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        <title>UX</title>
        <link>http://blogs.ugidotnet.org:443/allePalle_blog/category/UX.aspx</link>
        <description>User Experience</description>
        <language>it-IT</language>
        <copyright>Alessandro Scardova</copyright>
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            <title>La notifica degli errori</title>
            <link>http://blogs.ugidotnet.org:443/allePalle_blog/archive/2013/02/02/la-notifica-degli-errori.aspx</link>
            <description>&lt;p&gt;È un po’ che ho in mente di scrivere questo post: quante volte malediciamo i nostri utenti perché quando qualcosa va storto ti dicono: “non funziona” e quanto chiedi educatamente se si ricordano il messaggio di errore la risposta è quasi sempre negativa.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Ma è sempre colpa loro? Io credo che molte volte si trascuri l’aspetto di user experience nella gestione degli errori, si fa presto a scrivere un:&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p&gt;catch (Exception ex)      &lt;br /&gt;{       &lt;br /&gt;    var md = new MessageDialog(ex.Message);       &lt;br /&gt;    var result = md.ShowAsync();       &lt;br /&gt;}&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p&gt;Ma il risultato non è sempre alla portata di tutti:    &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://blogs.ugidotnet.org/images/blogs_ugidotnet_org/allePalle_blog/Windows-Live-Writer/e8caa3a21540_F3D6/image_4.png"&gt;&lt;img title="image" style="border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; background-image: none; border-bottom-width: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px; border-top-width: 0px" border="0" alt="image" src="http://blogs.ugidotnet.org/images/blogs_ugidotnet_org/allePalle_blog/Windows-Live-Writer/e8caa3a21540_F3D6/image_thumb_1.png" width="244" height="139" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Brutta bestia il MessageDialog o MessageBox usato in una catch, ma è quello si usa molto spesso: che fare quindi?  Prima di tutto è bene sostituire i messaggi di sistema, che sono pensati per fornire informazioni di debug allo sviluppatore ma non per essere visualizzati all’utente. Gli errori devono essere semplici, di facile comprensione e memorizzazione, per esempio:&lt;/p&gt;  &lt;ul&gt;   &lt;li&gt;Errore di rete; &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;Accesso negato; &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;Manca la carta nella stampante; &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;Non riesco a salvare; &lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;  &lt;p&gt;Evitare di usare parole come &lt;strong&gt;memoria&lt;/strong&gt; (gli utenti non sanno mai se si tratta di RAM o di storage), &lt;strong&gt;database&lt;/strong&gt; (questo misterioso) o altri tecnicismi che potrebbero confondere l’utente.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Salvare gli errori di sistema in un log al quale l’utente potrà accedere su richiesta del tecnico di help desk, con un comando apposito.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Evitare le dialog: è incredibile come le dialog vengano sistematicamente ignorate dagli utenti. In caso di errore visualizzare l’informazione in modo evidente nell’interfaccia utente e se necessario disabilitare comandi che potrebbero generare altri errori. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Questo è un esempio di come ho implementato la gestione degli errori:&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://blogs.ugidotnet.org/images/blogs_ugidotnet_org/allePalle_blog/Windows-Live-Writer/e8caa3a21540_F3D6/image_6.png"&gt;&lt;img title="image" style="border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; background-image: none; border-bottom-width: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px; border-top-width: 0px" border="0" alt="image" src="http://blogs.ugidotnet.org/images/blogs_ugidotnet_org/allePalle_blog/Windows-Live-Writer/e8caa3a21540_F3D6/image_thumb_2.png" width="244" height="76" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Debbo dire che l’esperienza ha dimostrato che anche in caso di problemi l’utente è sempre in grado di comunicare correttamente l’errore riportato.&lt;/p&gt;&lt;img src="http://blogs.ugidotnet.org:443/allePalle_blog/aggbug/101429.aspx" width="1" height="1" /&gt;</description>
