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martedì 7 febbraio 2006

"Lo Zahir", Paulo Coelho

Ritorna anche il capitolo recensioni, con la prima di un libro...attendo commenti.

La sola cosa a cui riesci a pensare - "Lo Zahir"

Ultima puntata della “storia letteraria”, come probabilmente piacerebbe definirla a lui stesso, di Paulo Coelho, “Lo Zahir” è, come sempre per l’autore brasiliano, la storia di un viaggio
Dopo tanti e differenti “cammini” intrapresi dai personaggi più diversi, questa volta il protagonista sembra essere proprio l’autore e la narrazione appare strettamente autobiografica. Viene raccontata in prima persona la vicenda dello scrittore ed il suo “turbamento interiore” per l’allontanamento della moglie. Solo dopo questa separazione forzata il protagonista si accorge di quanto la presenza della donna sia fondamentale nella sua vita. In perfetta simbiosi e legata con la vicenda strettamente sentimentale nel racconto viene narrata la stesura di un libro, che ben presto il lettore identifica con lo stesso che sta leggendo.
Anche nel “Lo Zahir” è il tema del viaggio a “farla da padrone” e ad essere la struttura portante per la narrazione. In questo caso però il viaggio è principalmente interiore, nella mente ma soprattutto nel cuore del protagonista. Attraverso un continuo cammino alla scoperta di un nuovo modo di affrontare le situazioni della vita, il lettore viene introdotto e condotto nelle più variegate atmosfere, dalle romantiche di una Parigi borghese fino alle mitologiche di un saggio villaggio Kazako passando attraverso le crude ambientazioni della Parigi dei senzatetto. E tutto alla ricerca della serenità interiore, necessaria per affrontare il ricongiungimento con la moglie lontana, facendosi aiutare dalla strana presenza di un giovane visionario, e per comprendere definitivamente il significato dell’Amore.
Lo Zahir, identificato e definito in un pensiero che permea e riempie ogni spazio libero della mente e diventa “la sola cosa a cui riesci a pensare”, viene riconosciuto nella donna sposata e nell’amore che lo scrittore prova per lei.
L’Amore, altra tematica da sempre cara a Paulo Coelho, appare, in questa sua ultima fatica letteraria, come cooprotagonista insieme al già citato tema del viaggio.
Analizzando, però, “Lo Zahir” con uno sguardo più freddo ci si rende conto di come invece l’Amore sia il protagonista primario del messaggio intrinseco nell’opera dello scrittore brasiliano.

Ho scoperto e compreso questo libro in modo diametralmente opposto a come, nella finzione letteraria che descrive, il pensiero dello Zahir si evolve nella mente dello scrittore protagonista. Non nascondo che le prime pagine sono state piuttosto difficili da leggere e che ho riscontrato più difficoltà del solito nel trovare la giusta “marcia” per affrontare il volume. Come nella narrazione il pensiero del presunto amore perduto assume una dinamica complessa, ma che parte da una forte presenza fino ad un momento di attenuazione, così in modo speculare la lettura, sofferta nelle prime battute, ha poi “preso il volo”, rivelandosi piacevole e finendo col conquistare il mio interesse mano a mano che procedeva verso l’epilogo.
Riposto il libro nella mensola rimane, dunque, anche in questa “occasione d’incontro” con lo scrittore brasiliano, quella piacevole sensazione propria a quasi tutti i suoi libri. Le storie di Coelho consentono al lettore di osservare la comune realtà quotidiana con uno sguardo differente. L’occhio dello scrittore di Rio de Janeiro mette sempre in luce aspetti della vita che denotano, al di là del senso mistero-religioso dell’esistenza, una profonda ed attenta analisi della società moderna unita ad un forte rispetto, nonostante a volte alcuni passaggi sembrino negarlo, per la natura umana.
Per concludere, insomma, “Lo Zahir”, è un nuovo e vitale capitolo del cammino di Coelho, particolare espressione dello scrittore stesso e, proprio per la storia che narra, forte testimonianza di come l’autore sudamericano riversi senza eccezioni nei suoi libri gran parte del suo “essere uomo”.

Milano-Verona-Gavirate

AP

Teo/\/\ala

 

 

Copyright © Matteo Malatesta