.41 | rel
Gravatar

# re: Lectio doctoralis, Richard Stallman

perchè ogni scuola deve migrare al software libero? semplice: http://www.youtube.com/watch?v=st04-Oxy_Og
direi che non solo le scuole devono migrare al software libero ma tutta la pubblica amministrazione. i documenti della pubblica amministrazione devono infatti essere accessibili a tutti, ma soprattutto essere accessibili per sempre, quindi i software e i formati proprietari sono inaccettabili da questo punto di vista. potremmo arrivare al punto in cui tra 1000 anni i nostri successori riusciranno a decifrare geroglifici scritti dagli egiziani nel 3000 AC, ma non riusciranno a decifrare un documento Word scritto nel 2007. direi che è ridicolo.
ma poi francesco... tu pensi veramente che la vera libertà sia permettere tutto? io la chiamerei anarchia questa. l'anarchia non è una strategia lungimirante, mentre Stallman lo è stato e se tu non riesci a capirlo pazienza
08/11/2007 13.54 | uno qualunque
Gravatar

# re: Lectio doctoralis, Richard Stallman

No, il concetto "Tu per essere libero devi fare quello che dico io" non riesco mai a capirlo. Sara' un mio limite, che vuoi farci, pazienza, ma a casa mia io sono libero quando prendo le decisioni che voglio io, alla faccia di tutti voi dittatori illuminati :)
08/11/2007 19.49 | Francesco
Gravatar

# re: Lectio doctoralis, Richard Stallman

la libertà non è poter fare ciò che si vuole, ma poter fare quello che serve a mantenere la libertà. è un discorso un pò sottile.. comunque per lo stesso motivo non puoi uccidere i tuoi vicini di casa anche se ciò probabilmente ti farebbe sentire più libero
08/11/2007 21.55 | uno qualunque
Gravatar

# re: Lectio doctoralis, Richard Stallman

Stai cambiando discorso perche' alle strette. Qui non si parla di limitare la liberta' altrui (uccidere), ma della liberta' _sacrosanta_ di poter scegliere _liberamente_ i propri strumenti di lavoro. Io ho il diritto _inalienabile_ di scegliere i miei strumenti di lavoro in base alle mie esigenze, senza che ne' tu ne' stallman vi arroghiate il diritto di sceglierli per me. E poi pretendiate pure di insegnarmi il concetto di liberta'. Che siete i primi ad ignorare.
08/11/2007 22.18 | Francesco
Gravatar

# re: Lectio doctoralis, Richard Stallman

Purtroppo nella cosidetta comunità open di fanatici ce ne sono anche troppi. Leggevo ultimamente delle notizie su Mozilla che veniva criticata per aver fatto uno spot in tv (!) (secondo loro non rientra nello spirito giusto) e per aver aumentato lo stipendio ai suoi dipendenti.

Questi per fortuna non sono famosi, ma comunque è roba da matti.. rimanendo in tema Mozilla: Stallman a suo tempo, se non mi ricordo male, criticò Mozilla perchè il software che usavano per riportare i crash non era open source
17/11/2007 3.48 | Enzo
Gravatar

# re: Lectio doctoralis, Richard Stallman

già... ha ragione! Perchè dobbiamo comprare solo software ke gira solo su quell'hardware (apple)... o usare windows che rompe le palle su tutto....
io protesterei anche contro la bmw.....
xkè per guidare una bmw, devo usare solo sedili della bmw, motore della bmw... ecc. io voglio essere libero! voglio comprare i pezzi dove mi pare..e assembarli come mi pare!
poi se alla prima curva si smonta tutto e prendo unapianta.... la libertà me la ficco nel culo
06/02/2008 21.18 | De_Lac
Gravatar

# re: Lectio doctoralis, Richard Stallman

http://closedclub.wordpress.com

Visto che la propaganda Open Source è ovunque

Visto che esistono gruppi sul territorio, iniziative politiche, gruppi di pressione

Visto che di Open Source ne parlano sempre più spesso persone che non sanno cosa è fare un programma

Visto che tutti i piccoli programmatori, con le loro notti insonni e la loro creatività non hanno una voce, non hanno nessuno che li rappresenti.

Visto che non tutti sono daccordo con chi vuol regalare i programmi facendo pagare hardware o assistenza.

Visto che c’è ancora qualcuno che pensa che le invenzioni sono di chi le ha inventate ed i programmi sono di chi li ha scritti.

Per tutto questo fondo oggi il Closed Source, un club privato, esclusivo, clandestino, fatto di gente che non si conosce, che vuol far sapere al mondo no, l’open source non è una buona idea.

Liberiamo i programmatori, non i programmi.
16/05/2008 15.13 | closed source fan

Post Comment

Title  
Name  
Email
Url
Comment   
Please add 7 and 4 and type the answer here:

Powered by: