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        <title>SILVERLIGHT</title>
        <link>http://blogs.ugidotnet.org/martinobordin/category/SILVERLIGHT.aspx</link>
        <description>My adventures in the SILVERLIGHT world</description>
        <language>it</language>
        <copyright>Martino Bordin</copyright>
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            <title>Automapper : creare Dto da proxy Nhibernate</title>
            <link>http://blogs.ugidotnet.org/martinobordin/archive/2012/02/29/automapper-creare-dto-da-proxy-nhibernate.aspx</link>
            <description>Se utilizzate AutoMapper per creare Dto da oggetti letti con Nhibernate e lazy-loading attivo, è possibile che otteniate un’eccezione di tipo ObjectDisposedException, in quanto Automapper accede a proprietà “Lazy”, ma la sessione è già stata chiusa e distrutta.  Per risolverlo, basta implementare un Custom Resolver, che tornerà null qualora il tipo della proprietà che sto provando a mappare sia un proxy non inizializzato.  Ecco quindi il codice:      public class NhProxyResolver : ValueResolver&amp;lt;object, object&amp;gt; {     protected override object ResolveCore(object source)     {         return NHibernateUtil.IsInitialized(source) ? source : null;     } }         ed un esempio della configurazione di AutoMapper:      Mapper.CreateMap&amp;lt;User, UserDto&amp;gt;()     .ForMember(x =&amp;gt; x.Orders, opt =&amp;gt; opt.ResolveUsing&amp;lt;NhProxyResolver&amp;gt;().FromMember(z =&amp;gt; z.Orders));    &lt;img src="http://blogs.ugidotnet.org/martinobordin/aggbug/100686.aspx" width="1" height="1" /&gt;</description>
            <dc:creator>Martino Bordin</dc:creator>
            <guid>http://blogs.ugidotnet.org/martinobordin/archive/2012/02/29/automapper-creare-dto-da-proxy-nhibernate.aspx</guid>
            <pubDate>Wed, 29 Feb 2012 01:00:00 GMT</pubDate>
            <comments>http://blogs.ugidotnet.org/martinobordin/archive/2012/02/29/automapper-creare-dto-da-proxy-nhibernate.aspx#feedback</comments>
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            <title>Automapper : da Dto a ViewModel</title>
            <link>http://blogs.ugidotnet.org/martinobordin/archive/2011/12/03/automapper-da-dto-a-mvvm.aspx</link>
            <description>Ultimamente, in una applicazione WPF, sto utilizzando pesantemente Automapper per convertire dei DTO, ritornati da un servizio , in ViewModel.
Per chi non lo conoscesse questa libreria permette di mappare, in base a convenzioni, un oggetto in un altro .
Detto cosi sembra banale e quasi inutile, in realtà se leggete la documentazione e fate qualche test capirete che offre un sacco di funzionalità e vi tornerà utile in moltissimi casi, tra cui quello che da il titolo a questo post.
Inoltre, essendo estramemente versatile, possiamo anche creare regole custom per mappare gli oggetti o definire eccezioni in questo modo:




    Mapper.CreateMap&amp;lt;PersonDto, PersonViewModel&amp;gt;()
        .ForMember(x =&amp;gt; x.HasError, opt =&amp;gt; opt.Ignore());




 
Per facilitarmi il lavoro quotidiano, ho scritto un’extension method che indica ad Automapper di ignorare tutte le proprietà di tipo ICommand, in maniera tale da non sollevare eccezioni in fase di verifica delle mappature (operazione effettuata con il metodo Mapper.AssertConfigurationIsValid()).
Ecco quindi il codice, abbastanza intuitivo:




    public static class AutoMapperExtensions
    {
        public static IMappingExpression&amp;lt;TSource, TDestination&amp;gt; IgnoreAllICommand&amp;lt;TSource, TDestination&amp;gt;(this IMappingExpression&amp;lt;TSource, TDestination&amp;gt; expression)
        {
            const BindingFlags PublicInstanceFlags = BindingFlags.Public | BindingFlags.Instance;
            var destinationProperties = typeof(TDestination).GetProperties(PublicInstanceFlags);
     
            foreach (var property in destinationProperties)
            {
                if (property.PropertyType == typeof(ICommand))
                {
                    expression.ForMember(property.Name, opt =&amp;gt; opt.Ignore());
                }
            }
     
            return expression;
        }
    }




Per utilizzarlo invece:




    Mapper.CreateMap&amp;lt;PersonDto, PersonViewModel&amp;gt;()
        .IgnoreAllICommand()
        .ForMember(x =&amp;gt; x.HasError, opt =&amp;gt; opt.Ignore());




