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Latest Posts

Loaders.css

http://connoratherton.com/loaders
Delightful and performance-focused pure css loading animations.

posted @ 22/05/2015 8.29 by Alessandro Gervasoni

Surface 3, primo contatto.

Mi sono comperato un Surface 3, diciamo che la prima idea era quella di cambiare la macchina che uso per lavorare quotidianamente, ma fa egregiamente il suo sporco lavoro nonostante si un vecchio Dell Latitude di ben 5 anni fa, magie degli SSD (un bel Vertex 3 non si nega a nessuno). L’unico vero problema è che la batteria dura circa 20 secondi :-)

Mi sono quindi proposto di cercare un qualcosa il cui focus fosse l’estrema mobilità con un buon compromesso prezzo/prestazioni e il Surface 3 direi che ha tutte le caratteristiche e le carte in regola.

Ho optato per il modello con 4GD di RAM e SSD da 128GB. Da un primo uso abbastanza intenso sono molto soddisfatto, batteria circa 8 h, ho installato VS2013, VS2015 e Sql Server. Non è una scheggia ma fa il suo sporco lavoro senza il benché minimo problema. Il monitor Full HD è decisamente bello.

Diciamo che in estrema mobilità mi pare di poter dire che sia la macchina perfetta.

Limiti

  • 1 sola porta USB è una discreta menata;
  • 128GB di SSD sono pochi bisogna fare un po' di alchimie per farci stare tutto quello che un dev si aspetta di portarsi dietro, la cosa comoda è lo slot per l'SD, io ne ho una da 64GB, e il fatto che ad esempio potete configurare OneDrive per piazzare la vostra roba li. Il problema è che è sensibilmente più lenta e si percepisce abbastanza.

.m

posted @ 22/05/2015 8.29 by Mauro Servienti

SharpKit



http://sharpkit.net

posted @ 20/05/2015 8.57 by Alessandro Gervasoni

Primi passi con Visual Studio Online (step 2)

Questo è il secondo post di una miniserie dedicata a chi non ha ancora provato ad usare Visual Studio Online e ha bisogno di una rapida guida per muovere i primi passi.

La serie comprende:

  1. Creare un account su VS Online;
  2. Creare un Team Project su VS Online;
  3. Collegare il vostro Visual Studio (quello che avete sul vostro PC) con VS Online
  4. Creare una nuova solution e collegarla a un Team Project
  5. Invitare uno o più utenti a partecipare a un proprio Team Project
  6. Accettare l'invito ricevuto e iniziare a collaborare ad un Team Project

Nel primo post abbiamo illustrato i punti 1 e 2.

In questo post illustreremo il punto 3, ovvero come Collegare Visual Studio (quello che avete sul vostro PC) con il vostro Visual Studio Online.

Prima però, un po' di teoria di base sul "Code Versioning":

Code Versioning significa mantenere tutta la storia di quel che è stato fatto in un progetto. Ogni creazione, modifica e cancellazione di file (o parti di essi) viene memorizzata e non viene mai persa. Anche dopo aver rimosso dei file dal progetto, ad esempio, è sempre possibile recuperarli perché il sistema di versioning tiene sempre tutta la storia passata e ogni cancellazione è solo logica.

Per meglio comprendere, immaginate di dover registrare l'andamento di una partita di scacchi. Avete diversi modi di farlo:

  • Filmare tutta la partita
  • Fare delle foto o dei disegni della scacchiera, dopo ogni mossa
  • Registrare ogni mossa (mossa 1: pedina D2 in D4, mossa 2: cavallo C8 in B6, …)

E' chiaro che anche se durante la partita vari pezzi vengono "mangiati" (così come alcuni file possono essere cancellati o modificati), avendo tenuto traccia di tutti i cambiamenti effettuati è sempre possibile ripristinare una determinata situazione precedente, perché i "pezzi" non sono stati veramente eliminati, ma solo rimossi dal piano di gioco.

Visual Studio Online offre due modi di gestire il versioning del nostro codice:

  • TFS Version Control
  • Git

Senza entrare nei dettagli, possiamo dire che la differenza principale tra i due sistemi è che:

  • TFS è un sistema centralizzato, dove tutti i dati risiedono in un archivio dati centralizzato che contiene tutta la storia di tutte le variazioni effettuate, e sulla nostra macchina locale possiamo tenere un solo una determinata situazione, che può essere l'ultima o una precedente, esattamente come per il gioco di scacchi la disposizione dei pezzi nella scacchiera dopo una certa mossa (che può essere l'ultima ma volendo anche una qualsiasi precedente).
  • Git invece è un sistema distribuito, dove ogni utente ha nella propria macchina locale tutta la storia del progetto, ovvero tutte le mosse e tutte le diverse disposizioni dei pezzi nella scacchiera di tutto lo svolgimento del gioco.

Ognuno ha i suoi pro e i suoi contro, e in questa guida utilizzeremo TFS (d'altra parte questa scelta l'abbiamo già fatta quando abbiamo creato il mostro Team Project, e se volessimo usare Git dovremmo crearne uno nuovo).

Ripartiamo quindi dalla home page del nostro sito Team Project su Visual Studio Online e facciamo click su "Open in Visual Studio":

e confermiamo l'autorizzazione ad avviare VS (da ora in poi VS sta per Visual Studio, quello montato sul nostro PC, mentre VSO sta per Visual Studio Online):

Su VS nel pannello "Team Explorer" facciamo click su "Configurare i mapping dell'area di lavoro":

In parole povere, dobbiamo dire a VS dove registrare in locale, nel nostro Hard Disk, la copia di tutti i file che compongono il progetto. Ricordate sempre che con TFS, come già detto, in locale troverete sempre una determinata situazione del progetto e non tutta la sua storia, che invece risiede nel cloud, nella vostra istanza di VSO.

Ci viene proposta una destinazione, all'interno della nostra cartella utente (in questo caso l'utente si chiama "Mario"):

E' possibile impostarne una diversa facendo click sui te puntini. Io personalmente preferisco utilizzare una cartella diversa:

Infine facciamo click su "Esegui mapping e lettura". Il mapping collegherà la cartella dell'hard disk al Team Project, la lettura copierà la situazione attuale (riferendoci all'esempio della partita a scacchi, l'attuale disposizione dei pezzi nella scacchiera) nella cartella suddetta.

Osserviamo alcune cose:

  • Nel pannello del Team Explorer siamo nella pagina iniziale e stiamo lavorando col Team Project "QuickTest".
  • Si è aperta una pagina a sinistra, chiamata Esplora controllo codice sorgente, dove possiamo vedere tutto il contenuto del nostro VSO, a partire dalla "Default Collection" che è il contenitore di tutti i nostri team project.
  • La "Default Collection" contiene il nostro Team Project "QuickTest", che essendo selezionato mostra il suo contenuto nella parte destra della finestra.
  • Il percorso locale contiene il path completo della cartella del nostro hard disk nella quale è contenuta la copia locale del Team Project.
  • Nella barra dei comandi della finestra "Esplora controllo codice sorgente" possiamo leggere qual è l'area di lavoro nella quale è stata registrata la mappatura tra Team Project e percorso locale.

L'area di lavoro è un argomento che esula da questa breve guida, ulteriori informazioni possono essere trovate qui.

E questo completa un altro piccolo passo per l'uso di VS con VSO.

posted @ 18/05/2015 13.00 by Nicolò Carandini

Primi passi con Visual Studio Online

Ok, avete appena scaricato la Community Edition di Visual Studio 2013 (o meglio ancora la release candidate di Visual Studio 2015) ma non avete ancora provato ad usare Visual Studio Online?

Questo post è il primo di una miniserie dedicata a chi non ha ancora provato ad usare Visual Studio Online e ha bisogno di una rapida guida per muovere i primi passi.

La serie comprende:

  1. Creare un account su VS Online (in questo post);
  2. Creare un Team Project su VS Online (in questo post);
  3. Collegare il vostro Visual Studio (quello che avete sul vostro PC) con VS Online
  4. Creare una nuova solution e collegarla a un Team Project
  5. Invitare uno o più utenti a partecipare a un proprio Team Project
  6. Accettare l'invito ricevuto e iniziare a collaborare ad un Team Project

In questo post illustreremo i punti 1 e 2.

