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Bloggers (posts, last update)

Latest Posts

…sempre per quella storia del noi valiamo :-)

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Viaggio poco, anzi pochissimo, nonostante questo ho anche un portatile (la macchina principale è una workstation Dell), un Dell XPS13 discretamente carrozzato.

Ovvio se il vostro approccio è il SUVvettone per il managerone che fa solo casa-ufficio/ufficio-casa e la Fiat Duna per quello che si spara 60.000 Km/anno mi rendo conto che non possiate proprio capire.

#ciaone

posted @ 29/06/2016 9.13 by Mauro Servienti

Perché noi valiamo :-)

(Parafrasando una nota pubblicità)

Mi capita ancora oggi di parlare con gente che lavora con un singolo monitor, scadente e pure piccolo, oppure con gente che viaggia tanto e a cui l'azienda appioppa uno di quei 17 pollici in stile mattone…

…e io continuo a chiedermi: ma perché?!?!?!?!

Questo è il mio setup attuale:

Il prezzo odierno di questo setup su Amazon è di circa 860,00 euro (+circa 60 euro di stand VESA perché i monitor laterali sono vecchiotti e non supportano la rotazione, problema ad oggi superato)

Quindi tu datore di lavoro, si proprio tu, mi stai dicendo che per 860 euro circa sei disposto a far fare una vita d'inferno al tuo bene più prezioso…

Ti faccio anche notare che potresti abbattere quel costo a 424,72 (ad oggi 29/6/16) per il solo ASUS PB287Q 28" 4K che c'è in mezzo cambiando comunque in meglio, molto in meglio la vita del tuo bene più prezioso.

Siccome ogni tanto, molto raramente devo essere sincero, scrivo anche io codice seriamente giovo del supporto multi monitor di Visual Studio e configuro il mio ambiente così:

Arriverà un post anche sull'agendina :-)

posted @ 29/06/2016 8.46 by Mauro Servienti

Arriva il Marketing Business Summit 2016 a Bologna

Arriva a Bologna il 25 e 26 novembre il MAKRETING BUSINESS SUMMIT. Due giornate di formazione di altissimo livello per imprenditori, aziende, web agency e professionisti.

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Sul sito www.mbsummit.it potete trovare informazioni e dettagli sull’evento

Tra i relatori ci sono Marketing Manager, SEO e Social Meda Manager di importanti Aziende e Agenzie. Questo per fornire un punto di vista ampio e differente.

Tra i principali relatori troviamo:

  • Rachele Zinzocchi R&D Social Media Manager , Public Speaker
  • Luca Targa Inside CEO & Direttore Creativo Inside Comunicazione
  • Tonia Maffeo Head of Community e Marketing di Spreaker
  • Angela Conte  Responsabile Marketing Aruba SPA
  • Andrea Albanese Social Media Marketing & Digital Communication Advisor
  • Giorgio Triani Professore Università Degli Studi di Parma
  • Luca Barboni Growth Hacker & Founder @ Growth Hound
  • Marco Maltraversi SEO e CEO  YourDigitalWeb
  • Riccardo Mares Search Marketing Manager Studio Cappello
  • Filippo Giotto Social Meda Manager Banca Mediolalum
  • Francesco Chiappini  E-Commerce Specialist
  • Benedetto Motisi SEO Specialist
  • Maria Fossarello Marketing Manager @ BlaBlaCar Italia
  • Paolo Dello vicario SEO e Founder ByTek Marketing
  • Paolo Ciotti Marketing Manager di HP Italy
  • Flavia Imperatore Manager & Blogger Misya
  • Ivano di Biasi SEO & CEO SEO Zoom

Insomma due giornate di altissimo livello da non perdere visto anche il prezzo scontato.

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posted @ 27/06/2016 16.54 by Marco Maltraversi

DevMarche: Social Skills Afternoon

Grandi news, grandi!

Il 22 luglio sarò ospite di DevMarche, ad Ancona, insieme a Lorenzo e Alessio per partecipare ad un evento un po’ diverso dal solito: Social Skills Afternoon.

