Il paradosso del lavororatore IT

Ultimamente sto facendo dei colloqui a diversi programmatori "esperti" per cercare persone valide da inserire su un progetto .NET 3.0 in C#. Molto spesso arrivano persone con diversi anni d'esperienza (>5) che chiaramente hanno già una discreta retribuzione e vorrebbero valutare nuove opportunità lavorative più  remunerative e stimolanti.  Il problema principale è che la maggior parte di queste conosce per esempio VB 6 (non me ne vogliano i tanti programmatori che arrivano da VB 6 :) ) benissimo, però ...... programmazione a oggetti ? (un po'), XP Programming (cos'è ?), TDD (cosa ?), C# (qualcosa), etc. etc. 

Purtroppo queste persone alla luce dei fatti sulle nuove tecnologie sono Junior e come fa una società ad assumerle ed accollarsi i costi della loro formazione pagandoli anche come senior ?

E' un bel problema, no ? La maggior parte dei lavoratori IT inizia a lavorare, impara le cose attuali e poi si ferma adagiandosi sugli allori, con il risultato che dopo pochi anni anzichè crescere professionalmente si ritrova fuori mercato. Forse da questo punto di vista premia molto di più essere liberi professionisti dove si è costretti a migliorarsi continuamente per offrire sempre servizi di alto livello, no ?

posted @ giovedì 21 settembre 2006 22.57

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Comments on this entry:

# re: Il paradosso del lavororatore IT

Left by Lawrence Oluyede at 22/09/2006 0.37
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il problema non è tanto, come dici giustamente tu, se usano VB6 o Common Lisp. Il problema sta nell'attitudine di non volersi rinnovare. Non poche persone che ho conosciuto che sono nate su VB6 ci sono rimaste pensando che il mondo finisca lì...

Ognuno fa quello che vuole della propria vita lavorativa, ma lo sa anche un bambino che l'informatica non è esattamente il posto giusto dove fossilizzare le proprie competenze.

Per curiosità: che progetto è?

# re: Il paradosso del lavororatore IT

Left by gian luigi franceschi at 22/09/2006 9.07
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Sto vivendo lo stesso problema e confermo in pieno le tue affermazioni e quelle di Lawrence. Dopo sei anni un sedicente programmatore di Old Machines o si rinnova investendo il necessario (tantissimo) o deve considerare altri settori di impiego.

# re: Il paradosso del lavororatore IT

Left by Dino Lupo at 22/09/2006 9.22
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Sono d'accordo, e inoltre aggiungo un nuovo interrogativo: a 50-60 anni saremo ancora in grado di aggiornarci alla frequenza che l'informatica di oggi e domani ci porrà?

Personalmente credo che anche nelle altre discipline (medicina, legge, ingegneria ecc.) bisogna aggiornarsi di continuo, ma di certo non con la stessa frequenza e intensità a cui noi siamo sottoposti.

Saluti da uno del mondo Java...

# Re: Il paradosso del lavororatore IT

Left by Igor Damiani at 22/09/2006 9.24
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hai ragione, è un po' quello che dicevo l'altro giorno...
http://blogs.ugidotnet.org/idamiani/archive/2006/09/20/48234.aspx
uno può essere senior per esperienza/età, ma junior nei confronti di una certa tecnologia. Ma io penso anche che ve la andate un po' anche a cercare, nel senso che trovo assurdo cercare continuamente persone in grado di lavorare su tecnologie nuove, perchè penso che non si può studiare per sempre e su ogni cosa.

# re: Il paradosso del lavororatore IT

Left by Marco Trova at 22/09/2006 9.32
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Si possono comunque fare cose di "basso livello" anche con c# 3.0.. :-P

# re: Il paradosso del lavororatore IT

Left by Antonio Di Motta at 22/09/2006 9.37
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Personalmente io ho il problema opposto.

Pur lavorando in una società di un gruppo importante (Siemens) nell'azienda ho molte difficoltà ad affermare il principio che nel nostro settore occorre un aggiornamento pressoché continuo.

Può sembrare assurdo, ma esistono società dell'IT in cui le competenze tecniche non vengono prese in seria considerazione.