Per cominciare, basta andare su visualstudio.com e cliccare su "Inizia subito...":

A questo punto vi apparirà la schermata di login:

Tutti i servizi Online di Microsoft (tra i quali Microsoft Azure e Visual Studio Online) richiedono l'uso di un account Microsoft.

Se avete già scaricato Visual Studio o se avete un indirizzo email che finisce per "@outlook.*", "@live.*", "@hotmail.*" e similari, allora siete già un passo avanti perché avete già un account Microsoft e potete utilizzare l' email e la password ad esso associata per fare il login e saltare la creazione dell'account Microsoft.

Se invece avete un altro indirizzo (Gmail, Yahoo, Tiscali, Liberto, ecc.) prima di accedere dovete creare un account Microsoft e potete farlo cliccando direttamente su "Iscriviti ora" (in questo post non vengono descritti i vari passaggi necessari).

In ogni caso, una volta fatto il login come utente Microsoft tramite click al pulsante "Accedi", vi appare un'altra finestra di registrazione, questa volta come utente di Visual Studio Online:

Qui dovete inserire il nome e il cognome (email è quella del vostro account Microsoft), il Paese (Italia) e, cosa assai importante, il vostro dominio di secondo livello. Nell'esempio abbiamo messo mariorossi72, nel vostro caso dovrete scegliere un nome che non sia già stato utilizzato da qualcun altro.

Ora, con crea account, verrà avviata la creazione di una istanza di Visual Studio Online tutta vostra, raggiungibile all'indirizzo https://<vostro_dominio_di_secondo_livello>.visualstudio.com (nell'esempio mariorossi72.visualstudio.com):

Cliccando sul link mariorossi72.visualstudio.com andiamo finalmente al nostro sito Visual Studio Online, ma poiché è la prima volta che ci andiamo, veniamo subito portati alla pagine di creazione del nostro primo Team Project:

Inseriamo il nome del nostro progetto (in questo caso "QuickTest"), scegliamo il tipo di progetto (in questo caso "Team Foundation Version Control") e clicchiamo su "Create project". Dopo qualche istante di attesa, viene mostrata la seguente finestra di congratulazioni, visto che finalmente abbiamo creato il nostro primo Team Project:

Per andare alla pagina principale clicchiamo su uno dei due pulsanti (in questo caso "Go to Board"):

Dove volendo possiamo inserire nel backlog l'elenco delle cose da fare, ma visto che vogliamo andare alla home page del nostro Visual Studio Online, clicchiamo su Home:

Et voilà, il gioco è fatto. :-)

Nel prossimo post ripartiremo da qui per vedere come utilizzare Visual Studio per collegarci al nostro Visual Studio Online.

 

 

posted @ 17/05/2015 17.19 by Nicolò Carandini

Nuovo sprint in VSO

Sono state messe online le modifiche del nuovo sprint per Visual Studio Online, e questa volta le novità sono veramente interessanti e tante.

Per prima cosa è ora live la nuova infrastruttura di build, di cui avete avuto una preview con TFS 2015 RC. La build è stata completamente riscritta, e le novità sono veramente molte. Avevo già iniziato a parlare della nuova infrastruttura di build in un vecchio post, TFS2015 build vNext, ed ora che la preview è pubblica in VSO seguiranno altri post sull’argomento.

Abbiamo inoltre una nuova funzionalità per fare opt-in nel Portfolio Management, è ora infatti possibile decidere se utilizzare o meno il livello Features, ed è stato anche aggiunto il livello Epics. Nei template sono stati aggiunti nuovi campi per un migliore supporto al metodo di sviluppo SAFe (Scaled Agile Framework).

Choosing portfolio backlog levels

Continuano infine le migliore alla Kanban Board. Con questo sprint potete editare in place, direttamente nella card, ogni campo che avete visualizzato; questo vi permette di gestire in maniera molto più veloce le varie card.

Sono state aggiunte poi le Branch Policies su Git, ovvero la possibilità di assegnare una build alle pull requests. In questo modo ogni qualvolta viene fatta una pull request di una branch, viene verificata la build e se quest’ultima fallisce non viene data la possibilità di fare la merge dalla interfaccia utente. Inoltre è possibile specificare altre regole, come ad esempio un numero minimo di revisori minimo affinché la pull request possa essere accettata. Sempre sul fronte git è ora possibile accedere ai repository direttamente utilizzando oAuth.

Gian Maria

posted @ 16/05/2015 7.52 by Gian Maria Ricci

JavaScript Frameworks in the Real World

http://www.infoq.com/research/javascript-frameworks-2015

posted @ 14/05/2015 9.33 by Alessandro Gervasoni

Limitare la memoria massima di SQL Server in TFS

ho già bloggato in passato sulla necessità di limitare il consumo di memoria di SQL Server nelle installazioni single server di TFS, al fine di evitare che SQL utilizzi tutta la RAM disponibile, rallentando fino talvolta a bloccare le altre parti di TFS (app tier). In questo modo il vostro sistema dovrebbe essere al sicuro da eventuali rallentamenti o blocchi dovuti all’eccessivo consumo di RAM di Sql Server.

Se siete interessati a capire come ottenere il massimo dal vostro TFS, sicuramente questo post è quello che fa per voi.

Vorrei però far notare che in generale, anche in installazioni dove SQL Server è su macchina dedicata, è sempre buona norma limitare il massimo uso di RAM di SQL Server, altrimenti si corre il rischio che SQL lasci senza risorse il sistema operativo ed anche altri servizi accessori.

Se siete interessati all’argomento potete leggere il seguente articolo: How much memory does my Sql Server actually need. In generale, per quanto riguarda TFS, Grant Holliday ci da una formula empirica da utilizzare

Riservare: 1 GB di RAM per il Sistema Operativo, 1 GB per ogni 4 GB di RAM installati nel range 4–16 GB, poi 1 GB per ogni 8 GB RAM installata sopra i 16 GB

Questo significa che se il vostro SQL Server è installato in una macchina con 32 GB di RAM, si deve limitare la memoria usabile da Sql Server ad un valore di 25 GB.

Il limitare la memoria diventa importante soprattutto durante gli aggiornamenti che richiedono cambiamenti di schema ragguardevoli, come ad esempio il passare dal 2013 al 2015.

Ricordate pertanto di monitorare le performance del vostro Data Layer di TFS, in modo da massimizzare le performances ottenibili dal vostro hardware.

Gian Maria.

posted @ 13/05/2015 19.21 by Gian Maria Ricci

The 3 inspiring principles of microservices






The three inspiring principles of #microservices originate from:

1) Alan Kay definition of OO, 1967
2) Conway’s law, 1968
3) Unix design philosophy, 1969








1) Alan Kay definition of OO
The big idea of OO for its inventor is “messaging”. OOP to Alan Kay means only messaging, local retention, protection and hiding of state-process, and extreme late-binding of all things. Internet, for OO inventor, is possibly the only real object-oriented system in working order, in which the basic unit of computation was a whole computer.

A microservice runs in an isolated independent process, it's highly decoupled from other services, communicates only through a lightweight mechanism like a HTTP resource API, and it functions and can be deployed independently.


2) Conway’s law
Organizations which design systems are constrained to produce designs which are copies of the communication structures of these organizations.

A microservice is built around a business capability that has a clear value proposition.
Each team is multi-disciplinary, cross-functional, autonomous and it's built around one or more microservices with a common value proposition.


3) Unix design philosophy
One of the principles around Unix design philosophy is this: Make each program do one thing well.

This is where the 'micro' in microservices comes from.
Unix was built from the ground up and was grown slowly over time. When building a big application in a short period of time, it's difficult to get the boundaries of a microservice right from the beginning. So it’s okay to start with a larger non-micro service and break it down later, while the boundaries emerge.


posted @ 10/05/2015 21.56 by Luca Minudel

Integrazione tra PowerBI e VSO

Durante Build 2015 sono state molte le novità che Microsoft ha annunciato relative alla famiglia di VSALM, prima tra tutte la disponibilità delle versioni RC di Visual Studio e Team Foundation Server.

