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        <title>Project Management</title>
        <link>http://blogs.ugidotnet.org/csharper/category/Project Management.aspx</link>
        <description>Tecniche, Metodologie ed Esperienze</description>
        <language>it-IT</language>
        <copyright>Eugenio Schininà</copyright>
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            <title>Apparare i capitoni</title>
            <link>http://blogs.ugidotnet.org/csharper/archive/2006/07/31/Apparare_I_Capitoni.aspx</link>
            <description>&lt;FONT face=Verdana size=2&gt;
&lt;P&gt;Nella gestione, già tipicamente complessa, di un 
progetto di realizzazione di un sistema informativo, la condivisione di un 
glossario comune a tutto il team di lavoro è uno step fondamentale. In realtà 
questo vale in pratica pre qualunque tipo di progetto. E se mi è concesso il 
paragone, una delle rappresentazioni più significative è forse disponibile nel 
mondo della marineria e della vela in particolare, in cui, è noto, esistono 
decine e decine di termini per denotare i vari componenti ed accessori 
dell'attrezzatura disponibile a bordo di una imbacazione.&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Ma torniamo ai nostri progetti IT. Nel confrontarmi (lo ammetto, qualche 
volta "scontrarmi") col mio nuovo team di sviluppo napoletano, ho dovuto fare 
qualche sforso per adeguarmi ad un linguaggio meno "accademico", ma con 
interessanti spunti.&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Scopro, parlando con il responsabile di uno dei 
componenti da sviluppare, che durante la fare di &lt;EM&gt;Transition&lt;/EM&gt; (sì, perchè 
la metodologia di base è il RUP) è necessario "&lt;EM&gt;apparare i capitoni&lt;/EM&gt;". Devo dire che rende almeno quanto "bug fixing".&lt;/P&gt;
&lt;P&gt;Da ciò l'idea di stendere un (divertente, spero l'intento sia chiaro) 
&lt;a href=http://www.schinina.it/news.asp?ID=159&gt;glossario&lt;/a&gt; di termini di project management "custom.&lt;/P&gt;
&lt;UL&gt;
  &lt;LI&gt;&lt;STRONG&gt;Apparare&lt;/STRONG&gt;: 
  mentre la traduzione principale potrebbe essere "preparare" ("Devo 
  &lt;EM&gt;apparare la demo&lt;/EM&gt; per lunedì!"), può anche essere inteso come 
  "sistemare". Da cui l'uso di "Apparare i capitoni" prima del rilascio di un 
  prodotto (cfr. "capitone") 
  &lt;LI&gt;&lt;STRONG&gt;Capitone&lt;/STRONG&gt;: 
  traduzione, anzi traslazione, visto che la natura dell'animale cambia, del 
  "bug", con riferimento ad un difetto del software che ne compromette le 
  funzionalità e quindi la qualità (es. "La release e &lt;EM&gt;feature complete&lt;/EM&gt;, 
  ma naturalmente, trattandosi di una beta, &lt;EM&gt;qualche capitone&lt;/EM&gt; nel codice 
  sicuramente c'è"). La fase di "bug fixing" viene quindi definita di 
  "apparamento dei capitoni". Spesso si usa il diminuitivo "capitoncino", 
  facendo riferimento (ma non necessariamente) a bug di natura meno grave. 
  &lt;LI&gt;&lt;STRONG&gt;Sasicchione (o 
  Sausicchione)&lt;/STRONG&gt;: 
  Traduzione dall'italiano di "salsiccione" o "salsicciotto". Usato come 
  adattamento di vari termini tecnici, tutti facenti riferimento ad una 
  sequesnza di byte. Ad esempio, usato al posto di "token" (es. "Io faccio le 
  mie elaborazioni, poi passo il &lt;EM&gt;sasicchione&lt;/EM&gt; al dispositivo 
  di firma che ne fa l'hash...").&lt;/LI&gt;&lt;/UL&gt;

&lt;/FONT&gt;

&lt;img src="http://blogs.ugidotnet.org/csharper/aggbug/45620.aspx" width="1" height="1" /&gt;</description>
            <dc:creator>Eugenio Schininà</dc:creator>
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            <pubDate>Mon, 31 Jul 2006 16:06:00 GMT</pubDate>
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            <title>CVS ed affini</title>
            <link>http://blogs.ugidotnet.org/csharper/archive/2004/10/07/3910.aspx</link>
            <description>
Oggi ero sul punto di scrivere due righe sui sistemi di 
SCM, anche se poi impegni più pressanti mi hanno trattenuto dal farlo.Poi 
però ho letto un 
post piuttosto commosso di Stefano Paparesta, che mi 
sento di commentare.Io trovo che il fatto di "arrangiarsi con prodotti di 
terze parti" (per citare...) 
non sia una cosa così oscena. In fondo uno dei temi più antichi del mondo del SW 
è che ogni tool dovrebbe essere progettato e realizzato per fare delle cose ben 
precie e limitate. Non perchè lo imponga una qualche filosofia, ma perchè si ha, 
in tal modo, una&amp;nbsp;maggiore possibilità di scelta dei tool da 
utilizzare.Il motivo originale per cui inizialmente mi accingevo a scrivere 
di SCM è che oggi un collega mi ha illustrato le funzionalità di SubVersion, un 
ottimo SCM che può essere eseguito su diversi sistemi operativi, che ha 
un'ottima integrazione con la shell di Windows (anche se limitata con l'IDE). Infine ha un modo di 
usare branch e tag che mi sembra quantomeno interessante.&lt;img src="http://blogs.ugidotnet.org/csharper/aggbug/3910.aspx" width="1" height="1" /&gt;</description>
            <dc:creator>Eugenio Schininà</dc:creator>
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            <pubDate>Thu, 07 Oct 2004 19:24:00 GMT</pubDate>
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