Io comunque cercherò di rimanere sempre aggiornato, almeno fino a quando l'amore per l'informatica non verrà meno.

# Re: Il paradosso del lavororatore IT

Left by Antonio "tdj" Catucci at 22/09/2006 10.02
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A volte trovo ingiusto associare il VB6 ad un "basso profilo professionale" perchè questo dipende essenzialmente dal programmatore.
Ho sempre lavorato in VB6 ed è da tempo che tento di disfarmene per lavorare stabilmente su .net ma... c'è un ma ed è, paradossalmente (nel mio caso), l'ambiente di lavoro stesso. Non tutte le aziende capiscono l'importanza di aggiornarsi e pur muovendoti da solo non hai la possibilità di applicare praticamente (o almeno non sempre) quello che impari.
In questi casi la cosa migliore è cercare un'azienda disposta ad investire su di te e, da quello che scrivi, non è sempre così facile (ed hai tutte le ragioni del caso soprattutto in merito alla OOP...)
Insomma, credo ci voglia un po' di elasticità da entrambe le parti.

Poi, come dice Igor, non si può star dietro a tutte le novità o, almeno, non nel breve periodo.

E' proprio il caso di dire che "chi cerca, non trova" :)

# re: Il paradosso del lavororatore IT

Left by raffaeu at 22/09/2006 11.08
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La penso allo stesso modo io son statto costretto in questa azienda a dare le dimissioni perchè ottenuto l' MCAD mi hanno detto (Sei troppo aggiornato per stare qui ... bella scusa eh?) E io so che l' MCAD non è sintomo di un totale aggiornamento ... Comunque è nel nostro vantaggio continuare ad aggiornarci ... Il problema principale a parer mio e' : E i soldi per comperare libri, corsi e pagare esami e webcast chi me li da?? Mi ca posso permettermi tutto con un misero stipendio di 1500 € ...

# Re: Il paradosso del lavororatore IT

Left by Igor Damiani at 22/09/2006 11.44
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ragazzi, quoto tutto, e quasi mi vien voglia di scrivere un post su questo...
cmq, il problema delle aziende a cui non frega nulla di aggiornarsi lo conosco: prima lavoravo in un'azienda che sviluppava sw per la PA, tutto in VB6. A loro di OOP, di WPF e di organizzare le app a layer non frega una mazza. L'importante è la consegna il sw di invalidità civile a Parma e son contenti.
un discorso che forse non ho mai affrontato nei miei post è quello che io indico come "maturità del software": se cambiamo linguaggio o tecnologia ogni - mettiamo - 5 anni, non scriveremo mai abbastanza bene un sw, perchè non gli lasceremmo il tempo di crescere (sia dentro che fuori di noi). Così come un bambino di 6 anni non è maturo, così vale per il sw. Io sono convinto dell'idea che quando il rinnovamento del software subirà un rallentamento (10 anni in cui non accade nulla), tutti potremmo sfruttare fino in fondo le tecnologie a disposizione, come .NET o quant'altro...

# re: Il paradosso del lavororatore IT

Left by Massimo F. at 25/09/2006 9.48
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Credo che la cosa vada distinta se si parla di liberi professionisti o di dipendenti. Nel primo caso l'aggiornamento è gestito in primis dallo stesso professionista, la disponibilità di tempo e risorse è quasi esclusivamente a carico di questi, quindi la poca disponibilità al rimanere al passo con le nuove tecnologie potrebbe essere in gran parte imputata al soggetto.
Per quanto riguarda un lavoratore dipendente la cosa è molto diversa, nel senso che è l'azienda per prima che deve innovarsi, inquanto il professionista è solo il membro di un gruppo o di il componente di una squadra. Le spese in termini di tempo e risorse, sono in tal caso in gran parte a carico dell'azienda inquanto con orari di lavoro fissi o di poco variabili (ad esempio 9 ore + straordinari) quanto tempo potrebbe rimanere al dipendente che possiede uno straccio di vita sociale?
In tal caso se l'azienda per prima non intende investire nell'aggiornamento del personale, c'è davvero poco da imputare ai singili soggetti.
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