Considerazione sull'arte dello sviluppo

Il bello dello sviluppo del software è la possibilità di creare da zero, programmi completi e se vogliamo fare un paragone è come creare un quadro o una statua o un bel vestito.

La creazione delle opere la può fare un artigiano che, senza nulla togliere alla sua professione, crea opere modeste che soddisfano al minimo i requisiti dei suoi clienti perché il suo obiettivo è tirare a campare mentre dall’altro ci sono gli artisti che creano opere degne di nota, che lasciano di stucco chi le guarda o chi le indossa.

  • Volete mettere una super query dinamica fatta con LINQ ed Expression Tree rispetto ad una serie di find delegate ?
  • Un bel Workflow 3.5 rispetto ad una serie infinita di If Switch Case Then Else If ?
  • E senza andare a livello artistico:
    • Un programma testato che funziona al primo colpo invece di uno che va rivisto 10 volte: a voi piacerebbe comprare un telefono e doverlo portare in assistenza 5 volte per aggiornare il firmware prima di averlo in uno stato decente ?
    • Una documentazione senza errori di sintassi e grammatica: a voi piacerebbe leggere un libro dove una riga sì e una no c’è una parola scritta male ?
    • Una macchina che funzioni subito: pensate all’amministratore delegato della Fiat che presenta un nuovo modello, mette in moto ed esplode il motore; poi scende e dice scusate c’è ancora qualche bug da sitemare (presa da Ivar Jacobson all’ALM Day in Microsoft Italia)

E’ vero che artisti del calibro di Michelangelo ce ne sono pochi al mondo, però quelli devono essere la nostra fonte d’ispirazione e la qualità delle loro opere il nostro obiettivo. Non possiamo venire al lavoro e metterci a fare come dice l’orso Balù nel “Libro della Giungla”: “Quel tanto che ti basta per campar”, altrimenti il piacere dell’arte della programmazione e del creare scompare, lasciando lo spazio alla monotonia e alla noia legate alla creazione di opere modeste che non lasciano di stucco nessuno.

Le cose sono 2: o si punta a Michelangelo o all’orso Balù, a voi la scelta, io la mia l’ho già fatta (è l’orso Balù ;)).

posted @ lunedì 17 agosto 2009 22.50

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Comments on this entry:

# re: Considerazione sull'arte dello sviluppo

Left by Ivan at 18/08/2009 8.52
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Ciao Luca,
I tuoi commenti sono sempre interessanti come tutti i tuoi post ! Ti seguo sempre e ti reputo veramente una fonte inesauribile di news e spunti sul mondo Agile !

Ho anche chiesto di te in Emilia :), ma troppo tardi, magari ci si vede all'Italian Agile Day 2009 !

Ciao.

# re: Considerazione sull'arte dello sviluppo

Left by Ivan at 19/08/2009 11.40
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Ciao Mirko,
effettivamente hai ragione il cliente non vede la qualità del codice, l'unica cosa che da un effetto WOW è la UI (e la sua usabilità) o magari la velocità d'esecuzione dell'applicazione, il, resto non lo vedono o lo considerano superfluo, ma quando altri dev aprono un codice ben fatto lì le soddisfazioni ci sono eccome :)

Per fare un paragone è come un bel quadro di arte moderna ... io che non ci capisco nulla non apprezzo minimamente la sua bellezza, ma gli addetti ai lavori l'apprezzano eccome e gli danno il peso che merita.

Però hai ragione nel dire che bisogna pure 'campar', ma sono convinto che anche i grandi artisti ogni tanto hanno imitato l'Orso Balù nei momenti di magra ;)

# re: Considerazione sull'arte dello sviluppo

Left by Alex at 19/08/2009 13.10
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Non e' sempre detto che la UI sia il fattore di maggiore apprezzamento. Alcune delle opere di meccanica attualmente in circolazione ne danno l'esempio.

Prendi ad esempio la Honda S2000. E' una macchina che non tira tanto sul mercato per via della sua estetica poco accantivante (se comparata alle concorrenti vedi BMW, etc etc) ma a livello motoristico e' una delle macchine piu' apprezzate a livello mondiale.

Un motore 2000cc non turbo da 9000 giri al minuto e' un arte e ben pochi sanno farlo. Le concorrenti cambiano a 5500 giri. lei a 3500 piu' tardi. Le macchine, come il software, lo apprezzi quando lo "guidi" non quando "lo guardi".
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