Tutte le novità verranno piano piano descritte in una serie di post e la prima di cui voglio parlare è l’integrazione tra VSO e Power BI, che andrà a coprire una delle aree scoperte di VSO rispetto ad un TFS On-Premises, la reportistica. Di base è ora possibile utilizzare Visual Studio Online come sorgente dati per Power BI

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Una volta selezionato è sufficiente specificare il proprio account VSO, il Team Project che si vuole collegare (* per tutti i progetti), abilitare l’autenticazione oAuth2 e PowerBi è ora in grado di andare a “recuperare” i dati dal vostro account.

Una volta che i dati sono stati importati è possibile iniziare a creare report utilizzando tutte le potenzialità offerte da PowerBI. Anche se non siete esperti di PowerBI, come me, di base l’integrazione fornisce già una dashboard con una serie di report pre-confezionati da consultare, che sono quindi disponibili senza dover effettuare nessun click o configurazione aggiuntiva.

Appena i dati sono importati, la dashboard inizia a popolarsi con alcuni grafici base.

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In questo caso potete vedere alcune metriche riguardanti il controllo di codice sorgente. Ogni grafico e tile può essere cliccata per entrare a visualizzare il dettaglio.

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In questo caso ad esempio si può vedere il dettaglio relativo ai commit effettuati. Chiaramente è possibile creare qualsiasi tipologia di report si voglia, partendo dai dati importanti per creare il grafico desiderato.

image

In questa prima preview i dati sono presenti solamente per il codice ed in futuro verranno aggiunti grafici e metriche riguardanti tutte le altre aree di VSO.

Gian Maria Ricci

posted @ 07/05/2015 8.10 by Gian Maria Ricci

Visual Studio Code

https://code.visualstudio.com

posted @ 05/05/2015 18.32 by Alessandro Gervasoni

Microservices, containers, nano server, fabric…oh my…

Ora che //BUILD ha ufficialmente sdoganato anche in casa Microsoft due concetti fondamentali come Microservices e DevOps è definitivamente giunto il momento di capire come far si che le nostre architetture siano adeguate, pronte e/o adeguabili a questo nuovo mondo che si sta spalancando davanti ai nostri occhi.

Quello dei microservices è ad oggi un mondo alquanto fumoso, c’è ancora molta discussione su cosa sia un microservice, se in questa confusione ci mettiamo pure tanta nuova tecnologia, una su tutte Docker, che sta per invadere, o ha già invaso le nostre macchine, le cose si fanno ancora più complicate.

Il problema è che una vera e propria definizione di microservices non si può dare, è un concetto con confini abbastanza definiti ma altrettanto ampi da rendere necessario calarlo in un contesto concreto per capirne a fondo le potenzialità e ovviamente i limiti e/o gli effetti collaterali.

Un’altra cosa che ancora sfugge a molti, oppure che non vogliono vedere, è come i concetti di microservice e container si sposino molto bene con alcuni concetti puramente architetturali di Domain Driven Design, CQRS e Event Sourcing.

Se tutto ciò vi attira o semplicemente incuriosisce non potete perdervi per nulla al mondo il Microservices Saturday 2015.

Due cose lo rendono un evento imperdibile, otre agli argomenti trattati:

  • è totalmente gratuito
  • parleremo di casi reali con un bel case study direttamente dal campo

Quale miglior occasione per tempestare di domande le persone che hanno le mani in pasta tutti i giorni con queste cose?

.m

posted @ 04/05/2015 10.30 by Mauro Servienti

Le novità di Build per VSALM

Sicuramente non saranno completamente esaustive, ma nel blog di Brian Harry potete trovare una serie di link a tutte le novità riguardanti la famiglia VSALM che sono state annunciate a Build.

http://blogs.msdn.com/b/bharry/archive/2015/04/29/visual-studio-and-team-foundation-server-at-build-2015.aspx 

Chiaramente la novità piu succosa è la RC di TFS e VS 2015 Smile, buon download.

