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        <title>Usabilità</title>
        <link>http://blogs.ugidotnet.org/antonioganci/category/Usabilità.aspx</link>
        <description>Usabilità</description>
        <language>it-IT</language>
        <copyright>Antonio Ganci</copyright>
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            <title>Intervista a Jacob Nielsen con alcuni consigli sull'usabilità</title>
            <link>http://blogs.ugidotnet.org/antonioganci/archive/2006/08/16/46274.aspx</link>
            <description>Ecco il link, l'intervista &amp;#232; in inglese. 
Jacob Nielsen &amp;#232; uno dei guru sull'usabilit&amp;#224; del web, ha scritto diversi libri sull'argomento, ne consiglio l'ascolto contiene molti spunti interessanti anche per noi developer che a volte ne sottovalutiamo l'importanza.&lt;img src="http://blogs.ugidotnet.org/antonioganci/aggbug/46274.aspx" width="1" height="1" /&gt;</description>
            <dc:creator>Antonio Ganci</dc:creator>
            <guid>http://blogs.ugidotnet.org/antonioganci/archive/2006/08/16/46274.aspx</guid>
            <pubDate>Wed, 16 Aug 2006 13:37:00 GMT</pubDate>
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            <title>Post interessante contenente alcuni consigli pratici sull'usabilità</title>
            <link>http://blogs.ugidotnet.org/antonioganci/archive/2006/08/11/46126.aspx</link>
            <description>Il link: My Top 11 Usability Tips Gleaned From All Over 
In particolare sono concorde sul consiglio di leggere il libro Don't Make Me Think: A Common Sense Approach to Web Usability di Steve Krug. &lt;img src="http://blogs.ugidotnet.org/antonioganci/aggbug/46126.aspx" width="1" height="1" /&gt;</description>
            <dc:creator>Antonio Ganci</dc:creator>
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            <pubDate>Fri, 11 Aug 2006 13:34:00 GMT</pubDate>
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            <title>Web Navigation 101 - Come navighiamo sul web</title>
            <link>http://blogs.ugidotnet.org/antonioganci/archive/2006/07/20/44997.aspx</link>
            <description>Quando si arriva su un sito web di solito si seguono i seguenti passi:

Cerchiamo di trovare qualcosaPotrebbe essere l'ultimo modello di cellulare Nokia o il regista del film La Dottoressa preferisce i marinai&amp;nbsp;

Decidiamo se usare la ricerca o seguire i link nell paginaAlcuni utenti sono Search Dominant, cio&amp;#232; tendenzialmente usano sempre la search box quando arrivano su un sito. Altri sono Link Dominant, cio&amp;#232; preferiscono navigare attraverso i link ed usano la ricerca solo nel caso in cui non hanno alternative. Per tutti gli altri dipende dalle circostanze, come la fretta o la navigabilit&amp;#224; del sito. Maggiori dettagli si trovano in questo articolo di Jakob Nielsen.

Se scegliamo di seguire i link, cerchiamo la corretta direzione nella gerarchia delle pagine del sitoCome nella seguente immagine presa dal sito http://www.giardinaggio.it/&amp;nbsp;
 