Il mio ruolo sarà quello di raccontare come lavoriamo in Particular Software al fine di intavolare una discussione sulle problematiche legate al lavoro distribuito. Non vuole essere una sessione monodirezionale, vuole essere uno spunto di conversazione: non mi limiterò a parlare solo di strumenti e organizzazione ad alto livello ma cercherò anche di raccontarvi come funzionano alcuni dei processi interni e anche come non funzionano o funzionano male alcuni altri :-)

Accorrete gente, accorrete!

posted @ 27/06/2016 14.32 by Mauro Servienti

Community Days 2016 – Milano

I Community Days tornano, questa volta a settembre, e per l’ennesima volta ho l’onore di essere uno degli speaker. Questa volta il tema sarà un po’ diverso dal solito e mi focalizzerò sui vantaggi e le problematiche legate al lavorare in un mondo distribuito, o dispersed come lo chiamiamo noi.

Se quindi siete curiosi, avete domande, volete condividere le vostre esperienze o semplicemente desiderate conoscere qualcosa di nuovo: fatevi sotto, le registrazioni sono aperte e i posti vanno a ruba.

posted @ 24/06/2016 9.57 by Mauro Servienti

Sempre perchè le metriche non sono condivise…

Tutti commenti interessanti:

image

image

C’è un terzo punto di vista: i giapponesi hanno il loro concetto di qualità, che è rappresentato solo da 9 e 10, cosa non condivisa da altre country nelle quali potrebbe essere perfettamente accettabile un 7. In questo caso i giapponesi se ne fregano di valutare country per country e impongono la loro metrica potando inevitabilmente le country a falsare il gioco per sopravvivere ad una metrica che non ha senso per loro.

posted @ 22/06/2016 8.20 by Mauro Servienti

Aggiornamento VSTS del 17 giugno

Questa volta l’aggiornamento è stato più rapido del previsto, il 17 giugno abbiamo avuto un altra wave di aggiornamenti su Visual Studio Team Service. Come sempre potete leggere tutti i dettagli nel blog ufficiale, qui vi farò un riassunto delle mie nuove funzionalità preferite.

Innanzitutto se avete un team corposo ed usate GitFlow è possibile che il numero delle branch in Git diventi elevato, per questo nel tab delle branches è ora disponibile una sezione “my branches” dove vedrete le branch che avete creato voi o a cui avete contribuito. In questo modo è immediato distinguere le vostre branch da quelle di altri componenti del team.

Branch picker featuring Mine

Un’altra importante novità è un nuovo header per la form dei Work Item, in particolare è ora presente in molta evidenza il bottone “Save & Close” che sicuramente è quello più utilizzato, dato che molto spesso dopo che si apre un Work Item se lo si modifica si vuole semplicemente chiudere salvando le modifiche effettuate.

Improved work item header

Per tutti coloro che usano le funzionalità di Test ed in particolare le exploratory sessions, è ora finalmente possibile avere una visualizzazione chiara di tutte le exploratory session effettuate sul progetto.

Insights in exploratory testing

Nell’addin di Chrome è ora possibile anche richiedere la registrazione del desktop da includere in un eventuale bug.

Un’altra interessantissima funzionalità è la possibilità di vedere l’andamento dei test per singole branch, questo è molto importante perché cosi si ha la chiara indicazione della qualità delle varie branch

History tab in the result summary page

La funzionalità sicuramente più corposa è però data dalla possibilità di personalizzare il Process Template introducendo stati custom. Questa funzionalità ha un intero post dedicato all’argomento, e costituisce un ulteriore importante passo verso la parità di funzionalità tra VSTS e TFS. Questo permette quindi di avere colonne personalizzabili nella Task Board, grazie alla possibilità di aggiungere stati al Work Item di tipo Task. Non è ancora possibile personalizzare in maniera avanzata le transizioni tra stati (con regole o decidere quali transizioni sono possibili), ma già questa funzionalità rende possibile personalizzare VSTS in modo che si adatti maggiormente alle vostre esigenze.

