Passare dal (Windows) Mobile al (Windows) Phone

Oggi partecipando al Windows Phone Lab organizzato da Nokia e Microsoft presso la sede romana di MS, ho avuto occasione di parlare con dei colleghi che più o meno ruotano nel mio mondo, il mondo dei device Windows Ce e Windows Mobile.

Giusto per capirci sto parlando di quei device utilizzati da chi viene a casa vostra a leggere i contatori, oppure quelli con cui si inventaria o movimenta la merce nei magazzini di smistamento della merce, oppure ancora quel dispositivo da cui controllate il riscaldamento di casa, o il navigatore satellitare che avete in auto ecc.

Questo mercato sembra ai più una cosa piccola ma che vi assicuro continua a fare dei numeri di vendite davvero importanti (milioni di pezzi ogni anno).

Molte aziende che lavorano nell’embedded stanno ovviamente guardando anche alle nuove piattaforme mobili tanto popolari negli ultimi anni (iPhone, Android, WindowsPhone ecc) tuttavia è necessario fare delle considerazioni :

ad esempio nei dispositivi “moderni” manca la possibilità di leggere i barcode in maniera nativa (*), oppure se un iPhone cade per terra o peggio in una pozzanghera, difficilmente ne esce riutilizzabile, scenario perfettamente gestito da un tipico device “embedded” che regge cadute ripetute per terra e resiste a schizzi d’acqua e polvere.

D’altro canto i molteplici ambienti di sviluppo, framework et simila, rendo la realizzazione di applicazioni sui device “moderni” molto semplice.

E’ chiaro quindi che ci sono degli scenari in cui i due mondi restano (per ora) separati, tuttavia alcune cose devono essere tenute in mente prima di intraprendere lo sviluppo di applicazioni tipo “Raccolta delle letture dei contatori” su iPhone o Windows Phone.

Pensate ad esempio se la tipologia di lavoro prevede ad esempio l’utilizzo di  guanti da parte dell’operatore, in tal caso i nostri bellissimi schermi touch (oramai quasi tutti capacitivi) resterebbero inanimati sotto le insistenti pressioni dell’operatore guantato.

E chiaro che lo scenario e le condizioni di lavoro determinano pesantemente il tipo di applicazione, l’interfaccia e l’hardware più adatto da utilizzare.

Vabbé direte voi ma dove vuoi arrivare?

Vengo tosto al dunque: mi ripropongo di trattare per singoli post su questo blog, di descrivere il porting di una applicazione “industriale” dalla piattaforma “embedded” a quella “moderna” analizzando i vari passi necessari e vedendo in dettaglio il codice.

Pertanto vi invito a lasciare commenti o scrivermi direttamente per qualsiasi curiosità o dubbio su questi argomenti.

Gradirei anche avere commenti relativi allo stile letterario da me utilizzato, se risulta di vostro gradimento.

Alla prossima

Marco

 

 

(*)Esistono molte librerie che implementano questa feature utilizzando la fotocamera dei device, ma l’operazione resta enormemente meno performante ed affidabile di quella dei lettori presenti sui device “embedded”

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