Se non si riesce a trovare ci&amp;#242; che si sta cercando si va via dal sitoSuccede se siamo convinti che non hanno ci&amp;#242; che stiamo cercando oppure ci siamo stufati di continuare a cercare.&lt;img src="http://blogs.ugidotnet.org/antonioganci/aggbug/44997.aspx" width="1" height="1" /&gt;</description>
            <dc:creator>Antonio Ganci</dc:creator>
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            <pubDate>Thu, 20 Jul 2006 23:25:00 GMT</pubDate>
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            <title>Google Earth Usability Study</title>
            <link>http://blogs.ugidotnet.org/antonioganci/archive/2006/07/18/44858.aspx</link>
            <description>Ho appreso che dal 25 al 28 luglio a Parigi verr&amp;#224; fatto un studio di usabilit&amp;#224; per Google Earth. Per chi avr&amp;#224; la fortuna di essere a Parigi pu&amp;#242; provare a partecipare. 
Tutti i dettagli qui. Tra le altre cose si verr&amp;#224; pagati 100 euro per una sessione di due ore. &lt;img src="http://blogs.ugidotnet.org/antonioganci/aggbug/44858.aspx" width="1" height="1" /&gt;</description>
            <dc:creator>Antonio Ganci</dc:creator>
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            <pubDate>Tue, 18 Jul 2006 23:52:00 GMT</pubDate>
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            <title>Altro piccolo restyling grafico per Code Project</title>
            <link>http://blogs.ugidotnet.org/antonioganci/archive/2006/07/15/44698.aspx</link>
            <description>Nel mio precedente post avevo introdotto il concetto di background noise e come esempio&amp;nbsp;avevo&amp;nbsp;usato il nuovo look grafico di Code Project. Oggi visito il sito e vedo che se ne sono accorti anche loro.
Le tre immagini seguenti illustrano, il vecchio look, la mia proposta di restyling e&amp;nbsp;come &amp;#232; adesso:
&amp;nbsp;&amp;nbsp;  
&amp;nbsp;&lt;img src="http://blogs.ugidotnet.org/antonioganci/aggbug/44698.aspx" width="1" height="1" /&gt;</description>
            <dc:creator>Antonio Ganci</dc:creator>
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            <pubDate>Sat, 15 Jul 2006 17:34:00 GMT</pubDate>
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        </item>
        <item>
            <title>Nuovo look di CodeProject e il Background Noise</title>
            <link>http://blogs.ugidotnet.org/antonioganci/archive/2006/07/11/44372.aspx</link>
            <description>Ho notato che Code&amp;nbsp; Project ha cambiato look, rispetto a prima &amp;#232; migliorato notevolmente e vorrei segnalare ci&amp;#242; che a mio avviso &amp;#232; una piccola sbavatura. 
Immaginiamo un cocktail party: quando tutti parlano, nessuna fonte di rumore &amp;#232; sufficientemente forte da prevalere sulle altre; analogamente in una pagina web &amp;#232; possibile aggiungere del background noise, cio&amp;#232; degli elementi grafici che rendono pi&amp;#249; difficile lo scan della pagina o il colpo d'occhio. Questo non disturba tutti gli utenti allo stesso modo, ma a molti d&amp;#224; fastidio. 
Torniamo a Code Project a sinistra c'&amp;#232; l'elenco delle sections, le righe nere tra il nome di una section e l'altro aggiungono a mio avviso del background noise; sotituendole con le sole righe pi&amp;#249; chiare risulta pi&amp;#249; leggibile.
 &amp;nbsp;&amp;nbsp;  &lt;img src="http://blogs.ugidotnet.org/antonioganci/aggbug/44372.aspx" width="1" height="1" /&gt;</description>
            <dc:creator>Antonio Ganci</dc:creator>
            <guid>http://blogs.ugidotnet.org/antonioganci/archive/2006/07/11/44372.aspx</guid>
            <pubDate>Tue, 11 Jul 2006 00:59:00 GMT</pubDate>
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            <title>Usability 101 - Introduzione all'usabilità</title>
            <link>http://blogs.ugidotnet.org/antonioganci/archive/2006/07/07/44188.aspx</link>
            <description>Questo articolo di Jakob Nielsen, introduce alcuni concetti sull'usabilit&amp;#224;
What (definizione di usabilit&amp;#224;) 
L'usabilit&amp;#224; &amp;#232; un attributo della qualit&amp;#224;, cio&amp;#232; misura quanto una user interface &amp;#232; semplice da usare. Ci si riferisce con la parola usabilit&amp;#224; anche ai modi per migliorare la facilit&amp;#224; d'uso durante il processo di design.
L'usabilit&amp;#224; si definisce con cinque indici di qualit&amp;#224;:

Facilit&amp;#224; di apprendimento: Quanto &amp;#232; semplice per gli utenti portare a termine semplici task la prima volta che vedono la user interface?
Efficienza: Una volta che gli utenti hanno imparato ad utilizzarla, con quanta rapidit&amp;#224; riescono a portare a termine i task?
Facilit&amp;#224; di memorizzazione: Dopo un certo periodo che non si usa la user interface, quanto &amp;#232; facile ricordarsi come si utilizza? 
Errori: Quanti errori l'utente commette? Con quale gravit&amp;#224;? E quanto &amp;#232; semplice rimediare agli errori?
Soddisfazione: Quanto &amp;#232; piacevole usare la user interface?
Un altro attributo fondamentale della qualit&amp;#224; &amp;#232; l'utilit&amp;#224;, &amp;#232; poco importante se &amp;#232; semplice da usare se non fa ci&amp;#242; che l'utente vuole.
Perch&amp;#232; l'usabilit&amp;#224; &amp;#232; importante?
Se un sito &amp;#232; difficile da usare gli utenti se ne vanno. Se nell'homepage gli utenti non hanno un'idea sufficientemente chiara di cosa l'azienda offre e di cosa possono fare nel sito se ne vanno. Se si perdono nel sito se ne vanno. Se le informazioni sono difficili da leggere o comprendere oppure non vengono date risposte alle domande dell'utente se ne vanno.
Per le intranet l'usabilit&amp;#224; &amp;#232; importante per la produttivit&amp;#224; dei dipendenti e collaboratori.
Come migliorare l'usabilit&amp;#224;?
Facendo user testing ponendo attenzione a:

Selezionare utenti rappresentativi
Chiedere agli utenti di fare task rappresentativi
Osservare ci&amp;#242; che gli utenti fanno, quali task portano a termine con successo, quali difficolt&amp;#224; hanno. Osservare in silenzio ed ascoltare cosa gli utenti dicono.
Un numero sufficiente di utenti &amp;#232; cinque.
Quando lavorare sull'usabilit&amp;#224;?
In ogni parte del processo, conviene fare in modo che ogni singolo studio sia veloce ed economico.

Guardare il vecchio design, identificare le parti migliori e peggiori che danno problemi agli utenti
Guardare alle user interface dei concorrenti (se ci sono)
Fare uno studio per capire come si comportano gli utenti nel loro habitat naturale
Realizzare paper prototypes 
Migliorare iterando, partire da prototipi grossolani fino ad arrivare a prototipi molto fedeli alla realt&amp;#224;
Stabilire delle guidelines di usabilit&amp;#224;
Una volta realizzata e finita testare la user interface per scovare problemi introdotti durante l'implementazione.&amp;nbsp;
Dove condurre i test?
Per la maggior parte delle aziende &amp;#232; sufficiente una camera o un ufficio.&lt;img src="http://blogs.ugidotnet.org/antonioganci/aggbug/44188.aspx" width="1" height="1" /&gt;</description>
            <dc:creator>Antonio Ganci</dc:creator>
            <guid>http://blogs.ugidotnet.org/antonioganci/archive/2006/07/07/44188.aspx</guid>
            <pubDate>Fri, 07 Jul 2006 01:01:00 GMT</pubDate>
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        <item>
            <title>We don't read pages. We scan them. - Ovvero come migliorare la leggibilità del proprio sito</title>
            <link>http://blogs.ugidotnet.org/antonioganci/archive/2006/07/04/44004.aspx</link>
            <description>
Come spiegato in questo articolo di Jakob Nielsen, noi utenti spendiamo poco tempo a leggere le pagine di un sito web (io sono il primo), preferiamo fare un rapido scan della pagina alla ricerca di ci&amp;#242; che ci interessa. 
I motivi sono elencati in questo capitolo di esempio del libro don't make me think:

Abitualmente siamo di fretta: Utilizziamo il Web con l'intenzione di risparmiare tempo. I web users si comportano come degli squali: si devono continuare a muovere o muoiono. Non abbiamo tempo di leggere pi&amp;#249; di ci&amp;#242; che ci serve. 
Sappiamo gi&amp;#224; che non ci serve leggere tutto: In molte pagine web siamo iteressanti solo ad una piccola parte del suo contenuto. Cerchiamo ci&amp;#242; che pi&amp;#249; si avvicina ai nostri interessi o che ci permetta di continuare l'operazione che stiamo svolgendo; il resto &amp;#232; irrilevante. 
Siamo gi&amp;#224; bravi a farlo: Facciamo gi&amp;#224; lo scan di giornali, riviste e libri per trovare ci&amp;#242; che ci interessa e quindi sappiamo gi&amp;#224; come funziona.&amp;nbsp;
Why are things always in the last place you look for them?Because you stop looking when you find them.&lt;img src="http://blogs.ugidotnet.org/antonioganci/aggbug/44004.aspx" width="1" height="1" /&gt;</description>
            <dc:creator>Antonio Ganci</dc:creator>
            <guid>http://blogs.ugidotnet.org/antonioganci/archive/2006/07/04/44004.aspx</guid>
            <pubDate>Tue, 04 Jul 2006 00:09:00 GMT</pubDate>
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        </item>
        <item>
            <title>Don't make me think - Usabilità e Usability Testing</title>
            <link>http://blogs.ugidotnet.org/antonioganci/archive/2006/06/25/43489.aspx</link>
            <description> 
Sto seguendo un progetto sull'usabilit&amp;#224; in collaborazione con il Centro Ricerche Fiat, in particolare abbiamo messo sotto analisi una form particolarmente complessa di un software che il nostro team ha sviluppato. 
Confrontarmi con persone di formazione completamente diversa, come ad esempio alcuni psicologi, &amp;#232; stato illuminante perch&amp;#232; mi hanno aiutato ad osservare il software da un'ottica nuova. 
Ho chiesto qualche riferimento per approfondire l'argomento e mi hanno indicato un nome: Jakob Nielsen. 
Mi sono ricordato che Jeff Atwood nel suo blog Coding Horror nella sezione Recommended reading consiglia la lettura di Don't make me think di Steve Krug, l'ho ordinato su Amazon e ne ho appena terminato la lettura. 
E' un libro che consiglio a tutti, perch&amp;#232; &amp;#232; breve, come anche l'autore ci tiene a sottolineare (I've worked hard to keep this book short - hopefully short enough you can read it on a long plane ride) &amp;#232; denso di consigli che derivano dallo studio di anni su come gli utenti utilizzano i siti web ed aiuta a creare in noi developers una certa sensibilit&amp;#224; sulla facilit&amp;#224; d'uso dei nostri software o siti web che spesso, io per primo, trattiamo con superficialit&amp;#224;. 
Il capitolo che mi &amp;#232; piaciuto di pi&amp;#249; &amp;#232; quello sull'usability testing, in quanto mi ha fatto cadere alcuni pregiudizi che avevo su questo genere di attivit&amp;#224;: 