Per chi sviluppa Java invece è ora possibile effettuare analisi di codice direttamente da un task Maven, senza la necessità di impostare un server Sonar Qube, anche questa funzionalità è abbastanza corposa e descritta in dettaglio in un post dedicato.

Vi invito comunque a leggere il post ufficiale in modo da vedere tutte le novità disponibili.

Gian Maria.

posted @ 21/06/2016 19.54 by Gian Maria Ricci

Quando le metriche non sono condivise…

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Quale sarebbe il senso?

posted @ 20/06/2016 7.59 by Mauro Servienti

Condividere gli obiettivi: mission.

Ci sono momenti in cui nonostante siate convinti che le soluzioni ci sono e che avete diligentemente osservato e misurato vi ritrovate bloccati in una sorta di limbo da cui non riuscite ad uscire.

Iterare e reiterare su quello che si ha non è detto che porti a nulla, probabilmente in questo caso quello che non è chiaro, o condiviso, sono gli obiettivi con la conseguenza che il punto di vista sul problema cambia, cambia il modo di valutarlo, o addirittura di identificarlo come tale, e variano di certo le valutazioni che vengono fatte su osservazioni e misurazioni.

È molto importante quindi definire gli obiettivi prima di affrontare qualsivoglia problema, e calare il problema nel contesto degli obiettivi, questo è uno dei motivi per cui molte aziende ad esempio, o gruppi di persone con una finalità, definiscono una “mission” condivisa con tutto il gruppo.

La “mission” è il faro verso cui orientarsi per dare contesto a problemi e soluzioni.

Provate ad immaginare le azioni di un’azienda la cui “mission” è avere successo e provate a confrontarle con quelle di un’azienda la cui “mission” è il successo dei suoi clienti. Il risultato è un abisso e, per inciso, spesso la seconda è un’azienda di successo la prima si ritrova a rincorrerlo sempre. Questo “semplicemente” perché a fronte dello stesso problema le valutazioni e osservazioni basate sulla “mission” portano a soluzioni e azioni diverse.

Ora provate a immaginare una terza azienda, nello stesso settore delle due di cui sopra, che non ha una “mission” condivisa, quasi certamente è in stallo immobilizzata nella sua incapacità di affrontare i problemi. Manca la prospettiva.

posted @ 17/06/2016 9.30 by Mauro Servienti

Usare Azure come PAAS e non come IAAS

Si parla tanto di Cloud in questi periodi, e spesso purtroppo l’adozione del Cloud non viene fatto, a mio avviso, nel modo giusto.

Ad esempio, parlando di Azure, se si inizia l’approccio spostando e creando Virtual Machines su Azure il risultato non sempre è piacevole. Se una azienda ha già il suo sistema di virtualizzazione (vmware o Hyper-V) l’avere le VM su Azure non da vantaggi tangibili, soprattutto considerando la banda che abbiamo in Italia.

Se si vuole veramente avvantaggiarsi del Cloud, bisogna approcciare il problema da un punto di vista differente. Per fare un esempio prendo un post scritto dal caro amico Matteo (http://mattvsts.blogspot.it/2016/06/a-simple-vsts-based-pipeline-for-java.html) che spiega come creare una pipeline di Build –> Test –> Release di una app Java in un Azure Web Site.

In questo caso ci stiamo avvantaggiando del cloud in molti punti, e l’esperienza di Matteo è stata molto positiva dal punto di vista dell’operational. Pur non essendo un esperto in java, ma avendo semplicemente un progetto Java con una build di Maven è riuscito in poco tempo a mettere in produzione il prodotto automatizzando tutto il processo.

I vantaggi sono molti

1) Usiamo VSTS, per cui non più sorgenti in casa, abbiamo tutti i tool che servono per la pipeline di sviluppo nel cloud, zero manutenzione
2) Stiamo adottando un approccio DevOps, dove abbiamo automatizzato tutta la pipeline, senza dover mettere nulla in casa.
3) Stiamo rilasciando una applicazione Java standard (un War) per cui non ci stiamo legando a nessuna tecnologia proprietaria che deriva dal Cloud che abbiamo scelto (Azure).
4) Non dobbiamo gestire Tomcat perchè usiamo un approccio PAAS con Azure Web Sites.