            <dc:creator>Alessandro Scardova</dc:creator>
            <guid>http://blogs.ugidotnet.org:443/allePalle_blog/archive/2013/02/02/la-notifica-degli-errori.aspx</guid>
            <pubDate>Sat, 02 Feb 2013 19:50:12 GMT</pubDate>
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            <title>The Microsoft design language</title>
            <link>http://blogs.ugidotnet.org:443/allePalle_blog/archive/2012/11/03/the-microsoft-design-language.aspx</link>
            <description>&lt;p&gt;Ci siamo, finalmente la nuova famiglia dei sistemi operativi Microsoft è disponibile: Windows 8, Windows RT e Windows Phone 8 sono realtà. Tre OS differenti pensati per dispositivi diversi: Personal computer e tablet basati su processori classici, pc e tablet basati su processori ARM e, ovviamente, smartphone.  &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://blogs.ugidotnet.org/images/blogs_ugidotnet_org/allePalle_blog/Windows-Live-Writer/872e93e2de4c_F169/image_6.png"&gt;&lt;img width="442" height="246" title="image" style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-left: 0px; display: inline; background-image: none;" alt="image" border="0" src="http://blogs.ugidotnet.org/images/blogs_ugidotnet_org/allePalle_blog/Windows-Live-Writer/872e93e2de4c_F169/image_thumb_1.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’idea è che tutti questi oggetti, indipendentemente dalla forma e dalla tecnologia interna, abbiano in comune &lt;strong&gt;la stessa esperienza utente:&lt;/strong&gt; personal Computer, notebook, tablet, cellulari e console per videogame possono essere utilizzati nello stesso modo, con estrema facilità per l’utente. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Un processo che matura nel tempo      &lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;Nel 2007 Microsoft mette insieme un gruppo, la divisione &lt;em&gt;Microsoft's Entertainment &amp;amp; Devices&lt;/em&gt;, guidato da Robbie Bach; gruppo che &lt;a target="_blank" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Walter_Mossberg"&gt;Walt Mossberg&lt;/a&gt; definisce “una piccola Apple”. Fin troppo: il gruppo a mio parere segue una strada già percorsa da Apple che vede una separazione, nell’esperienza utente, del mondo PC dal mondo consumer. Il gruppo si inventa il famoso &lt;em&gt;courier&lt;/em&gt;, un device innovativo ma con un’esperienza utente completamente diversa da Windows. Nel 2010 Ballmer capisce che non può esserci una divisione così isolata dal resto della società e &lt;a target="_blank" href="http://www.microsoft.com/en-us/news/press/2010/may10/05-25transition.aspx"&gt;manda in pensione Bach&lt;/a&gt;, assumendo direttamente il controllo della divisione. La decisone è chiara: Microsoft deve reinventarsi Windows e Office per offrire agli utenti un’unica esperienza utente, dall’intrattenimento alle attività professionali, dai cellulari ai Personal Computer negli uffici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Una &lt;em&gt;vision&lt;/em&gt; ambiziosa&lt;/strong&gt;     &lt;br /&gt;
Come è possibile dare la stessa esperienza utente a oggetti che devono essere comandati con le dita ad altri che hanno tastiera e mouse? Semplice, la stessa che ci consente di comunicare con la voce e con il testo scritto: &lt;strong&gt;il linguaggio&lt;/strong&gt;. Se altre aziende hanno un design language, esso viene limitato all’hardware: dalle linee sinuose dei prodotti Apple alle auto della Mercedes questi prodotti ci parlano di come sono stati prodotti, progettati e assemblati. Microsoft è la prima società che introduce “&lt;em&gt;un unico e consistente design language per ogni schermo&lt;/em&gt;”, questo linguaggio che alcuni conoscono come “Metro”, oggi si chiama &lt;strong&gt;Microsoft design,&lt;/strong&gt; proprio per rafforzare il concetto che non si tratta di un modo di concepire una particolare linea di prodotti, ma che diventa il linguaggio di design di &lt;strong&gt;tutti&lt;/strong&gt; i prodotti della società.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;C’era bisogno di tutto ciò?&lt;/strong&gt;     &lt;br /&gt;