Gian Maria.

posted @ 30/04/2015 9.11 by Gian Maria Ricci

[js] LazyLoad

https://github.com/rgrove/lazyload

LazyLoad is a tiny (only 966 bytes minified and gzipped), dependency-free JavaScript utility that makes it super easy to load external JavaScript and CSS files on demand.

posted @ 29/04/2015 12.23 by Alessandro Gervasoni

Non si può non Gestire

Chi mi conosce sa che tra le mie passioni c’è quella del volo, cosa che mi ha portato a simulare parecchie ore di volo, in diverse condizioni e con diversi aeromobili.

Da qualche anno finalmente il mio lavoro non riguarda meramente lo scrivere codice o analizzare un nuovo software ma anche “tentare” di gestirne il flusso di sviluppo.

C’è stata una sera, mentre era all’aeroporto di Bresso durante una lezione di Pianificazione di Volo di un loro istruttore, che ho fuso i due mondi.

Ultimamente poi, per tutta una serie di motivi che non sto qui a spiegarvi, mi sto anche avvicinando al mondo della PNL, aggiungiamo quindi anche questo terzo pilone per tirare fuori dei ragionamenti sensati.

comunicazione_efficace

Non si può non gestire

Uno dei concetti chiave della PNL è che non si può non comunicare: quando si è posti in società anche se non diciamo nulla o non rispondiamo, stiamo comunque comunicando qualcosa a chi ci osserva (o chi ci sta parlando): probabilmente comunichiamo indifferenza, disinteresse, noia, odio. Di sicuro le altre persone si faranno un’idea di noi, ovvero avremo comunicato qualcosa.

Alla stessa maniera un progetto non si può non gestire, scegliere di non gestirlo è essa stessa una gestione.

20130816_voliprivati

Un aereo non si può fermare

Uno dei concetti chiave invece della Pianificazione di Volo (o meglio della sua conduzione) è che un aereo non si può fermare.

Questo significa semplicemente che in qualsiasi situazione ci troviamo durante il volo se noi possiamo “fermarci” a ragionare, l’aereo no, portandosi ad una situazione diversa da quella sulla quale stiamo ragionando, con l’inevitabile conseguenza che le nostre conclusioni possano essere potenzialmente errate.

L’esempio è presto fatto: se siamo in volo e improvvisamente non capiamo più dove siamo (pensiamo ad essere noi i piloti di un volo turistico), quanto tempo impieghiamo, o meglio, quali risorse consumiamo per ritrovarci e riprendere la conduzione controllata del volo?

Possiamo provare a guardarci attorno, cercare una strada, un fiume, un monte, una città e confrontare con le carte in nostro possesso, ma più tempo perdiamo più ci spostiamo da dove pensavamo di essere e più carburante consumiamo aumentando quindi l’area di indecisione sulla carta e consumando risorse (tempo e carburante).

A questo punto i casi sono due: se ci ritroviamo abbiamo comunque sballato completamente la nostra stima (ricordo che nel volo la stima è obbligatoria, il piano di volo è un documento richiesto per il volo, non è una cosa “che fa comodo”) e occorre rifare tutti i calcoli con le nuove quantità di risorse, tempo e carburante (quantomeno), e ovviamente farlo senza poter fermare l’aereo, quindi ancora una volta mentre le condizioni cambiano e ulteriori risorse si consumano.

Earhart-plane1

L’altro caso invece è quello di non ritrovarsi più, con fallimento del volo stesso per esaurimento di risorse (una su tutte: Amelia Earhart).

gestione-del-tempo

Non ho tempo di gestire

Va da sè quindi che non si può non gestire un volo, esattamente come non si può non gestire un progetto: dire che non si ha il tempo di gestirlo significa arrendersi agli eventi e lasciare che l’aereo si schianti, o che il progetto fallisca.

Non esiste possibilità di atterrare senza gestire il volo, non esiste possibilità di avere successo in un progetto (successo == arrivare alla deadline, o prima, con le risorse a nostra disposizione) senza gestirlo.