Il punto 4 è quello che ci da vantaggio, non dobbiamo installare, manutenere Tomcat, non dobbiamo pensare a creare una infrastruttura di hosting ridondante che ci permetta di essere online 24/7 e soprattutto possiamo modificare le risorse del website a piacimento. Se abbiamo un ecommerce, nel periodo di Natale possiamo semplicemente aumentare le risorse e siamo a posto.

Se al contrario approcciamo il problema installando una VM su Azure dove mettere Tomcat … abbiamo perso in partenza, perchè non stiamo veramente sfruttando il cloud.

Gian Maria.

posted @ 17/06/2016 9.14 by Gian Maria Ricci

Osservazione, misurazione, emozioni.

Al fine di identificare il vero problema le “emozioni” devono essere messe da parte con massima cura.
Ho messo emozioni tra virgolette con l’intenzione di identificare un ampio spettro di significati, da emozione a sentimento a intuizione per certi versi ma anche sesto senso.

L’emozione tende a farci perdere il focus, tende a farci porre attenzione sui problemi di superficie, quelli che immediatamente hanno un effetto su di noi o sul nostro ambiente, questi problemi nella stragrande maggioranza dei casi non sono IL problema, sono però qualcosa che offusca la nostra capacità di analisi.

Rimuovere le emozioni è quello che ci consente di osservare, raccogliere dati e analizzare.

È un interessante processo, banale quando spiegato, estremamente complesso, e in certi casi impossibile, quando messo in atto. L’inghippo ovviamente è che se il successo di un progetto o di una strategia dipendono dalla nostra capacità di analisi…

Se il nostro scopo è quindi trovare il problema e non la soluzione, perché sappiamo che la soluzione è una conseguenza intrinseca dell’aver trovato il problema, dobbiamo mettere in atto due pratiche fondamentali:

  1. ascoltare per capire e non per rispondere
  2. rimuovere il rumore superficiale che ci impedisce di vedere

posted @ 15/06/2016 9.36 by Mauro Servienti

“Non esistono problemi; ci sono soltanto soluzioni.” (cit.)

In quella citazione di André Gide si nasconde una cosa estremamente importante: i problemi non esistono, se un problema ha una soluzione non è per definizione un problema, se non ha una soluzione è un requisito non funzionale (diremmo noi informatici), un paletto a cui girare intorno, qualcosa con cui imparare a convivere; entrambe cose che a loro volta sono una soluzione.

Se questo è intrinsecamente vero c’è però una cosa estremamente importante da fare: identificare il vero problema. È molto facile guardare la superficie e proporre soluzioni, le soluzioni da sole non servono, peggio ancora, le soluzioni al problema sbagliato rischiano di essere dannose.

posted @ 13/06/2016 8.08 by Mauro Servienti

Office365 e il suo “strano” rapporto con SOA…

Dal punto di vista architetturale, e per quel poco che posso vedere e comprendere dall’esterno, Office365 è una cosa decisamente interessante, per la precisione mi riferisco al portale di amministrazione di Office365.

Composite UI

La dashboard è un ottimo esempio di “Composite UI”, le informazioni vengono da servizi diversi, Users, Billing, Message Center, Support, Health e Reporting. Ho volutamente fatto uno screenshot quando uno dei servizi era probabilmente giù (Message Center). Non ho idea dei tecnicismi che ci siano dietro questa UI, mi aspetto però che le parti (chiamiamole widget o module o component) che si vedono nella UI siano dinamicamente caricate e non staticamente note. In questo momento il concetto di ownership di SOA si estende per tutta la fetta verticale fino agli elementi della UI.

 

image

 

Non è tutto oro quel che luccica…

…ero tutto bello contento di vedere l’implementazione di cui sopra che con gioia mi appresto a modificare i dettagli del pagamento del mio abbonamento…e boom: accoppiamento a nastro :-(

Quella che segue è una delle pagine (degli step per essere più precisi) del processo di modifica/creazione di una sottoscrizione, notate il campo evidenziato?

