Telelavoro: una soluzione a tanti problemi?

Leggevo qualche giorno fa un articolo, che confrontava come in altri paesi la realtà del telelavoro sia da tempo affermata mentre in Italia quasi inesistente, per i soliti nostri motivi: incapacità di chi deve coordinare il lavoro nel capire l'effettiva produttività/capacità dei propri colleghi che quindi viene semplicemente ridotta alla mera presenza davanti al computer (e numero di ore passate in ufficio) e i problemi politici che vedrebbero sminuiti/delegettimanti realtà ormai obsolete e nella maggior parte di impaccio alle veloci evoluzioni come i nostri sindacati (io, i NOSTRI, li ritengo in molti casi dannosi ed inutili.. ma potrei essere esagerato).

In questo articolo si prendeva ad esempio la sola HP USA, dove circa 13mila dipendenti lavorano "in remoto". Questa scelta, da ricerche e feedback interni (altra cosa quasi completamente inesistente nelle realtà italiane), ha permesso di creare un attaccamento maggiore di questi dipendenti all'azienda(paradossale vero? smile_teeth), rispetto ai propri colleghi che sono "obbligati" a recarsi ogni giorno un ufficio.

E già questo potrebbe essere un motivo, oltre ai tempi risparmiati evitando di prendere treno, macchina, aereo, autobus o qualsiasi altro mezzo usato per andare in ufficio (e io ci aggiungereri anche la possibilità di bere il caffè con la propria tazza smile_teeth).

Ma la cosa più interessante, e anche più tangibile, di tutto questo discorso è stato il calcolo del risparmio per la comunità e per l'ambiente: per la sola HP e nel solo 2006 sono stati evitati 2,5 milioni di viaggi da pendolare (andata e ritorno), per un totale approssimativo di 65 milioni di miglia e circa 28 mila tonnellate di gas nocivi.

Belli questi dati, pensando alla tagenziale e al prossimo inizio di domeniche ecologiche ma soprattutto di giornate a targhe alterne..

 

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Print | posted on Tuesday, September 25, 2007 11:29 AM