Pensiamo alla user experience delle applicazioni Windows che usiamo tutti i giorni, sebbene ci sia un &lt;a target="_blank" href="http://msdn.microsoft.com/en-us/library/windows/desktop/aa511258.aspx"&gt;corposo documento&lt;/a&gt; che indica come devono essere fatte le applicazioni, questo documento viene regolarmente disatteso (sono semplici linee guida) e spesso le applicazioni non hanno coerenza tra loro. Pensiamo alla interazione tra le diverse applicazioni: se oggi dobbiamo trasferire dati da un’applicazione all’altra non ci rimane che il copia / incolla o affidarci ai filtri di importazione. Pensiamo all’installazione: se oggi abbiamo bisogno di una funzionalità dobbiamo fidarci del nostro motore di ricerca o di portali specifici, ma non abbiamo l’esperienza di uno Store dove le applicazioni vengono certificate e approvate per noi. Se pensiamo a tutto questo probabilmente converremo con Microsoft che c’è bisogno di qualcosa di nuovo e &lt;em&gt;reimmaginato&lt;/em&gt; che possa girare sui nostri dispositivi per i prossimi anni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;img width="219" height="240" style="display: inline;" alt="" src="http://fc05.deviantart.net/fs70/i/2012/048/7/6/the_new_windows_logo__original_and_colored__by_dakirby309-d4q2ybv.png" /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Un cambio di prospettiva      &lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;”Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a vedere voi stessi. Coraggio! È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un'altra prospettiva”. [Prof. Keating, L’attimo Fuggente]&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Solo Windows 8 permette alle vecchie applicazioni di girare nella modalità desktop, Windows Phone 8 consente di utilizzare le applicazioni scritte per Windows Phone 7.5 (ma non quelle per Windows Mobile) mentre Windows RT consente di installare solo le nuove app Windows Store, applicazioni che vengono verificate e certificate da Microsoft. Non siamo obbligati ad abbracciare la nuova modalità: possiamo continuare a sviluppare le applicazioni come abbiamo sempre fatto. Ma se vogliamo dare ai nostri clienti un’esperienza unica, in modo che la nostra applicazione faccia parte della loro vita digitale dobbiamo cominciare a sviluppare in modo nuovo. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Insomma, abbiamo un sacco di motivi per divertirci nei prossimi mesi :)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A proposito, via aspetto &lt;a target="_blank" href="http://dotdotnet.org/content/2012-DevCamp-Bologna.aspx"&gt;giovedì 8 novembre al Dev Camp a Bologna&lt;/a&gt;!&lt;/p&gt;&lt;img src="http://blogs.ugidotnet.org:443/allePalle_blog/aggbug/101302.aspx" width="1" height="1" /&gt;</description>
            <dc:creator>Alessandro Scardova</dc:creator>
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            <pubDate>Sat, 03 Nov 2012 11:10:56 GMT</pubDate>
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            <title>Addio Metro: &amp;egrave; stato bello.</title>
            <link>http://blogs.ugidotnet.org:443/allePalle_blog/archive/2012/10/03/addio-metro-egrave-stato-bello.aspx</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img width="444" height="294" title="image" style="border-width: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-left: 0px; display: inline; background-image: none;" alt="image" border="0" src="http://blogs.ugidotnet.org/images/blogs_ugidotnet_org/allePalle_blog/Windows-Live-Writer/Addio-Metro--stato-bello_A731/image_3.png" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mancano pochi giorni al lancio ufficiale di Windows 8 e finalmente sembra che si sia chiarita la vicenda intorno al codename “Metro”,  che nella fase Beta indicava sia un’applicazione per Windows 8 e Windows RT che il particolare design che le caratterizza, arrivando fino a definire la nuova pagina Start di Windows 8.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tralascerò i motivi per cui Microsoft ha dovuto abbandonare il codename  e la incredibile vicenda legata ad una nota catena di Cash &amp;amp; Carry tedesca per concentrami sul concetto di Design Language.