 

image

 

Bene, sto semplicemente cercando di aggiungere la P.IVA, se applico le mie conoscenze di SOA potrei vedere quella li sopra ancora una volta come una Composite UI, in cui per farla semplice tutti i campi relativi all’indirizzo sono sotto il controllo di Billing mentre la P.IVA è controllata da Finance, un sistema diverso. Quella UI è bloccata da almeno 3 giorni, perché? perché fa l’unica cosa che non dovrebbe fare, violando tutte le regolette base di un sistema distribuito: cerca di fare la validazione della P.IVA in maniera sincrona, validazione che se non passa o fallisce ti impedisce di andare avanti. Ora…immagino che il sistema che fa la validazione sia giù, o sia malfunzionante, perché continua a rifiutare una P.IVA che ha usato da almeno 5 anni.

Quella validazione deve essere fatta in maniera asincrona e offline rispetto alla UI, se fosse un carrello della spesa di un e-commerce avrebbero già perso un cliente.

posted @ 08/06/2016 7.05 by Mauro Servienti

Google Closure Compiler

closure-compiler.appspot.com

The Closure Compiler is a tool for making JavaScript download and run faster.

posted @ 07/06/2016 9.03 by Alessandro Gervasoni

Lavoro da remoto - strumenti: Zoom.us

In un mondo dispersed come il nostro una conference call è veramente l’unico modo per vedere in faccia qualcuno, una delle cose fondamentali quindi del tool che scegliete è la qualità, solo la qualità, tutto il resto (quindi per certi versi anche il prezzo) è irrilevante.

Zoom.us fa una cosa e la fa molto bene: conference call. Zoom è il nostro strumento leader per tutta la comunicazione sincrona, che come vedremo anche in una realtà completamente distribuita è decisamente essenziale anche se facciamo il possibile per utilizzare una forma di comunicazione asincrona, come ad esempio Slack.

posted @ 07/06/2016 7.30 by Mauro Servienti

VSTS release del primo Giugno

Come sempre il team di VSTS ha rilasciato live un nuovo sprint, andato online il primo Giugno e quindi disponibile in tutti gli account in questi giorni (gli update sono attivati a tutti gli account incrementalmente). Come sempre potete leggere online tutti i dettagli in questo post, e qui vi darò un riassunto delle novità più interessanti.

Anche in questo sprint abbiamo un miglioramento della Kanban board, in questo update sono stati aggiunti i filtri, in modo che voi possiate velocemente filtrare e visualizzare solamente le Card che soddisfano particolari requisiti.

Setting filters on the Kanban board 

Per quanto riguarda Git, è ora disponibile il protocollo SSH per connettervi ai vostri repository. SSH è un protocollo oramai deprecato anche da GitHub, ma nondimeno è ancora molto utilizzato, e per questo VSTS lo mette ora a disposizione per tutti gli account.

Managing SSH connections to Git repos

Sempre riguardo Git, la pagina web delle branch è stata completamente ridisegnata, ed in particolare è stato aggiunto un tab “mine” che permette di visualizzare le branch dove l’utente corrente ha contribuito. Inoltre se la branch ha il carattere / nel nome, viene visualizzata come un albero. Questa funzionalità è molto interessante per tutti coloro che lavorano con GitFlow.

Branches page showing the Mine pivot

Sul fronte DevOps è stata introdotta l’integrazione con Docker per la build e soprattutto per il Release Management. Sul fronte della build è stata introdotta la possibilità di creare immagini Docker e di inviarle a Docker Hub. Tutte le nuove funzionalità per Docker sono disponibili con una estensione del marketplace.

Running a Docker image

L’estensione è scaricabile per essere usata con TFS 2015 on premise.

Per tutti coloro che usano Sonar Qube, per tutte le build effettuate su una pull request, e per le quali è attivata l’analisi su Sonar Qube, si possono vedere le code analysis direttamente come commenti al codice.