Ogni momento che passiamo NEL nostro progetto senza gestirlo è comunque un momento passato consumando risorse e che non ci sta portando nella direzione voluta corretta: in questo istante abbiamo ancora meno possibilità di farcela.

Adoro la simulazione

Quante fantastiche similitudini tra la pianificazione e la conduzione di un volo e una gestione di progetto.

A chi mi chiede spesso: “allora, fai ancora simulazione di volo?”, a volte rispondo “no, ora mi diverto con la gestione progetti”.

Pochi capivano che non scherzo: Pianificare E’ Simulare.

Oppure spesso alcuni mi “accusano” di non avere passione nel mio lavoro semplicemente perché non sono li a ballare nudo quando esce un nuovo Visual Studio o un nuovo framework o tecnologia, ma nessuno si ferma a pensare che anche per gestire un progetto si può avere passione.

Voi preferite un pilota che sa pianificare il suo volo o che si diverta di più a capire tutto quello che si può fare con la cloche (e che magari lo faccia durante il vostro volo)?

posted @ 25/04/2015 10.29 by Omar Damiani

Rinominare un Team Project in VSO

Una delle funzionalità più richieste è ora disponibile in Visual Studio Online, la possibilità di rinominare un Team Project, vediamo come.

Il primo passo è andare nell’area di amministrazione tramite il link diretto  https://nomedelvostroaccount.visualstudio.com/DefaultCollection/_admin oppure semplicemente premendo il simbolo dell’ingranaggio in alto a destra. a questo punto a lato del Team Project appare la freccia del menù contestuale, da cui potete scegliere il Rename.

image

Una volta scelto il rename basta semplicemente specificare il nuovo nome.

image

A questo punto è il caso di leggere attentamente il disclaimer, l’operazione di rename project è una operazoine che porta molti cambiamenti.

image

L’aspetto più noioso è che, se utilizzate i workspace locali con TFVC, se non avete Update5RC o VS 2015RC o superiori, siete costretti a ricreare il workspace. Questo significa che se avete modifiche pendenti, dovete fare shelve, cancellare il vecchio workspace, rifarlo e rifare unshelve. Se usate git è tutto molto più semplice, perché basta cambiare il remote ed il gioco è fatto. Se vi scordate comunque il messaggio di errore che ricevete è particolarmente chiaro

image

Trovate comunque nel link http://vsalmdocs.azurewebsites.net/Library/vs/alm/admin/project-rename tutte le informazioni necessarie per svolgere queste operazioni in dettaglio, per cui non è il caso di preoccuparsi troppo. Una volta premuto il bottone Rename Project, il sistema inizia le operazioni, al termine delle quali, il vostro progetto è rinominato.

Tra le cose interessanti vi è il redirect automatico, ovvero se qualche membro del team ha memorizzato qualche url come

https://gianmariaricci.visualstudio.com/DefaultCollection/Experiments/_versionControl#path=%24%2FExperiments%2Ftrunk%2FElasticsearch%2FMusicDb&_a=contents

Andandola a mettere nel vostro browser preferito potrete notare che è ancora valida, sebbene parte della url contenga il vecchio nome del Team Project. Chiaramente se andrete a creare un nuovo Team Project con il nome del vecchio, il redirect non funzionerà più, dato che in quel caso vi starete riferendo al nuovo Team Project.

Kudo al Team di VSO per avere finalmente soddisfatto una delle richieste più votate di tutti i tempi.

Gian Maria.

posted @ 24/04/2015 18.54 by Gian Maria Ricci

Team Project Rename in VSO

Con l’update di Aprile 24, in VSO è ora disponibile il Rename per il Team Project, potete leggere tutti i dettagli in questo post. Questa funzionalità è stata per lungo tempo la piu votata di User Voice, penso quindi che questo update faccia felici molte persone.