 
In questo modo non devo “dire” ad AutoMapper di ignorare i vari Command dei ViewModel singolarmente .&lt;img src="http://blogs.ugidotnet.org/martinobordin/aggbug/100597.aspx" width="1" height="1" /&gt;</description>
            <dc:creator>Martino Bordin</dc:creator>
            <guid>http://blogs.ugidotnet.org/martinobordin/archive/2011/12/03/automapper-da-dto-a-mvvm.aspx</guid>
            <pubDate>Sat, 03 Dec 2011 14:59:29 GMT</pubDate>
            <comments>http://blogs.ugidotnet.org/martinobordin/archive/2011/12/03/automapper-da-dto-a-mvvm.aspx#feedback</comments>
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            <title>Blendability con Moq e NBuilder</title>
            <link>http://blogs.ugidotnet.org/martinobordin/archive/2011/08/09/blendability-con-moq-e-nbuilder.aspx</link>
            <description>Che il vostro progetto sia sviluppato in WPF, Silverlight o Silverlight per WP7 un aspetto fondamentale (direi quasi un requisito non funzionale) da soddisfare è il supporto ai designer di Visual Studio/Blend, identificato con il termine “Blendability”.  Anche se può sembrare banale, in realtà la faccenda si complica man mano che i nostri ViewModel prendono forma e utilizziamo IoC.  In soldoni il Designer non è in grado di rappresentare graficamente una View collegata ad un ViewModel di questo tipo:      public MainViewModel(IPersonService personService) {     People = new ObservableCollection&amp;lt;Person&amp;gt;(personService.GetAll());       ShowPersonDetailCommand = new RelayCommand(PerformShowPersonDetail, CanShowPersonDetail); }         Tra le soluzioni possibili troviamo:     utilizzare un ViewModelLocator che restituisce istanze diverse dei ViewModel se siamo a design-time o a run-time (es: link)     utilizzare ViewModel che si comportano in modo diverso se siamo a design-time o a run-time (es: link)     utilizzare file XAML in cui definire i dati fake (es: link)    Personalmente, anche se funzionanti, non mi piace nessuna delle soluzioni proposte in quanto:     vado ad inserire logica completamente estranea ai ViewModelLocator\ViewModel (punti 1, 2)     mi ritrovo a manutenere file XAML satelliti che andranno ad appesantire il refactoring (punto 3)    Da un po' di tempo a questa parte sto adottando la strategia che da il titolo a questo post: uso Moq e NBuilder.   Per chi non li conoscesse, sono 2 librerie che facilitano la scrittura di test automatici, essendo rispettivamente un framework di mocking e un tool per la generazione dinamica di oggetti.   Nonostante siano strumenti nati per altri scopi, ho deciso di provarli per ottenere ViewModel “blendabili”.  In pratica:     Vado a creare, possibilmente in un assembly a parte, un MainViewModelDesign  che eredita dal MainViewModel visto in precedenza.        public class MainViewModelDesign : MainViewModel {     public MainViewModelDesign()         : base(GetMockedService())     {     } }         Il Metodo GetMockedService mi ritorna un mock che implementa IPersonService e va a definire i metodi utilizzati dal ViewModel in questione. In questo caso ho instrumentato Moq in maniera tale che, quando viene invocato il metodo GetAll, mi restituisca, tramite la classe Builder di NBuilder, un elenco di Person.        private static IPersonService GetMockedService() {     var mockedService = new Mock&amp;lt;IPersonService&amp;gt;();     mockedService         .Setup(s =&amp;gt; s.GetAll())         .Returns(Builder&amp;lt;Person&amp;gt;.CreateListOfSize(5).Build());         return mockedService.Object; }         Per collegare il nostro nuovo ViewModel useremo il Databinding e la proprietà d: DataContext, utilizzando la markup extension {d: DesignInstance} (maggiori info qui),  passando il nome del ViewModel che vogliamo venga creato automaticamente dal designer  (riga 12):        &amp;lt;Window      x:Class="Blendability.Views.MainWindow"     xmlns="http://schemas.microsoft.com/winfx/2006/xaml/presentation"     xmlns:x="http://schemas.microsoft.com/winfx/2006/xaml"     xmlns:d="http://schemas.microsoft.com/expression/blend/2008"      xmlns:mc="http://schemas.openxmlformats.org/markup-compatibility/2006"     xmlns:viewModels="clr-namespace:Blendability.ViewModels.Design"     Title="People"      Height="350"      Width="525"     mc:Ignorable="d"     d:DataContext="{d:DesignInstance viewModels:MainViewModelDesign, IsDesignTimeCreatable=True}"      DataContext="{Binding Source={StaticResource locator}, Path=MainViewModel}"&amp;gt;      Ovviamente possiamo ancora impostare la “solita” proprietà DataContext che verrà effettivamente utilizzata a runtime (riga 13).  A questo punto se apro Visual Studio o Blend avrò pieno supporto del designer:             Riassumendo:     ho definito un ViewModel che eredita dal ViewModel reale, e si preoccupa solo di visualizzare i dati (e che andrò a mettere su un assembly a parte) ed eventuale logica di generazione dei dati fake (tra l’altro NBuilder è abbastanza versatile e posso definire regole del tipo “le prime 5 Person devono avere Name = “Nome123abc” e DateOfBirth = “01/02/2003”, le restanti Name = “blablabla")     se farò refactoring non dovrò cambiare file XAML se non la View vera e propria     ho il pieno supporto dei designer: editing di stili\template con preview instantanea, animazioni, property window, etc     funziona per progetti WPF\ SL e WP7!    Ho preparato un esempio un pò più articolato di quello illustrato che potete scaricare qui. Ovviamente tutto quello che vedrete aprendo il designer NON lo vedrete a runtime .  Cosa ne pensate? Come ottenete la blendability di solito nei vostri progetti?&lt;img src="http://blogs.ugidotnet.org/martinobordin/aggbug/100261.aspx" width="1" height="1" /&gt;</description>
            <dc:creator>Martino Bordin</dc:creator>
            <guid>http://blogs.ugidotnet.org/martinobordin/archive/2011/08/09/blendability-con-moq-e-nbuilder.aspx</guid>
            <pubDate>Tue, 09 Aug 2011 15:59:27 GMT</pubDate>
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