SonarQube analysis comments

Questa funzionalità, descritta in dettaglio in questo post, è particolarmente interessante, perchè effettua una analisi in modalità differenziale, ovvero viene analizzato solamente il codice nuovo, che quindi entrerebbe nella branch target. In questo modo si può validare la qualità del codice di una pull request, mantenendo molto alta la qualità del proprio codice.

Per tutti gli afficionados della continuous integration, è ora disponibile un Widget per le dashboard che permettono di visualizzare metriche interessanti per i test. In questo modo potrete avere sempre sottocchio tutta la parte di testing delle vostre build.

Test results trend widget

Come sempre queste sono solamente alcune delle novità rilasciate, per una lista completa rimando al post ufficiale https://www.visualstudio.com/news/2016-jun-1-vso

Happy VSTS.

Gian Maria.

posted @ 04/06/2016 10.15 by Gian Maria Ricci

NDC Oslo 2016

Le cose si fanno interessanti, sono in partenza per NDC Oslo per un’intensa settimana lavorativa, mi piacerebbe andare a cazzeggiare alla conferenza ovviamente ma purtroppo non è così.

Si inizia lunedì con due giorni di workshop su Microservice erogato da Jimmy Bogard coadiuvato dal sottoscritto e dal mio collega Jan Ove Skogheim per poi passare il resto della settimana al booth Particular (di cui non ricordo assolutamente il numero).

In soldoni se siete a NDC venite a fare quattro chiacchiere, se non altro ne approfitto per parlare in Italiano :-D

posted @ 03/06/2016 8.43 by Mauro Servienti

È principalmente una questione di (s)fiducia

Ho già delle cuffie Bose QC25 e volevo questo: http://v-moda.com/boompro-microphone/ (per farla breve le QC25 hanno il microfono ma non vanno d’accordo con i desktop con i jack cuffie/microfono separati e neanche gli splitter funzionano sempre)

V-Moda sembra essere (e l’esperienza di alcuni colleghi lo conferma) la scelta giusta, inoltre si presentano come iper-cazzuti in termini di supporto: 6-stelle.

image

Siccome non si capisce se le QC25 siano supportate o meno, mi dico…

Chiedo?

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Fonte: https://twitter.com/mauroservienti/status/725548992206098432

Buio totale…

Richiedo?

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https://twitter.com/mauroservienti/status/725931559732178944

OK, una risposta…lasciamo perdere i tempi…focalizziamoci sull’inutilità totale della risposta a 6-stelle, è un po’ come se stessi chiedendo se le cuffie cinesi mai usate da nessuno siano supportate…a me la risposta suona tanto di “great feedback, send me an e-mail”…

Siccome sono un testone…

…un testone che ha Amazon Prime l’ ho comperato lo stesso, sai mai che mi vada di culo, e non mi è andata di culo Smile, è arrivato, e non va. Avendo Prime chi se ne frega, l’ho rimandato indietro e mi sono ripreso i miei soldi, ma la cosa più “interessante” è che ovviamente ho messo una pietra sopra V-Moda, #ciaone.

Hanno fallito, e nel farlo hanno fatto di tutto per generare sfiducia a 6-stelle.

Sempre per quella storia del badass! Winking smile

posted @ 01/06/2016 12.53 by Mauro Servienti

In vigore il Nuovo Regolamento Privacy: ecco le novità più rilevanti

Dopo quattro anni di gestazione, il 4 maggio 2016 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il testo definitivo del nuovo Regolamento in materia di protezione dei dati personali (il cosiddetto General Data Protection Regulation). Il regolamento, che è entrato in vigore il 24 maggio e che sarà applicabile solo a partire dal 25 maggio 2018, abroga e sostituisce integralmente l’attuale normativa europea in materia di Privacy e Data Protection (le direttive CE 46/95 e 58/02). Se sotto il profilo dell’impostazione generale e dei principi si può affermare che il nuovo regolamento non si discosti molto dall’attuale disciplina, lo stesso non può dirsi delle disposizioni di dettaglio che prevedono, da un lato, l’adozione di strumenti già presenti in alcuni paesi membri (si pensi al Privacy Impact Assesment), e dall’altro la semplificazione di determinate procedure (ad esempio in materia di notificazione) o l’implementazione generale di norme precedentemente previste solo in specifici settori (come la disciplina sul Data Breach).

