mercoledì 1 luglio 2009
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Pare che apple sia pronta a modificare il suo prezioso connettore Dock per adeguarsi alla normativa UE che impone dall 2010 l’uso del micro USB come presa unica per ricaricare i dispositivi abilitati al traffico dati.
Nella foto: il nuovo USB Touch
fonte: UE: Micro USB anche su Apple iPhone
martedì 30 giugno 2009
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Ci sono cose che non capisco, come questo articolo di Stallman che sostanzialmente critica Debian per aver incluso nella sua distribuzione di default un’applicazione scritta in C#.
Nell’articolo Stallman si arrampica sugli specchi per giustificare una reazione isterica, secondo cui usare C# non è male, ma lo è inserirlo nelle distribuzioni di default.
Il mio neurone non è in grado di capire che differenza ci sia, ma comincia a pensare che poi tutto sto open in realtà open non è.
fonte: News: Richard Stallman Says No To Mono
domenica 28 giugno 2009
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Volevo ringraziare i ragazzi di UgiAlt.NET, di DotNetMarche e dello XP User Group di Bologna per il bell’evento, cena compresa, che ci hanno regalato ieri.
Ho seguito in modo particolare la sessione di Daniela Panfili, di Massimiliano Mantione, e di Mauro Servienti, di quest’ultimo ho seguito anche l’impovvisata open session di introduzione al pattern Model-View-ViewModel.
La sessione di Daniela ha illustrato come secondo lei dovrebbe essere il processo produttivo di una interfaccia utente, in particolare modo, anche grazie ad una platea molto partecipativa, si è soffermata sulle difficoltà che insorgono quando il refactoring di un’applicazione coinvolge anche l’interfacca utente.
Massimiliano mi ha colpito per la sua professionalità e competenza. Mono è un progetto che mi ha da sempre affascinato, e la sua illustrazione così di qualità non ha fatto altro che aumentare il mio interesse.
La open session di Mauro parlava di un argomento che conosco abbastanza bene, ma lo speaker ha risolto alcuni dubbi implementativi. Un motivo per spostare le applicazioni LOB da windows Form a WPF non è solo la possibilità di dedicarsi a fronzoli grafici, proprio quello di sfruttare al meglio le potenzialità che il databindig di WPF mette a disposizione, ed il pattern Model-View-ViewModel è senza dubbio il modo mogliore per farlo. Altrettanto di qualità la sessione sulla UI Composition, veramente affascinante in particolar modo come Mauro ha risolto problematiche comuni a questo approccio.
Ho apprezzato in Mauro la capacità di affrontare le “mode” in voga o i pattern del momento, con la giusta distanza che consente di assorbirne i vantaggi architetturali ma con una straordinaria capacità di renderli propri, aumentandone di gran lunga l’usabilità.
Che dire poi della cena, in una tipica trattoria bolognese dove tra un ragù e un tortellone, una tigella e una crescentina fritta, sono volate, con la compagnia di VERI programmatori estremi, piselli gocciolanti e lamiere roteanti :D
venerdì 26 giugno 2009
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Il nuovo supercomputer del CINECA, IBM P575 Power6, con 100 Teraflops di potenza di picco (100.000 miliardi di operazioni al secondo) è il sistema più potente in Italia, e si posiziona al 46mo posto della classifica Top500.
Il Cineca, con sede a Casalecchio di Reno, è a poche centinaia di metri (in linea d’aria) da casa mia; la cosa per un informatico è abbastanza emozionante: guardare dalla finestra e pensare che dentro a quel palazzo c’è un mostro di tale potenza.
Fonte: Il nuovo supercomputer del CINECA scala la classifica TOP500
domenica 21 giugno 2009
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Dalla data della loro disponibilità ufficiale, le versioni OEM di Windows 7 Professional godranno dei diritti di downgrade ad XP Pro solo per un periodo pari a 18 mesi; dopodichè nel PC dovrà essere installato Windows 7 Professional (volendo anche Vista Business) che comunque godrà della licenza virtuale di XP Pro attraverso il Windows XP Mode.
fonte: Microsoft Select License, Open License, Original Equipment Manufacturer (OEM) License, and Full-Packaged Product (FPP) License Downgrade Rights
Faccio una cosiderazione a proposito dello standard HTTP 1.1: Lo standard attualmente in uso, sebbene sia interessato da diverse proposte di modidifica, recita “A single-user client SHOULD NOT maintain more than 2 connections with any server or proxy.” (link).
Proviamo ad aprire Facebook e vediamo quante connessioni apre il browser usando il netstat:
- Safari 4.0 –> 51 connssioni (porte locali dalla 38418 alla 38468)
- IE 8.0 –> 12 connessioni (porte locali dalla 38474 alla 38487, escluso la 38476 e 38477)
- Firefox 3.0 –> 49 connessioni (porte locali dalla 38498 alla 38546)
Con le tecnologie a caricamento differito (Ajax) il limite di 2 connessioni è obsoloeto lo standard va probabilmente adeguato, però penso la presunta velocità di alcuni browser non sono da attribuire, come qualcuno sostiene, al motore di rendering, ma al fatto che vengono impiegate risorse di sistema in modo sconsiderato.
sabato 13 giugno 2009
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Apple detiene circa l'80% della quota di mercato dei player musicali con hard disk, Microsoft detiene circa il 90% della quota di mercato dei sistemi operativi desktop.
Apple impone per caricare i brani musicali sul player (di fatto un file copy) il proprio software ITunes che offre un canale ESCLUSIVO all'omonimo store di brani musicali online. In pratica con ITunes Apple consente copiare brani provenienti da fonti diverse, ma consente l'acquisto diretto solo dal proprio store.
Aprendo l'IPod ad altri sistemi di archiviazione (come Windows Media Player per esempio) diventerebbe più facile estrarre i brani privi di DRM dal player. Probabilmente questo è il motivo per cui nessuno ha finora tentato di dissuadere Apple da quello che appare come abuso di posizione dominante.
io penso che sia assolutamente leggittimo che la commissione europea impedisca a Microsoft di diffondere un qualsiasi software sfruttando la popolarità di windows, cosi come credo che l'ampia quota di mercato di explorer sia "drogata" dal fatto che è il browser che il 90% degli internauti si trova sul PC.
Come System Builder, però mi viene un dubbio: per soddifare le esigenze del cliente che vorrà il PC completo di browser, dovrò installare a mano la versione del browser richiesta dal cliente o devo preparare e manutenere diverse immagini del sistema operativo con le varie combinazioni di browser? Qualsiasi sia la scelta sarà un costo maggiore che dovrò chiedere al cliente, esattamente come faccio ora per software aggiuntivo che mi viene richiesto.
La soluzione è quella che ha in testa (almeno credo di aver capito in tal senso) la commissione europea: Microsoft deve permettere all'utente finale di installare la versione del browser che preferisce. In pratica nel processo di prima installazione, assieme al nome del PC verrà richiesto quale browser installare.
Mi chiedo però chi e come dovrà fornire il supporto. Mi spiego: se in qualche occasione il processo di installazione di un particolare browser fallisce chi dovrà rispondere? Il System Builder, Microsoft o chi altri? Se deve rispondere il system builder, come dovrebbe essere secondo l'accordo di licenza OEM, allora al system builder DEVE essere concesso il diritto di scegliere cosa installare e cosa no. Se deve rispondere Microsoft allora chi produce il browser deve garantire a Microsoft il supporto del proprio browser, un po' come succede ora con Novell per Suse Enterprise, supportata anche da Microsoft.
Vedremo cosa ci riserva il futuro...
Fonte dei dati finianziari: www.mercurynews.com/
sabato 6 giugno 2009
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Venerdì 12 Giugno 2009 ore 18.30
Albergo Tre Ville - Via Benedetta 97/a - Parma
La serata è composta da due sessioni entrambe sulla sicurezza applicativa:
.NET Security Programming
La sezione nasce con lo scopo di sensibilizzare i professionisti IT al problema della sicurezza applicativa, e dell’accesso sicuro al database. Il problema viene affrontato sfruttando tecnologia ASP.NET e SQL Server 2005 con l’obiettivo di individuare alcune best practices per la realizzazione di un’applicazione web che consideri la sicurezza gia in fase di design.
SQL Server Hardening
La sezione nasce con lo scopo di sensibilizzare i professionisti IT al problema della messa in sicurezza di un back end realizzato con SQL Server 2005. L’obiettivo è quello di mostrare le criticità legate alla configurazione di un server di back end, verificando come la soluzione “hardening” sia quella che, dal punto di vista della sicurezza, porti i risultati maggiormente soddisfacenti
Speaker
Guido Pederzini, 32 anni, ingegnere informatico abilitato alla professione.
Master in Sicurezza Informatica, tecnologie Open Source.
Consulente informatico @ Energee3
Owasp Backend Secuirty Project Contributor
La registrazione è obbligatoria.
Fonte: .NET & SQL Security Programming
mercoledì 3 giugno 2009
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Nei giorni scorsi i ragazzi di DevLeap hanno tolto il sondino che alimentava sui loro server il mio blog, ormai inattivo da qualche anno.
A parte considerazioni nostalgiche del tempo che fu, voglio ringraziarli di cuore per lo spazio che mi è stato concesso in questi anni.