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img width="444" height="272" title="image" style="border-width: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-left: 0px; display: inline; background-image: none;" alt="image" border="0" src="http://blogs.ugidotnet.org/images/blogs_ugidotnet_org/allePalle_blog/Windows-Live-Writer/Addio-Metro--stato-bello_A731/image12.png" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La versione RTM di Visual Studio chiama correttamente i template per sviluppare applicazioni per Windows 8 e Windows RT “&lt;strong&gt;Windows Store&lt;/strong&gt;” e da un &lt;a target="_blank" href="http://www.zdnet.com/microsoft-finally-comes-cleaner-on-post-metro-naming-plans-7000004151/"&gt;post di Mary Jo Foley&lt;/a&gt; di qualche giorno fa si fa chiarezza (o quasi) sul punto: &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Windows Store apps      &lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;(per i fanatici del branding la parola &lt;em&gt;apps&lt;/em&gt; è in minuscolo)     &lt;br /&gt;
Sono le app realizzate per Windows 8 e Windows RT che verranno distribuite attraverso il Windows Store, che non necessariamente devono avere un particolare design style, fermo restando il rispetto dei &lt;a target="_blank" href="http://msdn.microsoft.com/en-us/library/windows/apps/hh694083.aspx"&gt;requisiti per la certificazione&lt;/a&gt;, attualmente alla versione 3.0. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Modern apps      &lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;In un primo tempo pensavo che &lt;em&gt;Modern&lt;/em&gt; identificasse il nuovo nome del design language, anche perché i concetti base sono simili a quello che viene definito &lt;strong&gt;&lt;a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Movimento_Moderno"&gt;Movimento Moderno&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, ma mi sono presto dovuto ricredere: Somasegar in una intervista telefonica, definisce &lt;em&gt;"Modern apps" is a sweeping term that mean apps that work on connected devices and make use of continuous services,". &lt;/em&gt;Non ci troviamo quindi di fronte ad una definizione di un design ma piuttosto ad una architettura specifica per applicazioni mobili e non solo, in grado di consumare servizi remoti. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Microsoft design style&lt;/strong&gt;     &lt;br /&gt;
a quanto pare Microsoft ha messo il cappello al design language: quello che fino ad oggi abbiamo chiamato Metro style è diventato &lt;strong&gt;il design language di Microsoft&lt;/strong&gt;, nato e pensato per le &lt;em&gt;Windows Store apps&lt;/em&gt; &lt;a target="_blank" href="http://msdn.microsoft.com/en-us/library/windows/apps/hh464920.aspx#traits_8_embrace_metro"&gt;i cui principi&lt;/a&gt; possono essere estesi ad altri tipi di applicazioni, sia desktop che web, a documenti e presentazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La documentazione è ancora in aggiornamento con la nuova nomenclatura, le stesso &lt;a target="_blank" href="http://go.microsoft.com/fwlink/?LinkId=258743"&gt;PDF che riassume UX Guildelines&lt;/a&gt; in versione RTM citano ancora Metro styles app, in generale però quando si parla di design delle Windows Store apps si fa riferimento al Microsoft design style. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Salvo valide motivazioni, ad esempio legate ad un particolare brand dell’app, se volete sviluppare app Windows Store di successo è bene seguire i principi del Microsoft design stile definiti in &lt;a target="_blank" href="http://msdn.microsoft.com/en-us/library/windows/apps/hh464920.aspx"&gt;questa pagina&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Addio Metro, è stato divertente giocare col quel nome, ma oggi diamo un caloroso benvenuto al &lt;strong&gt;Microsoft design style!&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://blogs.ugidotnet.org:443/allePalle_blog/aggbug/101253.aspx" width="1" height="1" /&gt;</description>
            <dc:creator>Alessandro Scardova</dc:creator>
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            <pubDate>Wed, 03 Oct 2012 14:39:53 GMT</pubDate>
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