non sono costosi
non &amp;#232; indispensabile un esperto di usabilit&amp;#224;
una sessione con un utente non &amp;#232; pi&amp;#249; lunga di un'ora.
&amp;#232; un processo iterativo cio&amp;#232; non &amp;#232; conveniente farlo quando il sistema &amp;#232; quasi terminato, ma &amp;#232; pi&amp;#249; utile se inserito nel ciclo di sviluppo. 
In pratica si sposa benissimo con i metodi agili.
Prover&amp;#242; a proporre al nostro management, sempre attento alla qualit&amp;#224;, di poter sperimentare questo approccio. &lt;img src="http://blogs.ugidotnet.org/antonioganci/aggbug/43489.aspx" width="1" height="1" /&gt;</description>
            <dc:creator>Antonio Ganci</dc:creator>
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            <pubDate>Sun, 25 Jun 2006 19:16:00 GMT</pubDate>
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            <title>L'importanza delle metafore nello sviluppo della user interface di un software</title>
            <link>http://blogs.ugidotnet.org/antonioganci/archive/2006/05/31/41928.aspx</link>
            <description>Leggendo il post Is the Command Prompt the New Desktop? del blog Coding Horror, mi &amp;#232; tornata in mente l'importanza delle metafore nello sviluppo e nella progettazione della GUI. 
Prendiamo ad esempio il caso di Windows e dei sistemi operativi grafici in genere. La metafora utilizzata &amp;#232; quella della scrivania, questo ha influenzato sia i nomi degli elementi visivi (desktop, cestino, cartelle) sia delle funzionalit&amp;#224;, ad esempio una cartella pu&amp;#242; contenere altre cartelle. Analoghe considerazioni si possono fare per Word e la macchina da scrivere ed in generale con molti software di uso comune. 
La metafora pone dei limiti all'uso, per esempio il cestino una volta svuotato rende impossibile recuperare i dati, a meno di utilizzare alcune utility particolari. L'organizzazione in folder e documenti del file system rende poco agevole la ricerca, infatti sono nati vari software di indicizzazione per sopperire a questa mancaza. 
Scegliere la metafora sbagliata pu&amp;#242; avere degli effetti disastrosi sull'usabilit&amp;#224;, perch&amp;#232; l'utente vedrebbe l'applicazione come uno strumento a lui ostile, non si troverebbe a suo agio e peggio ancora non ne comprenderebbe il funzionamento. 
Non scegliere una metafora renderebbe la user interface incoerente, cio&amp;#232; l'applicazione sembra il collage di molte applicazioni diverse; soprattutto se ci lavorano pi&amp;#249; persone e non hanno una visione chiara dei principi guida dietro alla UI. 
Un articolo interessante sull'usabilit&amp;#224; &amp;#232; Anti-Mac di Don Gentner e Jakob Nielsen&lt;img src="http://blogs.ugidotnet.org/antonioganci/aggbug/41928.aspx" width="1" height="1" /&gt;</description>
            <dc:creator>Antonio Ganci</dc:creator>
            <guid>http://blogs.ugidotnet.org/antonioganci/archive/2006/05/31/41928.aspx</guid>
            <pubDate>Wed, 31 May 2006 14:12:00 GMT</pubDate>
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