A causa di un driver sballato (che novità, eh ...) che cerca di pilotare il monitor ad una risoluzione diversa da quella del pannello di controllo, ho deciso il cambio di scheda grafica.
Comincio a sospettare che ATI e nVidia facciamo marketing producendo cattivi driver, ma lasciamo perdere.
Non volendo rumorose ventole, ecco il mostro che mi sono trovato davanti all'apertura della scatola (notare il cavo supplementare di alimentazione). Lì per lì ho pensato che la marca fosse Whirlpool
.
La tecnologia va avanti e i signori Joule e Maxwell ci guardano dall'alto, ridacchiando...
Chiamarli pirati è fargli un complimento e la triste realtà non sono tanto loro che ci provano, ma quelli che ci cascano.
In questo attacco, fresco fresco di questa notte non c'è nulla di speciale, è una delle solite email che arrivano regolarmente.
Punto A: Email sgrammaticata ... dovrebbe almeno insospettire
Punto B: Hyperlink palesemente errato
Punto C: Il vero sito usa https e l'utente può vedere il lucchetto
Punto D: L'indirizzo del sito clonato è palesemente errato
Veniamo però ai punto dove la banca avrebbe potuto fare meglio:
- Il nome del sito è totalmente anti-intuitivo. Se fosse stato il vero nome della banca e con un URL semplice (io lo chiamo ergonomico) l'utente avrebbe meno dubbi a scegliere quello giusto.
Da notare che spesso in questi attacchi vengono usati URL molto simili a quelli orginali come www.mia-banca.it oppure www.miabanca.me.com, etc.
Questo è il motivo per cui è importante il punto 2. - Il vero sito purtroppo NON fa uso di certificati Extended Validation che avrebbero trasformato la barra di Internet Explorer con un background verde e rendendo molto più evidente l'affidabilità del sito.
Questi certificati vengono rilasciati solo dopo verifica dell'esistenza fisica dell'azienda richiedente e costano molto più cari. - Il sito non fa uso di rolling-codes che vengono generati sempre diversi per ogni accesso e non riutilizzabili, rendendo così inutile il furto delle password.
Non sono stato a guardare i sorgenti della pagina per eventuali altre cose.
A coloro che pensano che gli utenti non possono essere anche "meccanici" del proprio veicolo rispondo che a mio avviso l'utente dovrebbe almeno prendere una patente prima di avventurarsi per la strada.
La truffa internet è più facile da prevenire rispetto al furto del numero della carta di credito in qualsiasi negozio, la differenza come al solito la fa l'utente e non il mezzo.