AntonioGanci

Il blog di Antonio Ganci
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When it's done

E' una frase che ho sentito dire qualche volta dagli sviluppatori di videogiochi, come ad esempio per la prossima attesa uscita di Unreal Tournament 2007.

The free dictionary la definisce come:

A manufacturer's non-answer to questions about product availability. This answer allows the manufacturer to pretend to communicate with their customers without setting themselves any deadlines or revealing how behind schedule the product really is. It also sounds slightly better than "We don't know"

Un software ha mediamente un arco di vita di qualche anno, durante lo sviluppo, prima che sia messo in produzione, viene sovente esercitata una certa pressione verso il gruppo di lavoro affinchè venga consegnato il prima possibile. 

Se messo alle strette, un gruppo di sviluppo ha due soli modi per anticipare una data di consegna:

  • Tagliare alcune feature
  • Abbassare la qualità interna

Altri meccanismi, come ad esempio aggiungere persone al progetto, si sono dimostrati fallimentari in quanto hanno l'effetto di ritardare ulteriormente il rilascio a causa del tempo necessario alle nuove risorse ad entrare nel progetto.

Tagliare alcune feature può essere un compromesso accettabile, magari posticipandole in un'altra release.

Abbassare la qualità interna è una scelta antieconomica perchè verrà pagata a caro prezzo nel tempo. Se consideriamo l'intero ciclo di vita di un software un posticipo di un mese può essere accettabile a fronte di un risparmio in assistenza, rincorsa ai bug o per i casi peggiori fallimento del progetto.

Può essere utile la suddivisione in iterazioni cioè in rilasci bisettimanali consegnando le feature man mano che vengono ultimate al cliente. Il problema principale di questo meccanismo è la prima release, in quanto per essere usata efficacemente un'applicazione ha bisogno di un set minimo di funzionalità, che non si riescono a rilasciare alla prima iterazione e quindi le prime consegne sono di scarso interesse per il cliente.

Personalmente penso sia soprattutto una questione di fiducia e di stima dei costi.

Se il cliente ha piena fiducia nell'impegno impiegato dal team di sviluppo sa che non è necessario fare pressione per ottenere un risultato.

La stima dei costi è più conveniente farla un pezzo alla volta, perchè prevedere il costo totale di un progetto della durata di un anno o più è praticamente impossibile ed anche in questo caso antieconomica perchè se devo stimare qualcosa per un periodo di tempo così lungo cercherò di tenermi il più alto possibile per assorbire eventuali imprevisti (che accadono sempre).

Print | posted on lunedì 27 novembre 2006 23.08 |

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# re: When it's done

e se lavori a commessa, come fai?
Qualsiasi previsione a lungo termine e' sbagliata, ma non significa che non puoi farla mantenendo delle tolleranze.
I rilasci bisettimanali poi vanno bene solo in alcuni casi e precisamente quando il cliente accetta di "perdere tempo" a provare la versione temporanea. E non ti aiutano a rilasciare + in fretta, anzi di solito fanno perdere tempo (overhead di rilascio). Secondo me l'unico vero vantaggio ce l'hai quando stai facendo una cavolata grossa e non te n'eri accorto - ricevere feedback e cambiare rotta per tempo quello si e' un bel risparmio ....

Ciao,
Aldo

p.s. - non ho capito poi la relazione del tutto con "when it's done". Quello e' solo un problema di comunicazione (oppure VERAMENTE sono nelle cane :-)). Altri dicono ad es. primo trimestre 2008 (che ti lascia sufficiente flessibilita'). Ma di nuovo, se lavori a commessa non va tanto bene, dato che avrai una data di installazione al cliente scritta sul progetto ...
28/11/2006 0.13 | Aldo.NET
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# re: When it's done

Se possibile cercherei di suddividere il lavoro in commesse più piccole. In fondo dove è scritto che devo per forza lavorare a commesse di un anno? Capisco che non sempre è praticabile perchè non tutti i clienti forniscono questa possibilità, ma si potrebbe cercare di attuarla nel tempo spiegando appunto l'antieconomicità della cosa.
When it's done è ciò che vorrei rispondere quando sono sotto pressione per una consegna, MA immagino che il cliente mi risponderebbe nello stesso modo quando mi dovrebbe pagare :-)
28/11/2006 0.25 | Antonio Ganci

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