Alla luce del testo definitivo, le novità più rilevanti possono essere individuate:

- nell’introduzione di una normativa unica per tutti gli stati membri dell’EU, con la conseguente eliminazione delle significative differenze di disciplina attualmente presenti nelle singole leggi nazionali;

- nella previsione specifica di un “diritto all’oblio” in capo ai cittadini europei, sancito dall’art. 17 del Regolamento (che ne disciplina altresì l’esercizio in modo analitico);

- nell’obbligo di nomina, per determinati enti, di un “Responsabile della protezione dei dati” (il cosiddetto Privacy Officer o Data Protection Officer), che dovrà fornire consulenza ai Titolari del trattamento relativamente alla disciplina prevista in tema di Privacy, vigilare sulla sua corretta osservanza e cooperare e fungere da punto di contatto tra l’Autorità Garante e il Titolare stesso. Sulla base di quanto stabilito dal Regolamento (artt. 37 e seguenti), i soggetti obbligati a nominare un Responsabile della Protezione dei Dati Personali attualmente sono:

  • le amministrazioni e gli enti pubblici;
  • tutti i soggetti la cui attività principale consiste in trattamenti che, per la loro natura, il loro oggetto o le loro finalità, richiedono il controllo regolare e sistematico degli interessati;
  • tutti i soggetti la cui attività principale consiste nel trattamento, su larga scala, di dati sensibili, relativi alla salute o alla vita sessuale, genetici, giudiziari e biometrici
    A questo link è possibile trovare una scheda informativa predisposta dal Garante;

- nell’obbligo per i Titolari del trattamento di effettuare una notificazione (ai sensi degli artt. 33 e seguenti) all’Autorità Garante, e in ipotesi specifiche anche agli interessati, nel caso in cui si subisca una “Violazione dei dati personali” (altrimenti detta Data Breach), ossia quando si verifichi una “violazione di sicurezza che comporta accidentalmente o in modo illecito la distruzione, la perdita, la modifica, la divulgazione non autorizzata o l'accesso ai dati personali trasmessi, conservati o comunque trattati”;

- nella necessità, per i titolari del trattamento, di effettuare una preventiva “Valutazione d'impatto sulla protezione dei dati", (o Privacy Impact Assessment) in relazione a particolari trattamenti. Secondo l’art. 35 del Regolamento, in generale, dovrà essere predisposta una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati nel caso in il trattamento, considerata la sua natura, il suo oggetto, il contesto e le sue finalità, presenti “un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone fisiche”;

- nell’obbligo (per imprese e organizzazioni con più di 250 dipendenti, a parte alcune eccezioni) di tenere dei “Registri delle attività di trattamento” (assimilabili per certi versi al vecchio DPS) in cui i Titolari dovranno elencare le attività di trattamento svolte sotto la propria responsabilità, indicando dettagliatamente tutte le informazioni di cui all’art. 30, comma 1 del provvedimento.

Le novità introdotte, che non stravolgono l’attuale disciplina in materia di Privacy, presentano comunque un grado elevato di complessità e, soprattutto, necessitano di procedure aziendali ad hoc. Nel caso in cui si ritenga di ricadere nelle categorie di soggetti destinatari delle previsioni stabilite dal Regolamento (che, come già anticipato, sarà applicabile solo a partire dal 25 maggio 2018) sarà opportuno adeguarsi alle nuove disposizioni per tempo.

Andrea Palumbo

posted @ 31/05/2016 9.18 by Staff Lex101

Timedropper is a jQuery time plugin.

http://felicegattuso.com/projects/timedropper

 

posted @ 30/05/2016 12.52 by Alessandro Gervasoni

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