Gian Maria.

posted @ 24/04/2015 18.36 by Gian Maria Ricci

Jsonnet

Jsonnet is a domain specific configuration language that helps you define JSON data. Jsonnet lets you compute fragments of JSON within the structure, bringing the same benefit to structured data that templating languages bring to plain text. The example below illustrates a few features -- referring to another part of the structure, overriding object fields, and string operations.

http://google.github.io/jsonnet/doc

posted @ 22/04/2015 16.09 by Alessandro Gervasoni

Microservices Saturday 2015: un viaggio con NServiceBus

Vi ricordate quando da piccoli giocavate, e magari come me lo fate ancora :-), con il LEGO?

Nel 2009 dicevo, quotando me stesso:

Se modelliamo il nostro mondo in tanti piccoli, magari molto piccoli e molto tanti…, componenti che collaborano otteniamo un modello complesso, probabilmente molto complesso, ma facilmente testabile, manutenibile, evolvibile, etc…

Al tempo il concetto era molto più in linea con il single responsibility principle che con le architetture distribuite ma se oggi mettiamo insieme quel concetto con le potenzialità offerte da una metafora come il LEGO e troviamo qualcosa che faccia da collante, leggasi messaggio, allora ecco che in un’architettura distribuita il SRP si può applicare molto facilmente scivolando nel territorio di quelli che oggi vengono chiamati “microservices”.

La teoria è apparentemente molto semplice, e non solo apparentemente, ma i dettagli e le trappole lastricano ampiamente la strada verso un’architettura distribuita che sfrutti a pieno il concetto di “microservices”.

Se volete scoprire come Servizi CGN ha abbracciato un’architettura distribuita e stia giovando di tutto ciò non potete lasciarvi scappare certe occasioni.

Accorrete gente accorrete, i posti sono si tanti ma finiscono anche alla svelta :-)
https://www.eventbrite.it/e/biglietti-microservices-saturday-2015-un-viaggio-con-nservicebus-16391462305

.m

posted @ 22/04/2015 10.42 by Mauro Servienti

Ancora novità nella Kanban Board di VSO/TFS

Nei precedenti post abbiamo parlato delle novità che sono state introdotte nella Kanban Board di VSO:

Kanban Split Column

Novità di VSO Sprint 79

Definition of Done

Nell’ultimo deploy del 10 Aprile troviamo ancora ulteriori novità. In alto a Destra, potrete trovare un nuovo link, chiamato Settings, che vi permetterà di personalizzare le colonne (opzione già esistente) e le card (la nuova opzione introdotta con questo deploy).

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La personalizzazione delle Cards permette di scegliere quali campi del Work Item saranno visibili nelle card della board. Ecco qui il pannello delle opzioni.

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Come potete vedere, finalmente si ha la possibilità di mostrare l’ID del work item in alto a sinistra nella card. Si può poi scegliere se visualizzare avatar e FullName o solo l’avatar o solamente il nome per la persona a cui è assegnata la card. Infine si può scegliere se mostrare l’Effort e i Tag.

La possibilità di visualizzare i Tag è particolarmente importante, soprattutto in VSO, che ammanca ancora della funzionalità di personalizzazione dei Work Item. In Kanban infatti, non si tende a fare stime esatte dell’effort per ogni card, ma spesso basta il T-Shirt sizing: Small, Medium, Large, eXtra Large. Si può pertanto utilizzare i tag per categorizzare le proprie Card, ed avere una migliore visualizzazione:

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In questo caso è immediatamente visibile la “dimensione” della card, in maniera molto chiara ed esplicita. Ricordo inoltre, che negli sprint precedenti è stata data la possibilità di fare editing in place del titolo della card, basta cliccare nella icona della matitina in alto a destra.

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Sebbene questa serie di post sia focalizzata sulla Kanban Board, le personalizzazioni di cui vi ho parlato sono presenti anche per la TaskBoard. Ora anche per chi usa SCRUM e vuole scomporre lo Sprint Backlog in Task, è possibile decidere quali informazioni visualizzare nelle card.

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In questo caso potete personalizzare l’aspetto dei Product Backlog Item e dei task separatamente. La possibilità di creare elementi direttamente nella board rende molto semplice e veloce creare la propria task board, partendo dai PBI dello sprint corrente.

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Gian Maria.

posted @ 21/04/2015 19.54 by Gian Maria Ricci

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